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Il tiro nel finale di Guduric contro l'Asvel
Guduric, Olimpia - Olimpia Milano X

Non la campanella, ma la sirena salva Milano. L'Asvel approfitta di uno stitico finale dell'Olimpia, per riaprire una partita che sembrava persa, ma la putback dunk di Ndiaye è fuori tempo massimo. Alla LDLC Arena, la squadra di Poeta passa 76-77.

La cronaca del match

L'Asvel ha dimostrato, non più tardi di 48 ore fa, di esser una trappola perfetta e Milano deve capitalizzare la buona vittoria contro Baskonia.

Watson e Seljaas sembrano ispirati e dall'arco iniziano perfetti (5/5 per loro). Gli altri molto meno (5/17 totali), ma come contro la Virtus, i francesi vanno benissimo a rimbalzo, creando tanti possessi. Milano cerca di prendere le misure e ancora una volta Flaccadori segna una tripla importante per evitare che i padroni di casa prendano vantaggio e fiducia (18-16).

L'Olimpia appena incomincia a trovare ritmo capisce che se la palla si muove, la difesa di casa non è la migliore ad adeguarsi e in area, si trova sempre spazio per andare al ferro, come dimostra Brooks. La qualità degli attacchi della ciurma di Poeta si alza e questa volta il +5 è per gli ospiti (27-32).

Appena cala l'intensità, l'Asvel si riporta anche avanti, sfruttando una Milano che a volte sembra quasi sorpresa della semplicità di trovare vantaggio, complicandosi la vita con extra pass che peccano di eccessi di generosità.

Ancora Watson pareggia a quota 35 ed è il campanello d'allarme che risveglia i milanesi. Ellis fa un parzialino di 4 consecutivi, che corona un parziale di 7-0. Arriva il massimo vantaggio (35-42).

L'Olimpia rientra dagli spogliatoi e agguanta la doppia cifra con l'incipit di 5-0 (37-47). L'Asvel però non cede. Anche perchè Milano spegne e accende l'interruttore dell'attenzione, regalando tanti, ma tanti possessi (17 palle perse a 3). Guduric ed Ellis però producono e quando Brooks tira sulla testa di Huertel, Milano va sul +14 (51-65).

L'Olimpia abbassa il ritmo e spreca diverse occasioni di allungare ulteriormente ma sembra approcciarsi al finale con serenità (53-67). 3 palle consecutive di Milano danno spinta ai francesi, guidati ora da Seljaas e dall'assaltatore Angola. Basta però sempre poco agli ospiti per tornare a distanza di sicurezza e con Booker, su assist in tuffo di Guduric, sono di nuovo a +12 (60-72) a 6' dalla sirena finale.

L'Olimpia si rilassa, l'attacco perde ritmo pian piano e smette di segnare per oltre 2 minuti. Booker commette il quinto fallo e  Milano si mette a specchio degli avversari, con Leday e Ndiaye da centri. 

Lo stesso Ndiaye colpisce con 5 punti consecutivi. Milano o perde palla o è costretta a tiri scriteriati e l'Asvel continua il parziale. Dal 63-73 si passa al 70-73 e Leday stoppa Angola per evitare il -1. 

Sembra fatta, ma invece le emozioni sono appena cominciate. Leday vince una contesa che diventa però assist per Angola che fa questa volta si, -1. Guduric segna un complesso passo e tiro e con 12'', Milano è sul +3. Angola segna velocemente, Shields e Guduric combinano un pasticcio sulla rimessa e palla Asvel sul 76-77 Milano con 7'' da giocare. 

Ancora Angola prova a vincerla con un jumper che rimbalza sul ferro prima che Ndiaye lo schiacci dentro con stop-lamp accessa. Il replay fa tirare un sospiro di sollievo. Canestro non buono, 76-77 rimane il punteggio, vince Milano e, nonostante tutto, ora è a una vittoria dai play-in.

Le chiavi 

Un quarto finale dormiente rimane vivo nel ricordo di questa serata, pur dovendo celebrare una vittoria. E quindi alla fine si riporta nella città attualmente olimpica, la buona classifica (-1 da Zalgiris e Monaco) e una trentina di minuti discreti, ma anche un finale problematico. 

Difficile accettare le 17 palle perse di stasera. Una messe di falli offensivi, leggerezze e superficialità, di cui lo specchio è l'ultima rimessa “confezionata” da due come Shields e Guduric, non proprio gli ultimi arrivati. Un dato che ha caratterizzato in maniera lampante il secondo tempo, ma figlio di un atteggiamento troppo convinto che la partita fosse in totale controllo.

L'attacco, dopo aver anche creato bene nei primi 20', è andato via via fermandosi, non solo per una questione di energia, ma proprio a livello di letture, ricadendo nella staticità che spesso è costata cara ai milanesi. 

Prima del black-out finale, restano i numeri. Guduric 18+7 assist, Ellis 13, Leday 12 e molto importante nei momenti caldi e doppia doppia da 11+10 rimbalzi (8 nel secondo quarto) per Brooks. Milano ha tirato molto bene dall'area (66% su 30 tentativi) meno bene dall'arco (36%). Ha saputo migliorare a rimbalzo come successo con Baskonia, ma soffrendo sempre (15 offensivi concessi) ad una squadra che ha potuto così tirate tantissimo (71 tiri vs 49 per l'Asvel) ma con percentuali, fortunatamente per Milano, basse.

Ora ospite al Palalido, sarà Dubai, diretta inseguitrice dell'Olimpia nella corsa alla post season europea.

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