La Virtus inciampa in casa con l'Asvel e vede complicarsi l'obbiettivo play-in
In una partita poco godevole e a bassissime percentuali, la Virtus soccombe contro la fisicità dei lunghi francesi, subendo una pesantissima sconfitta casalinga
La più brutta Virtus Bologna vista fin qui in stagione inciampa clamorosamente in casa contro l'Asvel ultimo in classifica, dicendo addio quasi definitivamente al sogno play-in. Nonostante l'energia del pubblico e le fiammate di un Carsen Edwards che ha provato al solito a caricarsi l'attacco sulle spalle, la Virtus ha sofferto la fisicità e la sfacciataggine dei francesi, capaci di spegnere la luce alle V-nere proprio nel momento del bisogno. Il punteggio finale di 70-80 fotografa perfettamente una serata in cui la luce, nell'attacco dei bolognesi, si è spenta troppo presto, proprio quando la posta in gioco iniziava a farsi caldissima.
Nonostante un avvio incoraggiante e la solita spinta dei settemila della Arena, le V-nere hanno pagato a caro prezzo le polveri bagnate dal perimetro e una sofferenza cronica a rimbalzo. L’ASVEL, arrivato sotto le Due Torri senza i favori del pronostico, ha saputo incartare la partita con una difesa fisica e le fiammate dei suoi esterni, trasformando il parquet bolognese in un terreno di conquista che complica maledettamente il cammino europeo della Virtus. Con il record che ora recita 12 vittorie e 14 sconfitte, la strada verso la post-season diventa una salita ripida che non ammette più passi falsi.
La partita
Senza Diouf parte al centro Aliou Diarra che subito è propositivo in attacco e fa valere la fisicità. Sono suoi i primi punti della Virtus, che però va subito in difficoltà a rimbalzo contro i centimentri di Traorè e di Eboua. Ivanovic cambia così subito gli interni, inserendo Saliou Niang e Nicola Akele al posto del lungo maliano e di Alston Jr. Con l’assenza di Matt Morgan il peso degli attacchi passa tutto su Carsen Edwards, che oggi sarà costretto agli straordinari in fase offensiva. Il punteggio rimane basso nei primi 5 minuti (7-8), con le percentuali che stentano a decollare per entrambe le squadre. Due recuperi consecutivi di Vildoza, con conseguenti punti in campo aperto, aprono un parziale di 7-0 per le V nere che provano pian piano a prendere in mano la partita. Le troppe palle perse condannano però i bianconeri, con l’Asvel che reagisce e trova tanti punti facili, soprattutto nel pitturato. Vautier ed Ajinca, in uscita dalla panchina, fanno valere la verticalità, ma i francesi non sempre concretizzano i tanti viaggi dalla lunetta, con la Virtus precocemente in bonus. Gli uomini di Ivanovic faticano tuttavia a muovere palla efficacemente in attacco, e gli ospiti ne approfittano allungando nel finale, col punteggio di 17-21.
Ritmi più alti in avvio di secondo quarto, e rientra in campo anche Alen Smailagic. Non si attenuano i ritmi dell’Asvel, che alza i ritmi e continua a dominare nei rimbalzi offensivi. La Virtus segna appena 8 punti in sette minuti, trascinata solamente dalle giocate di Edwards e dagli ottimi movimenti spalle a canestro dello stesso Smailagic. Il parziale di 10-2 per i francesi manda gli ospiti sopra la doppia cifra di vantaggio, grazie alle triple di Angola e Watson. Entrambe le squadre non trovano grandi percentuali comunque dall’arco (25% la Virtus, che ne ha tentate solamente 8 in due quarti contro le 19 dell’Asvel, e 21% i francesi). Fondamentale il dominio fisico degli ospiti a rimbalzo. L’ingresso in campo di Daniel Hackett da speranze ai bianconeri, con 7 punti consecutivi dell’azzurro che prova a scuotere i suoi. Ma l’andazzo della gara non cambia, col punteggio all’intervallo lungo di 33-43 per l’Asvel.

Prova ad alzare gli effettivi in difesa la Virtus, che ritorna in campo con Smailagic in quintetto al posto di Diarra. Il serbo è entrato bene in partita ed appare più propositivo nel pitturato. Per gli ospiti risponde Ndiaye, che riesce a spalleggiare facilmente contro il quintetto piccolo bolognese. Il dato dei rimbalzi offensivi è piuttosto impietoso, 9-0 per l’Asvel. Sono le fiammate dei suoi uomini migliori a far tornare in partita la Virtus, con Edwards che finalmente sta alzando le percentuali, ed un Vildoza che sembra essersi acceso dopo un primo tempo incolore. A metà quarto gli uomini di Ivanovic sono sotto solamente di 4 lunghezze (45-49). Adesso i francesi sono in grande difficoltà offensiva, collezionano diverse palle perse sanguinose e non sfruttano gli extra possessi offensivi. La Virtus passa avanti dunque grazie all’ennesima giocata di Vildoza, ma nel finale punto a punto è sempre l’Asvel a chiudere avanti con una bella serpentina al ferro di Watson, ed il punteggio recita 54-55.
Ultimi 10 minuti che si aprono sempre nel segno di Glynn Watson Jr, che punisce i cattivi close out della Virtus con una tripla importante e si guadagna 3 tiri liberi vitali. Parziale iniziale di 8-0 dell’Asvel che costringe subito Ivanovic a fermare il gioco. La partita sembra stregata per la Virtus, che prova a mantenersi a galla con Jallow ed Alston Jr, ma viene rispedita indietro dai canestri del solito Watson, letteralmente scatenato in questo ultimo parziale, dove ha messo a segno ben 10 punti in meno di 5 minuti. Si sbaglia tanto, e sembra quasi che nessuna delle due squadre voglia portarla a casa questa partita. A chiuderla definitivamente è Paul Eboua, con due canestri di pregevole fattura, che riportano i francesi in doppia cifra di vantaggio a 2 minuti dalla fine. Distanza insanabile ormai, e la Virtus subisce una pesante ed inaspettata sconfitta casalinga, che la allontana a questo punto definitivamente dai play-in. Punteggio finale 70-80.
Le chiavi
La strategia di coach Ivanovic era chiara: cavalcare il talento realizzativo di Carsen Edwards. L'ex Bayern, leader offensivo della Virtus in questa stagione 25/26, ha chiuso con 20 punti, ma è rimasto troppo spesso isolato. L'ASVEL è stata magistrale nel togliere i rifornimenti a Derrick Alston Jr, impedendo all'ex Manresa di innescare il gioco in transizione. Senza le sue accelerazioni e con un Luca Vildoza braccato sul perimetro, l'attacco Virtus è diventato prevedibile, riducendosi a una serie di isolamenti che hanno finito per stancare i portatori di palla.
La vera differenza è stata fatta sotto i tabelloni. La Virtus ha sofferto terribilmente la fisicità di Mbaye Ndiaye, lungo di grande verticalità ed elevazione. Nonostante l'impegno di Aliou Diarra ed Alen Smailagic, l'ASVEL ha controllato i rimbalzi offensivi (17-6 il confronto a favore dei francesi). Questo ha permesso agli ospiti di avere secondi possessi fondamentali, frustrando la difesa bolognese che per lunghi tratti era riuscita a tenere bene sul primo tiro.
In cabina di regia, Glynn Watson Jr ha dimostrato una maturità superiore nel gestire i ritmi della partita, rallentando quando la Virtus Arena spingeva per la rimonta e accelerando nei momenti di sbandamento dei padroni di casa. I suoi 10 punti ad inizio dell'ultimo parziale sono stati quelli decisivi per ammazzare la partita. La mancanza di un’alternativa creativa a Pajola per la Virtus in questa fase della stagione, complici le rotazioni accorciate, ha pesato enormemente, lasciando i bolognesi senza idee nei minuti finali del quarto periodo.
