Cade anche la più forte: una mega Reyer affonda l'Hapoel Gerusalemme capolista!
Il successo degli oro-granata con gli israeliani vale il fattore campo al primo turno ed annesso derby con Trento

Cade anche la capolista! Una Reyer formato deluxe abbatte l'Hapoel Gerusalemme al termine di una partita dominata per tre quarti e vinta con tanto carattere e determinazione in un finale punto a punto, guadagnandosi così per la prima volta nella storia la possibilità di avere il fattore campo agli ottavi di finale in un inedito derby tricolore contro Trento
Una Reyer da impazzire stende anche la capolista Hapoel Gerusalemme e conquista un preziosissimo quarto posto al termine della regular season, che vale fattore campo negli ottavi ed un derby tricolore contro Trento: risultato che per certi versi è storico, visto e considerato che gli oro-granata mai avevano avuto la possibilità di giocarsi il primo turno ad eliminazione diretta tra le mura amiche. La partita del Taliercio è vera e non un'amichevole di pre-season: se è vero che gli israeliani erano già certi del primo posto ed i lagunari già certi di un posto playoff, è altrettanto vero che nessuno voleva chiudere la stagione regolare con un ko.
Prestazione di grande livello della squadra di Spahija, che manda 5 giocatori in doppia cifra dominando l'incontro nei quarti centrali e respingendo la rimonta furiosa della capolista bianco-rossa nell'ultimo quarto. Senza tre giocatori (Cole, Nikolic e Bowman) la Reyer è guidata ancora una volta da un Wiltjer immarcabile che ne mette 25, da un terzetto a quota 12 (Wheatle, Tessitori e Valentine) e dagli 11 di Parks. All'Hapoel Gerusalemme a poco servono i 24 di Harper, gli 11 di Lamb e Carrington ed i 10 con 12 rimbalzi di Wiley. Finisce 83-80 per gli oro-granata al Taliercio.

Il fattore “W” stende la capolista: coesione, carattere e DNA
La capolista si inchina al fattore “W”. Un fattore doppio, a dire il vero. L'impresa della Reyer parte dalla coesione di un gruppo che in emergenza sta trovando energie inaspettate, dal carattere e da quel DNA che ha sempre portato gli oro-granata a regalarsi imprese come quella di stasera. In casa in Eurocup la squadra di Spahija non perde da settembre, con il Taliercio che si sta confermando fattore determinante, tanto che sono cadute in serie Bahcesehir, Lubiana ed Hapoel Gerusalemme. Senza Bowman, Cole e Nikolic il percorso assume ancor più valore ed ha un peso diverso: questa squadra al completo può creare problemi a tutti. Dicevamo di fattore “W", perché il primo tempo è stato tutto targato Kyle Wiltjer, mentre il secondo è deciso e marchiato a fuoco da Carl Wheatle. Il canadese è stato letteralmente immarcabile con 19 punti totalizzati, di cui 16 nel solo secondo quarto: un clinic cestistico senza alcuna logica quello del #33, che aprendosi in pop ha mandato in tilt la difesa israeliana, sommersa da un 4/4 dall'arco devastante. Giocatore fuori categoria (e non da oggi) Wiltjer, che qualche giorno fa ha dichiarato di voler chiudere la carriera a Venezia. L'esterno britannico è il tipico giocatore che piace perché sa fare bene un po' tutto ed oggi con gli israeliani lo ha dimostrato: scelte di gioco intelligenti, canestri pesanti come macigni e difese maiuscole su qualsiasi giocatore gli capitasse sotto mano. Alla fine chiuderà con 12 punti (10 nella ripresa), 8 rimbalzi, 4/6 dal campo e zero palle perse.
La vittoria con la capolista parte però dall'impatto del gruppo, da una lotta a rimbalzo vinta nettamente contro una squadra stazzata, profonda, atletica e con tanti centimetri, da una selezione di tiro eccellente per tanti minuti e da una freddezza davvero importantissima negli ultimi minuti quando l'Hapoel Gerusalemme era tornato in parità. L'unico neo di serata è dato dai 23 possessi persi, da qualche errore di troppo nell'ultimo quarto in termini di scelte e di stop difensivi mancati: il talento israeliano (ed un bonus raggiunto prestissimo) poi amplifica tutto, con il divario che da +13 per la Reyer è stato azzerato. Come detto, per vincere questo tipo di partite - però - ci vuole il gruppo, l'apporto di tutti ed uno spirito di sacrificio straordinario. Vengono in mente diversi esempi, tutti validi: da Candi che perde 9 possessi ma segna la tripla più importante della partita a De Nicolao che gioca 13' all'arma bianca, difende su tutti e ruba un possesso determinante nel terzo quarto che dà linfa ed energia. Ma non sono i soliti, perché c'è il solito Parks che pur non tirando bene gioca 26' di enorme impatto, c'è un Tessitori che determina in attacco e difesa, gioca da riferimento facendo a sportellate e portando a scuola in post i lunghi israeliani e c'è un Valentine che pur non trovando il canestro da fuori sa come esser protagonista, in tanti modi, ma dando energia e quel pizzico di follia che serve sempre.
Per vincere contro l'Hapoel Gerusalemme serviva qualcosa di speciale, di grandissimo, perché gli israeliani sono la vera favorita nel torneo: così è stato. In tutto e per tutto. Concedere 49 punti in 30' ad Harper e soci è la prima vera grande vittoria, corroborata dal 47-39 a rimbalzo e da un predominio nelle statistiche che è piuttosto evidente: 48% da 2 contro 44%, 39% da 3 contro 23%, 82% in lunetta contro 69%. Se Harper ha dimostrato di essere giocatore difficilmente fermabile (nonostante il suo 7/19 dal campo ha giocato un'ottima partita), gli oro-granata hanno fatto impazzire Winston escludendolo dal match e creato enormi problemi a Smith, che ha sofferto tantissimo la fisicità di Tessitori, senza dimenticare di uno Zoosman chirurgico in attacco, ma letteralmente mandato in tilt da Wiltjer nella sua metà campo, con il canadese che l'ha fatto impazzire: il capitano si ricorderà a lungo del #33 canadese e del suo primo tempo, quantomeno vivrà una notte di incubi. Insomma, attaccare la squadra di Alon sulle sue “difficoltà”, spaziando tanto e trovando soluzioni ad alta percentuale sfruttando la “lentezza” dei corpaccioni della capolista ha avuto il suo grande impatto. Ed il risultato è chiaro… ora a marzo i playoff, con annesso fattore campo.

