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Antonio Blakeney, dominante a Milano contro l'Olimpia

Hapoel-Olimpia è il Game of the Week di Eurodevotion valido per il Round 29 di Eurolega.

1 sola sfida nella storia della competizione, peraltro cosa abbastanza ovvia visto che per gli israeliani siamo all'esordio, ma una gara che in questo momento ha un valore fondamentale per entrambe le squadre.

L'Hapoel viene da un periodo nerissimo in cui, dopo 5 sconfitte consecutive, la coppa di Israele senza nemmeno competere ed un rendimento che non soddisfavea neppure nelle gare precedenti, è stato discusso a tutti i livelli. Dal possibile esonero di Itoudis, riconfermato dal proprietario, alle mille voci su possibili addii, in primis quello di Vasa Micic, titolare del contratto più oneroso di tutta l'Eurolega.

Milano arriva con l'energia supplementare garantita dal successo in Coppa Italia, importantissimo, ma non può dimenticare l'asfaltata subita contro Dubai nell'ultimo impegno continentale, dopo 3 vittorie che avevano riaperto le speranze di postseason. Ma oggi, chiaramente, serve almeno un 6/4 nelle ultime 10 gare per sperare, sebbene non sia garanzia assoluta di Play-In, più presumibilmente raggiungibile attraverso un 7/3 che porti ad un record finale di 21/17. 

La gara di andata tra Olimpia ed Hapoel, monologo israeliano

Come arrivano Hapoel ed Olimpia alla sfida di giovedì sera

Lo abbiamo già detto, le premesse israeliane sono di massima tensione, quelle milanesi di grande “boost” derivante dalla Coppa Italia.

Vuol dire tutto e vuol dire niente, perchè da oggi si fa terribilmente sul serio ed ogni errore si paga il doppio rispetto a prima della sosta. Impensabile un Hapoel che non abbia voglia di reagire all'inizio della volata Play-In e Playoff.

Le già citate voci su Itoudis, su Micic ed uno spogliatoio non esattamente tranquillo sono un bello scimmione sulle spalle israeliane. Siamo al momento decisivo: o si superano oppure si rischia la caduta definitiva, inimmaginabile ad inizio stagione quando la squadra pareva volare.

Di contro non si può parlare di leggerezza per l''Olimpia, ma sicuramente di una situazione in cui si sa bene che non saranno tanto eventuali eroismi, più spesso targati Brooks o Shields, ma il concetto di squadra a poter garantire una performance di livello.

Hapoel tel Aviv, a Milano fu asfaltata inflitta ai meneghini

Che partita sarà tra Hapoel ed Olimpia? Le possibili chiavi del duello 

La gara di andata, nel momento peggiore di Milano, il triste ed inevitabile epilogo dell'era Messina, ci ha detto che l'Hapoel è nettamente più forte, ma questo in realtà lo sapevamo già dall'estate, era sufficiente guardare ai due roster.

Gli israeliani stravinsero 83-105 con Oturu e Blakeney a quota 20 ed un record si squadra coi 31 tiri da due realizzati al 72,1%, francamente una percentuale assurda in questa lega. Ma quella Milano sbandava e non poco. Anche a rimbalzo non ci fu partita, 37-27 per Micic e soci. Aggiungiamoci una differenza abissale dall'arco, 45,5% contro 20,8% ed ecco che si comprende ancor meglio il chiarissimo divario.

Divario che resta a guardare gli uomini, ma che l'Olimpia di oggi può serenamente ridurre, con proprio il termine serenamente come punto focale. L'arrivo di peppe Poeta aveva già garantito tutto ciò, ora il successo in Coppa Italia che mancava dopo due anni di finali allucinanti perse con rivali molto meno attrezzate come Napoli e Trento, può ulteriormente dare una spinta in tal senso.

I margini di errore sono minimi da entrambe le parti. Per la squadra di Itoudis dopo un momento nero che non può assolutamente continuare, per quelli di Poeta in vista di un calendario non semplice all'interno del quale è necessario fare colpi importanti oltre che vincere le gare sulla carta più alla porta.

L'ambiente della Menora Mivtachim giocherà un ruolo fondamentale: da quelle parti perdere la bussola in trasferta è un attimo.

Il ritorno di Elijah Bryant è chiave assoluta nell'Hapoel. Il periodo di difficoltà è praticamente coinciso con l'assenza del giocatore, a lungo MVP della competizione finché sano. Ed il contenere le guardie israeliane sarà l'imperativo milanese: le scorribande dell'andata non potranno avere seguito, altrimenti la vallata si oscurerà da subito.

E sarà altrettanto importante attaccare gli stessi esterni, non sempre connessi al 100% dietro, soprattutto il tanto discusso Micic, mai rivisto ai livelli che conoscevamo prima della partenza per la NBA.

Sotto canestro sarà necessario che Nebo e Booker, senza dimenticare LeDay, tengano botta contro l'energia di Oturu in primis, così come quella di Odiase e di un Motley dal quale ci si può aspettare di tutto. Togliere la connessione seguente ai blocchi diretti tra esterni e lunghi sarà assolutamente necessario perchè se li si lascia entrare in ritmo si paga poi un prezzo esagerato.

Leandro Bolmaro, sarà determinante per Milano a Tel Aviv

Marko Guduric e Leandro Bolmaro  avranno il compito di caricarsi la squadra sulle spalle sui due lati del campo. Questo potrà dare spazi e ritmo a Quinn Ellis, altro profilo determinante. Nel mezzo di queste operazioni sarà Shavon Shields chiamato a mettere punti con una certa continuità, quella che si è vista a tratti in stagione. Pochi dubbi sul fatto che Armoni Brooks sia ormai decisivo poichè entrato in quel giro di giocatori che le difese avversarie individuano come minaccia numero uno. 

Le assenze, ivi comprese quelle dovute alla partenza con la nazionale, asciugheranno ulteriormente le rotazioni di Poeta, cosa non troppo sgradita al Coach milanese, ma che renderà necessario il controllo del ritmo poichè se si dovesse giocare troppo freneticamnte si potrebbe rischiare di esser travolti dalla profondità rivale in grado di mantenere elevato quello stesso ritmo.

Difficile pensare ad una gara a punteggio basso, sebbene gli uomini di Itoudis siano spesso stati su un ottovolante tra gare oltre i 100 e prestazioni molto meno rilevanti offensivamente. Ovvio che Milano prediliga certi ritmi, ma dovrà farlo con grande attenzione soprattutto in fase di transizione difensiva: in pratica imporre sui due lati del campo, operazione mai facilissima.

Guardando ai pochi numeri veramente significativi, l'Hapoel segna mediamente un solo punto in più di Milano (86,3 v 85,3), tirando meglio da due ma peggio da tre. Milano predilige passarsi di più la palla, mentre i rivali sono più efficaci nel cercare canestri in proprio, per via di quel talento chiaramente maggiore. Basti pensare al 71,3% che è la percentuale di canestri meneghini dall'arco che sono assistiti, contro il 61,6% avversario.

73,6 i possessi Hapoel medi, 71,5 quelli milanesi, a proposito di quel controllo del ritmo.

Offensive Rating? 119,3 v 117,3 a favore dei milanesi, mentre nel Defensive prevale Tel Aviv nettamente con 112,1 punti subiti per 100 possessi contro i 119,7 degli avversari.

 Curiosamente entrambe le squadre raccolgono il 49,4% dei palloni disponibili a rimbalzo.

In sostanza, se proprio una chiave ci pare emergere, riguarda il fatto che Milano debba tenere molto in 1v1, mentre sarà dovere dei padroni di casa evitare la miglior circolazione di palla degli ospiti.

 

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