Lussuosa Dubai a Milano. Travolta l'Olimpia nella ripresa
Dubai ci mette fisicità e intensità per 40 minuti e l'Olimpia semplicemente non regge. Brutta sconfitta per Milano che viene raggiunta proprio da Dubai.

Cade rovinosamente Milano 78-96 contro Dubai, giocando una partita molto sotto il par e crollando completamente nella ripresa. Kabengele dominante e la squadra di Golemac aggancia l’Olimpia a quota 14 vinte.
Il match
Fisicità per Dubai con Bacon in guardia e Kabengele/Petrusev a cercare di evidenziare le assenze tra i lunghi di Milano. E l'inizio mostra il potenziale offensivo degli ospiti, specialmente nei pressi del ferro, punendo ogni qual volta Milano si rifugia in un cambio difensivo.
Di contro difensivamente, Dubai non è la stessa squadra di quando ha la palla. Milano lo sa, trova spesso vantaggi anche ben capitalizzati sui close-out allegri dei giocatori in maglia bianca. La partita diventa fisica, con gli arbitri che concedono un metro che facilita il ritmo e la tripla dall’angolo, costruita con pazienza enciclopedica, da il primo vantaggio milanese (20-18).
Dubai apre il secondo periodo con due triple, una in transizione e la seconda da ben dietro l’arco, di Avramovic, che riporta avanti Dubai, in un fondamentale ben poco esplorato nei primi 10 minuti. Fondamentale tutt’altro che estraneo a capitan Pippo Ricci, che risponde con altre due triple (3/3) e che poi in contropiede segna l’undicesimo punto personale e il il nuovo vantaggio meneghino (28-26).

Notevole l’impatto di Avramovic. L’ex varesino, con la sua pericolosità dall’arco e la sua intensità, da grande ritmo a Dubai, che trova migliori soluzioni a metacampo e trova un quintetto maggiormente perimetrale. La partita perde ritmo per un paio di pause per disparate revisioni. Musa fa 10 e quando Kabengele si inventa una tripla in step-back allo scadere, Dubai tocca il +6 (35-41). Il secondo quarto di Dubai da 5/7 da 3 consente una prima fuga sul +8 con la tripla di Anderson. Difensivamente però la squadra emiratina salta su ogni finta e Guduric, come sul primo canestro del match, ha il tempo di sistemarsi, abbozzare e poi effettivamente segnare dai 6.75. Lo stesso serbo trova il 2+1 per restare in scia all’intervallo.
L’inizio della ripresa è targata Kabengele. L’ex Venezia sigla un parziale di 9-0 a favore suo e di Dubai, sorprendendo una Milano rientrata molle dagli spogliatoi. +13 ospite, Leday fa airball allo scadere, soprattutto dopo aver rifiutato un tiro più aperto. Petrusev dalla lunetta fa 10-0, Milano non segna nei primi 3’ e serve un altro gioco da 3 punti di Guduric per sbloccare la squadra di Poeta.
Il problema rimane però la difesa, a cui si aggiungono i rimbalzi, 13-5 nel terzo periodo. Petrusev completa due giochi da 3 punti consecutivi, aggiunge altri 3 liberi su fallo su tiro, Dubai è a +19 (51-70). Un crollo verticale. 19-6 con due canestri segnati in quasi 6’ di gioco. L’intensità milanese riprenda colore, ma una tripla di Caboclo allontana ancora gli emiratini. Brooks segna la prima tripla di serata e Milano è in partita nonostante il -14 (59-73).
Dunston fa 4-0 e per riportare PalaLido e Milano in partita sul -10. Diventa un fattore Caboclo, che con un’altra tripla riporta su Dubai al +15. Milano sembra aver esaurito le sue forze e anche le proprie chance. Musa segna dall’angolo, Avramovic ruba e segna in solitaria. -18 con meno di 5’ da giocare.
Le chiavi
Dubai è squadra lunga, strutturata e fisica. Non è la miglior versione di Milano per poterla affrontare. Però gli emiratini partono con un piglio diverso da quello dei padroni di casa. Un primo quarto a cercare i miss match in area, intensità e fisicità. L’Olimpia resta in scia. E’ brava a leggere gli errori difensivi della squadra di Golemac, sfrutta i vantaggi che si creano presto nell’azione.
Gli uomini di Poeta però si adeguano anche difensivamente, non riuscendo mai a trovare stop difensivi e incrociando anche una serata precisa dall’arco di Dubai. La reazione post intervallo che si era vista post Baskonia, è totalmente opposta al rientro in campo in questa serata. Prima metà di terzo quarto preoccupante. Attacco spesso bloccato, tanti palleggi e di nuovo senza ritmo. Difesa che viene travolta a rimbalzo e che non reagisce ai ganci prima di Kabengele (22+10 rimbalzi e 32 di valutazione, mvp del match) e di Petrusev (15 con 4 tiri). Avramovic termometro di questa Dubai. La preventivabile scossa dalla panca, la differenza di intensità più chiara quando in campo.
Milano perde una grande occasione, l’ennesima casalinga, per guardare la classifica con speranza. Invece la raggiunge Dubai a quota 50% di record rimettendosi in scia della zona play-in.
