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Brooks lascia Milano. Un peccato grave della gestione Messina

Il mercato dell'Olimpia Milano, da tempo molto attivo e nella giusta direzione, ha registrato negli ultimi giorni l'uscita pressochè definitiva di Armoni Brooks.

Ovviamente la notizia ha causato un certo malumore tra i sostenitori milanesi, che vedono partire un giocatore sul quale contavano moltissimo in ottica presente e futura. Come sostengo da sempre le piazze vanno ascoltate con rispetto, perchè senza tifosi saremmo qui tutti a fare il nulla, però è altrettanto vero che debbano esser date le informazioni corrette su quanto è accaduto per evitare che si creino malintesi e si responsabilizzino soggetti che non hanno alcuna colpa a  favore invece di chi ha gestito la situazione in un certo modo, positivo o negativo che lo si possa considerare. Ed in questo caso il tutto pare molto, molto chiaro come vi racconto qui di seguito.

Armoni Brooks all'Asvel: l'Olimpia non rilancia su valori oggi inaccettabili

Il giocatore, ottima pesca sul mercato a firma Gianmaria Vacirca il cui talento offensivo come tiratore era assai riconoscibile ma è esploso definitivamente nei mesi di dicembre e gennaio, da quando la squadra è stata affidata a Peppe Poeta, ha scelto l'Asvel dopo una lunga corte del Partizan a cifre più meno simili (si va oltre  2 milioni netti a stagione). Si vocifera di una volontà di essere considerato una vera propria “prima punta”, come si direbbe nel calcio, peraltro discorso da valutarsi visto il mercato che lo stesso Asvel sta portando avanti, con i nomi eccellenti di cui via abbiamo parlato in questi giorni.

Ora, deve essere chiaro che Milano oggi non è quella del 2019, 2020 e 2021 quando sul mercato poteva operare con grandissime disponibilità tanto da attrarre profili come Hines, il Chacho etc. Se è vero che la presenza sul pino di Ettore Messina è stata importante per farli arrivare, lo è certamente di più il fatto che senza le grandi finanze messe a disposizione dal Signor Armani nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile.

Oggi le superpotenze come Oly, Pana e così via, cui vanno aggiunte le nuove arrivate al ricco banchetto di Eurolega come ad esempio Hapoel e Dubai, viaggiano su percorsi finanziari impossibili per l'Olimpia che deve quindi lavorare con competenza e prontezza su tutti fronti, non potendosi più permettere, per volontà condivisibilissima, le spese folli di qualche anno prima.

Armoni Brooks, Milano perde un tiratore ma le cifre oggi erano folli

Se un giocatore, per quanto buono e promettente come Armoni Brooks, ritiene di valere quelle cifre di cui sopra, Milano ha il diritto, se non il dovere di rivolgersi altrove e di lasciarlo andare percorrendo altre strade dopo aver provato a trattenerlo a cifre ragionevoli. Proprio quelle strade ricche della competenza e della prontezza che necessita un lavoro come si deve, ovvero quello che i responsabili del mercato milanese stanno facendo oggi.

E proprio in base a quella competenza mi pare correttissimo valutare come il profilo di un grande tiratore con eccellente atletismo verticale ma in difetto su tantissime altre cose, si possa ritenere fuori portata se chiede qualcosa che si crede di riservare ad atleti oggi più completi. Come tutte le scelte sarà soggetta al giudizio del campo, unico giudice indiscutibile, ma almeno la certezza di una valutazione seria ed in linea con le disponibilità societarie rappresenta un valore che oggi Milano ha e che non aveva in passato.

L'errore tremendo di Ettore Messina quando era possibile rinnovare Brooks a cifre accettabili

E' inutile girarci attorno e cercare motivazioni che non hanno diritto di esistenza, la mancata permanenza di Brooks a Milano ha una ragione precisa e questa risiede nel non aver rinnovato il giocatore quando sarebbe stato possibile farlo a cifre ragionevoli secondo le disponibilità del club.

Utilizzato un po' a singhiozzo durante la gestione Messina, il giocatore affrontava la seconda stagione in biancorosso dopo appunto essere stato una delle tante pesche molto valide firmate Gianmaria Vacirca.

Se poteva esserci qualche dubbio sulla continuità, non ve ne potevamo essere sul talento da tiratore, o meglio realizzatore, cose molto chiare ed evidenti anche agli occhi di chi possa meno comprendere il gioco.

Tra settembre ed ottobre, quando ci si stava già muovendo su nuovi fronti per costruire una squadra futura che coprisse le falle di una mal costruita ed ancor peggio gestita, i tempi erano ampiamente maturi per un rinnovo a cifre che fossero ricomprese negli investimenti che la proprietà Armani mette a disposizione della sezione pallacanestro.

La scelta di Ettore Messina è stata quella di non farlo, o almeno di posticipare il discorso e questo ha portato ai mesi di dicembre gennaio già menzionati in cui il giocatore è esploso ed è diventato pezzo pregiato sul mercato a cifre diventate giustamente irragionevoli secondo il parere di chi per oggi sul mercato per Milano ovvero Daniele Baiesi sulle indicazioni di Peppe Poeta. 

Purtroppo quanto accaduto con quella mancata mossa autunnale non è altro che l'ennesimo capitolo di una lunga serie di errori marchiani che ha contraddistinto gli ultimi quattro anni della gestione Messina, come dimostrano ampiamente veri e propri suicidi sul mercato come l'allontanamento di Nicolò Melli, la firma di Lorenzo Brown, solo alcuni tra i più evidenti.

Ciò che è assolutamente fondamentale sottolineare una volta di più è che le responsabilità di quanto accaduto non debbano mai e poi mai essere di chi sta lavorando oggi al mercato milanese, ovvero Baiesi e Poeta, poichè chiaro retaggio di un passato recente oltremodo negativo. Farlo sarebbe un errore inaccettabile in barba alla verità ed alle azioni individuali di alcuni a danno di altri.

Oggi Milano sceglie secondo le proprie disponibilità e lavora ad un roster che abbia durata nel tempo, sia come italiani che come stranieri, e crea valori di reali ambizioni, che sono ben diverse dagli obiettivi tanto declamati assai casualmente in passato. Ambizioni, appunto, perchè essere ambiziosi è un conto ed è positivo, mentre vendere obiettivi senza un vero costrutto è più di un grave peccato. 

E' per tutto ciò, nel nome di un cambiamento finalmente manageriale, che Milano deve avere fiducia.

 

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