Tessitori guida una gran Reyer, la Virtus è spalle al muro!
Il capitano domina per 40' e manda i bianco-neri al tappeto: sabato gli oro-granata proveranno a chiudere i conti in casa

Prestazione enorme di Tessitori, che domina sui due lati del campo contro la Virtus e trascina la sua Reyer al successo in Gara 3: la serie pende nuovamente dalla parte dei veneziani, che sabato proveranno - sempre in casa - a chiudere i conti e tornare in finale a distanza di sette anni dall'ultima volta. Non basta un leggendario Edwards alle V-Nere, che subiscono troppo in difesa e soffrono la pressione lagunare
La Virtus è ancora una volta spalle al muro. La differenza rispetto alla Gara 3 a Trento - però - sta nel fatto che i bianco-neri hanno approcciato alla grande la partita ed hanno a lungo comandato le operazioni, prima di subire la pressione di una Reyer coriacea, mentalizzata e determinata a portare a casa la partita. Un match che poteva finire in tutti i modi e che si è sbilanciato negli ultimi 10' a favore degli oro-granata, guidati dalla doppia doppia di Tessitori e dalle fiammate di Bowman, Wheatle e Parks. Nel momento di Gara 3 è arrivata la spallata che ha spezzato l'equilibrio, con i campioni in carica che si sono persi nella metà campo difensiva ed hanno subito la spinta del pubblico di casa oltre alla certa qualità veneziana.
Finisce 89-85 in un Taliercio completamente esaurito una Gara 3 che sposta nuovamente l'inerzia della serie verso la Reyer, mentre la Virtus si trova ancora sotto e sarà chiamata a vincere sabato per non uscire di scena prima del previsto. MVP di serata è capitan Tessitori, che ha realizzato 22 punti catturando 10 rimbalzi. In doppia cifra tra gli oro-granata anche RJ Cole con 13 punti e Jordan Parks con 15 punti (e 6 rimbalzi). Alle V-Nere non bastano i 31 con 8/13 dall'arco di Carsen Edwards, i 14 con 7 rimbalzi di un positivo Diouf, gli 11 di Niang ed i 10 di Diarra.

Tessitori guida la Reyer: fisicità ed agonismo in una gran G3
Gara 3 è della Reyer. La prima notizia che esce dal fortino infuocato oro-granata è questa. La seconda notizia dice che la Virtus è ancora una volta spalle al muro e che sabato sera è chiamata ad una prestazione di livello altissimo per forzare Gara 5 tra le mura amiche. Una partita - quella di ieri - che è stata vinta con carattere, personalità e coraggio da parte degli oro-granata, tutte componenti mentali che non si comprano al mercato e non si trovano da nessuna parte, se non nel cuore. Le V-Nere sull'onda del successo dominante di Gara 2 hanno approcciato il terzo atto mostrandosi assolutamente allacciati, concentrati, determinati e vogliosi di riprendersi il fattore campo: l'avvio straripante di Edwards (ventello già nel primo tempo sostanzialmente) ha silenziato a ripetizione il Taliercio, mostrando tutto il suo talento e la sua enorme qualità, una situazione che pareva preambolo ad una vittoria ospite vista la difficoltà lagunare nel mettersi in partita da fuori (2/12 nel primo tempo, 0/10 fino al 18'30").
La vera svolta però è il secondo quarto, nonostante sia finito con una seconda sgasata bianco-nera, perché dal -12 del 10' si è passati al -5 del 20' con l'inerzia a livello di ritmi e fisicità che è passata di mano. Il giocatore cruciale non può che essere Amedeo Tessitori: il capitano oro-granata ha trascinato i compagni imponendosi nel pitturato con una prova da 22 punti e 10 rimbalzi frutto di 10/12 dall'area, sfruttando il suo tonnellaggio che nessuno in casa bolognese ha. Rimbalzi, presenza difensiva, attenzione nei tap-in, concretezza in post basso con movimenti da lungo di grande qualità: il grande ex ha messo in campo tutto il suo repertorio. Il merito veneziano è quello di non aver mai mollato, restando dentro al match mentalmente e fisicamente, trascinata dalle fiammate di Bowman (decisivo nel finale), dalla presenza fisica e qualitativa di Parks e Wheatle e dall'energia di un Candi che è entrato sottopelle ad Hackett, portandolo all'espulsione. Soprattutto l'impatto nelle due metà campo dell'esterno americano è decisiva, con leve infinite, atletismo, energia ed una gran capacità di giocare in post basso con letture e scelte efficaci.
Il demerito delle V-Nere è quello di non aver saputo trovare le giuste contromisure nelle due metà campo: in attacco nell'ultimo quarto è mancata a lungo efficacia, ritrovata in parte nel finale con le nuove fiammate di Edwards e la solidità di Niang, mentre in difesa è mancata la necessaria fisicità e la giusta attenzione per contrastare le giocate di Bowman, Parks e Wheatle. Tirando con il 42% dall'arco è quasi delittuoso non vincere, soprattutto se si guardano anche altre voci statistiche come rimbalzi ed assist, ma quel 63% da due concesso a Venezia pesa tanto. Tantissimo. Ed ora i bianco-neri sono spalle al muro, acciaccati e nervosi. Ma sabato sarà un'altra battaglia.

Il duello Tessitori-Edwards, modi diversi per dominare
Tessitori ed Ewards, i due volti di una Gara 3 sono loro. Due modi diversi di dominare, di scrivere la loro miglior prova in questi playoff ed in stagione. Il funambolo delle V-Nere ha aperto il match con grande qualità e concentrazione, mettendo a ferro e fuoco la difesa della Reyer: una raffica di canestri su conclusioni spesso contestate che potevano davvero affondare le speranze lagunari. Qualità, leadership, voglia ferrea di portare a casa la partita. 11/18 dal campo per il #3 bianco-nero, che ha realizzato 8 dei suoi 13 siluri. Semplicemente immarcabile quando è in una di quelle notti lì. Per l'ex miglior realizzatore della passata Euroleague i complimenti di coach Spahija in conferenza. Per quanto riguarda il capitano lagunare, è stato lui il faro offensivo nel primo quarto, giocando sul fisico, sulla presenza nel pitturato e sulla qualità tecnica. 22 punti con 10 rimbalzi in 24' la prova di “Tex”, la migliore in carriera ai playoff. Per il lungo tanta personalità, presenza difensiva e la capacità di incidere in qualsiasi momento dell'incontro. Da una parte la capacità irreale di realizzare conclusioni, mettendosi spesso in proprio e sugli scarichi dei compagni, dall'altra la crescita in ogni fondamentale di un lungo che a Venezia ha trovato non solo la sua dimensione, ma anche minuti importanti e sta vivendo forse una delle migliori stagioni in carriera. Leadership, qualità in post, presenza. Modi diversi di dominare.

