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L'Oly e le big che ne assaltano il trono

Oly, Pana, Fener e Real. 

3 erano ad Oaka a giocarsi il titolo 2026, una ha rimesso in sella Obradovic dopo 13 anni: l'estate ha portato e sta portando tanti cambiamenti, in alcuni casi si può parlare di rivoluzione vera e propria, ed allora vediamo caso per caso cosa può succedere ancora sul mercato.

Oly, campioni ancorati forti?

Firmati Codi Miller-McIntyre e Jean Montero il backcourt è da sogno, con Fournier e Dorsey. Dovrebbe rimanere anche Cory Joseph con pendente solo la situazione di Thomas Walkup, che potrebbe uscire dal contratto e col quale la trattava di rinnovo non pare semplice. Ci fossero anche questi due l'Olimpo delle guardie si tingerebbe di un “red” ancora più intenso, pur essendolo già.

Rinnovati capitan Papanikolaou e Coach Bartzokas, le due anime della squadra, l'unica uscita significativa, perdita importante, è quella di Alec Peters, cui si sono aggiunte quelle meno significative di Monte Morris, Frank Ntilikina, Shaq McKissic, G.Tanoulis e M.Fall.

Vezenkov, Milutinov, Donta Hall e Tyrique Jones sono qualità assoluta, Bartzokas è il custode delle certezze.

Serve un'ala, arriverà, anche se la crescita Tyson Ward, già ottimo alle Final 4, potrebbe colmare con caratteristiche differenti l'uscita di Peters. Possibile l'aggiunta di un terzo centro.

Nella pallacanestro del 2026 che si basa principalmente sulla qualità degli esterni, l'Oly pare migliore di quello campione lo scorso maggio.

Georgios Bartzokas, la guida ineguagliabile dell'Oly

Pana, colmato il divario con gli eterni rivali?

Il colpo dell'estate è uno e si chiama Zeljko Obradovic. Potete dirci tutto ciò che volete ma il più grande resta il più grande, anche dopo qualche inciampo recente al Partizan.

E siamo certi che il suo ritorno ad Oaka farà abbassare i toni inaccettabili di Giannakopoulos: Zoc vuole far parlare il campo e non accetterebbe, non accetterà  sceneggiate come quelle degli ultimi anni.

Il Pana 25/26 non difendeva al livello necessario per competere ad alto livello e subito Obradovic ha individuato in quello il problema indicando in Bonga e Badio due profili fondamentali per cambiare registro dietro e non accettare supinamente il ritmo avversario senza mai fermare la palla.

Con Osman in uscita, Yabusele rappresenta un colpaccio ed una migrazione verso il ferro, ma non solo, in un reparto di 3-4 affollatissimo dopo il rinnovo di Juancho. M.Fall firmato un minuto dopo l'addio all'Oly, è polizza per il rendimento di Lessort, mai più rivisto ai livelli pre infortunio. Ecco, non stupirebbe l'arrivo di un terzo centro, anche perchè lo stesso Fall arriva da lunga inattività la scorsa stagione.

Radiomercato dice che ad Oaka si lavora ad una PG di livello in grado di battere l'uomo e creare vantaggi: il nome di Campazzo è suonato debolmente ad oggi, ma che sia lui o un altro, l'impressione è che un giocatore in quel ruolo arriverà.

Hayes-Davis da inizio stagione farà meglio, la distribuzione di palloni con Nunn sarà una chiave.

Quindi colmato il divario rispetto all'Oly, nettissimo nella stagione passata? Ridotto certamente, se colmato del tutto lo dirà il campo con l'equilibrio dei ruoli, tra i quali sarà importantissimo che Kostas Sloukas accetti una parte che tenga conto del naturale declino fisico a 36 anni.

Zeljko torna ad Oaka dove ha scritto la storia

Fener, estate di rivoluzione: la squadra è migliore?

Trent Forrest e Shane Larkin vanno a comporre con Baldwin e Horton-Tucker un backcourt secondo, forse, solo a quello dell'Oly. Sargiunas è intrigante ma da verificare a questo livello. Se Larkin interpreta al meglio un ruolo da 15-20' di assoluta qualità siamo di fronte ad un netto “upgrade”rispetto al McCollum della versione campione di Eurolega.

Shields porta una conoscenza del gioco sui 28 metri che ha pochi eguali in questa lega, mentre il Braxton Key visto a Valencia dà una quantità di energia difficilmente riscontrabile in un lungo atipico, vero dilemma per qualsiasi avversario.

L'inattesa uscita di Biberovic porterà un tiratore e questi potrebbe essere Will Clyburn, da molti dato per fatto. Anch'egli intrigante se accetta un ruolo non da protagonista ma da incursore/tiratore che può essere letale.

Il rinnovo di Melli è la trave portante della squadra, il braccio di Saras sul parquet, mentre quello di Silva è investimento su una possibile crescita che quel corpo può avere. Marcus Bingham va visto bene ma le premesse ci sono tutte.

Per ora sono 12 giocatori e serve soprattutto allungare le rotazioni dei turchi per non dover spremere i migliori anche in un campionato che si annuncia stellare. Si attendono sviluppi sul futuro di Mahmutoglu ed Erksioglu, col Capitano primo candidato alla continuità.

11 uscite, due contratti da rinnovare e 7 nuovi arrivi ad oggi sono una netta rivoluzione ma l'impronta tattica pare non cambiare quindi non saremmo stupiti di vedere efficacia da subito anche perchè il QI di questa squadra tra Coach, Melli, Larkin e Shields non ha pari.

Appunto, poi c'è Saras, l'uomo sulla strada di Zeljko…

Saras Jasikeviciusvuole riportare il Fener sul trono d'Europa

Real, caos totale e tanto lavoro ancora da fare: passi avanti o indietro?

Noi non ci abbiamo capito nulla ma al Real pare chiaro ci abbiano capito ancor meno.

Via JC Sanchez (ma poi era vero?), riecco JC Sanchez con la sua poco silente rivoluzione. Dirigenti, corpo tecnico… una mattanza che non ha risparmiato nomi come Scariolo, il Chacho, Pocius, Felipe: incredibile.

La squadra ad un passo dal miracolo a fine maggio si è squagliata 13 giorni dopo in Liga ed allora via alla suddetta epurazione. Confusionaria, poco logica e che ad oggi non sappiamo dove porti.

Fuori Lyles, non senza scricchiolii, Len, Kramer e soprattutto Coach Scariolo, sostituito da Pedro Martinez. Ok il basket del 2026, ok la favola Valencia, ma detto senza mezzi termini, la guida tecnica pare scesa di qualità. Magari farà bene, glielo auguriamo senza crederci, però un paragone non regge minimamente.

Unico arrivo al momento quello di Jaime Pradilla, tanto voluto da… Scariolo. L'operazione Damian Jones ci dicono nostre fonti esser fatta ed è situazione importante perchè Garuba lo rivedremo a 2027 inoltrato mentre sul rientro di Tavares certezze assolute in termini di tempistiche non ve ne sono. Tanti i minuti, almeno iniziali, di Pradilla da 5: accadeva anche a Valencia, ma di fianco c'era l'energia totale di Key, profilo che qui non c'è.

Si parla di Max Shulga, ucraino che non intaccherebbe il numero di extracomunitari, ma soprattutto si vocifera, realtà o meno, di possibili uscite di Deck e/o Campazzo. Se il primo libererebbe un po' di spazio in ruoli abbastanza coperti, il secondo cererebbe un bel buco poichè ad oggi i valori comunque alti di Feliz, confmati, e Maledon, un po' da rivedere, non danno ciò che dà il Facu.

Entro lunedì sapremo poi del futuro di SuperMario Hezonja, tra NBA e possibili virate europee. Cambierebbe molto, non tanto in campo quanto in una disponibilità economica aggiunta altissima, visto il contratto folle fatto firmare al croato per non farlo andare al Barça.

Tema Llull… Si è letto che Pedro Martinez non lo gradirebbe al 100% per scarsa aderenza al suo progetto tecnico. Due semplici considerazioni… Perchè invece Tavares è uomo perfetto per la pallacanestro del nuovo Coach? Una leggenda come Sergi, all'ultimo ballo, può essere tolta di mezzo da un nuovo Coach? A Madrid si dice che  “el Real esta por encima de todos” ma è anche vero che le leggende del club pesano non poco, sebbene qualcuna sia stata trattata a pesci in faccia anche di recente. 

Restiamo connessi, ne vedremo ancora delle belle, ma ad oggi la nostra fiducia in un Real competitivo ad alto livello è bassina.

Pedro Martinez, triennale a Madrid. La sorpresa dell'estate

 

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