A Bologna comanda una grande Reyer: la Virtus cade in Gara 1!
Capolavoro tattico e tecnico degli oro-granata, che fanno saltare subito il fattore campo imponendosi in casa delle V-Nere

Finisce a -11, rimonta, gioca punto a punto e scappa negli ultimi cinque minuti: la Reyer detta legge alla Virtus Arena e rovescia immediatamente il fattore campo in una serie che si preannuncia lunga, equilibrata e tutta da vivere. Un ultimo quarto straordinario regala a Spahija un successo tanto meritato quanto importante.
Come a Brescia, anche a Bologna. Salta subito il fattore campo anche nell'altra semifinale, dove i campioni d'Italia della Virtus finiscono al tappeto contro una Reyer concentrata, solida, talentuosa e - soprattutto - lucida nei momenti più importanti del match. Se nella serie tutta lombarda i pronostici erano (e sono) tutti per una Milano che si sta dimostrando in condizione fantastica, in questa serie V-Nere e lagunari sono più vicini di quanto realmente dica la testa di serie del tabellone, vuoi perché la squadra di Spahija è apparsa concentrata, vuoi perché i bianco-neri non sono in un momento splendido.
I valori in campo parlano di grande equilibrio e di una squadra oro-granata che a livello di caratteristiche tecniche ha tutte le carte in tavola per creare grandi, grandissimi problemi a coach Jakovljevic. Parlando del match, i padroni di casa toccano più volte la doppia cifra di vantaggio nel primo tempo ma non riescono a mantenerlo a lungo visto che vengono rintuzzati prima dell'intervallo, dove il risultato sarà 46-45. Dopo un terzo quarto equilibrato e combattuto la Reyer trova le forze mentali e fisiche per serrare le fila e spaccare la partita, volando verso la vittoria con una serie di canestri di RJ Cole a cronometro fermo e non solo. Tre in doppia cifra per le V-Nere: 21 di Edwards, 16 di Diouf e 12 di Vildoza, mentre per Venezia ci sono Wiltjer a quota 26, Parks a 16, Cole a 13 ed Horton a 12. Finisce 83-91.

Wiltjer, Parks e l'esecuzione: così la Reyer stende la Virtus
Concessi 9 punti, realizzati 22 negli ultimi 7'12". La Reyer cambia letteralmente marcia tra difesa ed attacco, asfissiando l'attacco di una Virtus che ha sicuramente sentito la pressione oro-granata, ma che ha anche perso lucidità e tante certezze nel finale. L'intensità messa in campo dalla squadra di Spahija è altissima e questo fa la differenza: i canestri concessi sono pochissimi e tutti molto difficili oltre che contestati. La difesa è la prima chiave di volta del successo, una costante vera e propria nelle vittorie in questi playoff per gli oro-granata: quando serviva tutti hanno fatto un passo avanti nella propria metà campo, aiutando negli 1vs1 ed a rimbalzo. I falli subiti sono un ulteriore fattore che fa la differenza: sono ben 14 i tiri liberi provati (13 quelli convertiti) da una Reyer mentalizzata, solida ed assolutamente chirurgica.
La premiata ditta Wiltjer-Parks fa tutta la differenza del mondo nei primi 32': il canadese è sembrato ispiratissimo fin dai primi possessi ed infatti all'intervallo si è già trovato con 19 punti. Il talento dell'ala forte numero #33 è fuori discussione, ma finora nella post-season era emerso solo in G2 contro Derthona, stavolta ha offerto 40' continui nelle due metà campo, realizzando ben 6 triple e facendo sostanzialmente impazzire la coppia Smailagic-Jallow. 9/15 al tiro e 24 di valutazione per uno dei giocatori più forti del campionato nel suo ruolo. Tatticamente Jakovljevic è stato surclassato da coach Spahija, con il croato di Venezia estremamente lucido nelle scelte, nei time-out e nella gestione del match: l'atletismo di Parks (spesso ispirato contro le V-Nere), presentissimo nelle due metà campo fa la differenza, visto che il #22 ha messo in grossa difficoltà piccoli e lunghi di casa. Nel finale la vera differenza sta tutta nelle giocate di RJ Cole: il play ex Rytas dopo aver sofferto parecchio nel primo tempo (poche responsabilità prese in generale) ha alzato i giri del motore quando contava, lucrando falli e trovando 2-3 canestri da lìder maximo.
Per quanto riguarda la Virtus serve migliorare l'aggressività difensiva, perché concedere 91 punti in casa alla Reyer è deleterio, considerato il talento a disposizione di coach Spahija. Non bastano i 10 tiri in più (34-29 a rimbalzo per le V-Nere, che vanno molto bene a rimbalzo in attacco) presi, visto che le percentuali non sono positive, soprattutto quelle da fuori. Ci sono alcuni numeri da analizzare, che raccontano bene il match. La percentuale dall'arco è il doppio in favore degli oro-granata (22%-44%) e molti di questi sono tiri selezionati, ben presi ed equilibrati, il 59% da due concesso è dato inaccettabile: Bologna faceva della difesa e della garra difensiva il suo punto di forza, un qualcosa che non si è visto in G1. Stoppate ed assist raccontano inoltre il flusso offensivo dei ragazzi di Jakovljevic, fondamentalmente tutto in mano alla vena di un Edwards sì in doppia cifra, ma da 17 errori sui 23 tiri dal campo tentati. Subire 5 stoppate ed avere la miseria di 12 assist è un segno evidente di quanto ci sia stata ben poca condivisione di palla. Brutti attacchi abbassano le percentuali (da qui il numero di assist basso) e portano ad una difesa lagunare che è stata focalizzata sull'oscurare le linee di passaggio e proteggere il ferro ad alzare il muro con l'atletismo degli esterni e la fisicità dei lunghi: c'è tanto da lavorare e migliorare, perché se il flusso offensivo lagunare è questo, allora sarà una serie molto lunga… e dura. Intanto Gara 1 parla veneziano, con il capolavoro tattico, tecnico, fisico e mentale di una Reyer davvero sul pezzo.

