Delirio Virtus, annienta Milano nel Derby in Eurolega
L'Olimpia parte forte, poi l'energia della Virtus è commovente e gira a suo favore il Derby d'Italia
Una Virtus Bologna leggendaria piega l’Olimpia Milano in un Derby d’Italia dal sapore di play-in 97-85. Le V nere partono senza la stessa concentrazione degli ospiti e pagano dazio a fine primo quarto. A metà secondo periodo le assenze di Carsen Edwards e Smailagic diventano un lontano ricordo, l’energia celestiale di Hackett e la gran serata della coppia Morgan-Alston jr. girano l’inerzia e rilanciano morale e graduatoria dei bianconeri, che cominciano il 2026 con il botto.
Il Derby d'Italia
Agonismo e altissima intensità sia da una parte che dall’altra sono immediatamente protagonisti dell’attesissimo Derby d’Italia. La Virtus, orfana di Edwards, si affida alla rapidità di piedi di Saliou Niang, alla corsa di Morgan e Alston Jr. e al solito impagabile atteggiamento di Akele. Milano risponde con Booker e con la coppia Brooks-Shields già micidiale dall’arco. Il primo colpo significativo lo sferra Zach LeDay: si iscrive al match in attacco ed è decisamente pronto in difesa. Gli ingressi di Nebo e Guduric lanciano l’Olimpia in vantaggio di ben 13 lunghezze alla prima sirena: 14-27.
Il lungo sloveno si conferma il grande enigma da risolvere per gli uomini di Ivanovic. Morgan e Alston Jr. cercano di mettersi in ritmo ma le palle perse cominciano a diventare troppe e parecchio pesanti. Hackett vede che Bologna deve ancora smaltire l’euforia di capodanno e capisce che serve la sua esperienza. Il terzo fallo di capitan Pajola è il più di un campanello d’allarme, ma il controllo di passaporto di Niang su Brooks e un Alston puntualissimo da 3 punti rimettono le V nere sui binari giusti. Jallow ricompare sulla mappa e impatta a quota 39. Il 33-20 di parziale bianconero mette tutti d’accordo a quota 47 all’intervallo.
La Virtus rientra in campo con più energia, Morgan alza il volume della radio poi il miglior Alston Jr. visto in stagione lancia Bologna (54-47). Booker e Brooks scongelano l’Olimpia. Vildoza sprigiona i cavalli della sua Kawasaki però Shields risponde da campione assoluto. Un funambolico gioco da 3 punti e una tripla supersonica di Morgan mandano le V nere a +11, massimo vantaggio. Guduric non trema dalla lunetta, ma a far tremare la Virtus Arena è il teutonico Jallow con gli stivali delle sette leghe. Gli uomini di Poeta non escono definitivamente dal match: con la circolazione perimetrale e due bersagli pesanti si riavvicinano 77-66 alla vigilia del periodo conclusivo.
Nebo parte con il piede giusto, Akele è principesco. Shields prova a riscattare una prova non di certo sopra le righe, ma Hackett sente che è il momento di rispondere per le rime. Morgan sigilla il +15 (89-74), Alston Jr. fa copia e incolla qualche possesso più tardi con la triplissima che sa di game, set and match. L’ “and one” di Niang fa scorrere i titoli di coda. Il primo “amarsi ancora del 2026” è realtà. Una grande notte termina 97-85.

Le chiavi del match
A distanza di una settimana, alla Virtus Arena, come successo con l’Olympiacos si vivono due partite nella partita.
Nel primo quarto l’Olimpia è decisamente più concentrata degli avversari, compie tutti i movimenti voluti da Poeta per colpire Bologna nei suoi punti nevralgici. La traduzione è il 27-14 con cui la squadra più titolata della penisola approccia il Derby d’Italia.
L’inerzia, anche a causa della pesante assenza di Carsen Edwards, sembra già tinta di biancorosso. Bologna commette palle perse anche piuttosto sanguinose, a rimbalzo non sembra aver contromisure per contrastare la prepotenza cestistica di Nebo. Ma ad un certo punto cambia tutto.
La Virtus inizia a vedere una vasca da bagno al posto del canestro, si nutre di una difesa ai limiti della perfezione e della contagiosa energia della Virtus Arena innescata a ripetizione e senza possibilità di reagire da due protagonisti assoluti come Morgan e Alston Jr. La squadra di Ivanovic spacca la partita nei due quarti centrali del match con un parziale di 63 a 39.
Milano scompare dalla partita, con lei le sue percentuali da tre punti e si aggiunge ai 10502 spettatori del sold out della Virtus Arena.
Morgan MVP
Senza Carsen Edwards, tutti ma proprio tutti sapevano chi si sarebbe dovuto prendere una mole importantissima di responsabilità sulle spalle: Morgan non si nasconde nel Derby d’Italia ed è MVP con 22 punti, triple tanto surreali quanto importanti e le solite vitali scosse d’energia.
Alston Jr. sceglie una seratina non banale per produrre la sua miglior prestazione all’ombra delle due torri. Guida la rimonta delle V nere nel secondo periodo, poi è concreto anche nella ripresa. Mette a referto 20 immensi punti.
Jallow torna in grande stile dall’infortunio, Niang e Vildoza sono totali ad ogni latitudine. Hackett merita un monumento alla resilienza.
Sul fronte Olimpia in tanti ricevono una bocciatura, soprattutto per l’atteggiamento dal secondo quarto in poi. I migliori sono Nebo e LeDay rispettivamente con 15 e 14 punti.
