Copa del Rey 2026 | 10 flash da un'edizione straordinaria targata Italia
10 flash da un'edizione di Copa del Rey che resterà nella storia della competizione, nonché nel cuore di tanti appassionati...italiani.
Si è chiusa nella serata di domenica un'edizione straordinaria di Copa del Rey, disputata nel più bel contesto d'Europa, quella Roig Arena che è un gioiello unico nel panorama degli impianti continentali.
Ci sono mille ricordi vissuti dalla mattina del giovedì sino alla notte che ha visto il Baskonia di Paolo Galbiati trionfare contro ogni pronostico dopo aver battuto Tenerife, Barça e Real, tuttavia ne abbiamo selezionati 10 che paiono significativi e perfettamente in grado di raccontare quanto successo a Valencia.
La "maldicion del anfitrion", la Roig Arena, Diakite ed Ibon Navarro
1 - La maledizione della squadra che ospita la Copa rimane pressochè intatta. Solo Zaragoza nel 1984 e proprio il Baskonia nel 2002 sono riuscite a conquistare il trofeo sul parquet amico. Nel 2027 si tornerà alla Roig Arena e gli scongiuri sono già cominciati in tutto l'ambiente #taronja.
2 - Juan Roig Alonso, il “Signor Mercadona” nonch' proprietario del Valencia Basket, intervistato dopo la sconfitta dei suoi si è così espresso: «Abbiamo perso, ma dovevamo vincere. Questa Arena è fantastica, credo che tutti ic club dovrebbero costruire impianti così ed allora non avremmo alcun bisogno di giocare in NBA Europe».

3 - Il trionfo baskonista ha tre volti. Quello della maturità mostrata contro Tenerife in una gara “da vincere”, quello della durezza che non gli si attribuiva ma fatta propria in un partita "brutta, sporca e cattiva" contro il Barça e quello della classica pallacanestro firmata Paolo Galbiati in finale sul Real, segnando 100 punti. Saper vincere in tre modi ed in tre situazioni differenti aumenta ancor di più i meriti baschi.
4 - La stoppata di Mamadi Diakite a due mani su Toko Shengelia, giocata decisiva contro il Barça, quella su Tavares, importantissima contro il Real, nonchè la schiacciata di Trent Forrest che posterizza lo stesso capoverdiano in finale sono tre immagini che resteranno nella storia di questa competizione. Se ami questo gioco non smetti di riguardarle…
5 - Ibon Navarro, probabile rinnovo a Malaga nonostante un'offerta importante del Bayern, ha davanti a sé una sfida complicatissima. Il suo basket bellissimo e molto organizzato che propone decine di soluzioni tecniche ad ogni possesso era diventato praticamente automatico con la squadra degli ultimi anni. Partiti diversi dei protagonisti chiave, ricostruire quel sistema sarà operazione per nulla banale.

I tifosi, Galbiati, il Real, Trent Forest e lo scouting basco
6 - Incontrare centinaia, migliaia di tifosi di squadre che non partecipavano alla Copa resta una magia assoluta di questo trofeo. Organizzato negli anni con cultura sportiva superiore, rappresenta qualcosa di unico che dovrebbe far riflettere molti: semplicemente, prima della propria squadra si ama il gioco.
7 - A fine novembre Paolo Galbiati lottava per l'ottavo posto di Liga, l'ultimo in grado di qualificare alla Copa. Nel giro di 48 ore ha battuto squadre allenate da Xtus Vidorreta, uno da 721 gare di Liga sul pino dal 1993, Xavi Pascual, leggenda blaugrana, e Sergio Scariolo, il maestro italiano che ha fatto grande la nazionale spagnola con 8 medaglie tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei, oltre a 2 titoli di Liga, 2 di Copa del Rey, 1 campionato italiano e 2 vittorie in Supercoppa sempre in Italia. Il movimento tricolore, a livello di giocatori molto carente ormai da decenni con pochissime eccezioni, esprime invece eccellenze in panchina e la nuova generazione continua a dimostrarlo. Non è un caso che il 20% delle panchine di Eurolega sia occupato dai nostri tecnici.
8 - Il Real Madrid ha perso la seconda finale in stagione, dopo la Supercoppa andata a Valencia. Aggiungendo la Copa del 2025 (v Malaga), l'Eurolega 2024 (v Pana) e la Supercopa 2024 (v Malaga) sono 5 sconfitte in gare secche che assegnano titoli in gara secca. Squadre cambiate, roster sempre più competitivo ma pare che una certa difficoltà nella gestione dell'appuntamento decisivo sia nella testa di alcuni dei protagonisti madrileni. La tensione visibilissima sul volto del Facu nella presentazione della finale ci aveva confermato la sensazione.

9 - Ci sono due statistiche molto particolari dalla finale di domenica. L'unico madridista con il plus/minus positivo è stato… Alex Len. +9 in 6'47" sul parquet. Con tutto il rispetto per il centro ucraino, nativo del tristemente famoso Donbass, la “Casa Blanca” propone profili che dovrebbero garantire prestazioni più significative. Prima di questo appuntamento Eugene Omoruyi era al 9,1% da tre (1/11) in Liga: 3/5 in finale! Ma non è solo l'essere in missione o il destino perché la pallacanestro di Galbiati quei tiri li vuole eccome e tra l'altro “Gino” è 8/19 in Eurolega.
10 - Trent Forrest, MVP della finale, si è espresso così: 35'16" in campo, 22 punti con 8/12 da due, 0/2 dall'arco, 6/8 ai liberi, 9 rimbalzi, 11 assist e 7 falli subiti. Ad un rimbalzo dalla tripla doppia che sarebbe stata la prima nella storia della Copa e se vogliamo a tre falli subiti da un quadrupla doppia fuori dal mondo. Ennesima grande pesca baskonista che ci fa ricordare come di qui siano passati in ordine sparso Scola, Splitter, Prigioni, Calderon, Garbajosa, Shengelia, Voigtmann, Bourousis, Oberto, Nocioni, Teletovic, Bargnani, Fontecchio, Bertans, Rakocevic, Arlauckas, Baldwin, Mike James, Mickeal, Larkin, Bjelica e tanti atri che ora dimentico. Come scelgono qui non lo fanno da nessuna parte, anche perchè li scovano prima che diventino campioni.
