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Luca Vildoza in azione con la Virtus

I già risicati sogni play-in della Virtus tramontano definitivamente a Istanbul. Bologna, contro un Efes in netta ripresa come certificato dalle recenti vittorie contro Valencia e Zalgiris, si dimentica sotto le due torri la precisione al tiro e la difesa famelica, marchio di fabbrica di Ivanovic. I turchi non perdonano, concretizzano ogni varco liberato dai bianconeri e limitano il gioco corale dei felsinei alla perfezione. Termina 91-60.

La partita del Turkcell Basketball Development Center di Istanbul

La Virtus sa che può essere un crocevia della sua stagione europea, approccia leggermente meglio il match rispetto ai padroni di casa, doppiandoli sul 5-10 e distribuendo la propria produzione offensiva tra tutti i suoi interpreti schierati. I turchi tuttavia sono molto presenti a rimbalzo e non perdono contatto. Dozier e compagni monopolizzano l’area e trovano anche il secondo sorpasso di serata dopo il 2-0 iniziale. Il grande ex Cordinier, in dubbio fino all’ultimo per un problema alla schiena, è della partita, dopo il suo ingresso l’Efes replica il massimo vantaggio bianconero (+5) prima che Akele rimetta in extremis allo scadere dei 24 i suoi a un possesso di distanza 22-19 dopo il primo quarto.  

Matt Morgan, rientrato in grande spolvero a Brescia dopo aver smaltito l’infortunio alla caviglia, delizia tutti con un gioco da 4 punti ma mostra che può ancora migliorare le sue doti di passatore, non ha timore nello sfidare la dinamicità di Kai Jones che gli rifila però una discreta lettura di passaporto. Lee e Dozier producono dal palleggio senza eccessiva difficoltà per mantenere avanti gli uomini di Laso in un secondo periodo che vede più errori e imprecisioni. Swider è l'eccezione: un cecchino dall’arco, con più triple realizzate dell’intera Virtus nel parziale riaggiorna il massimo vantaggio (39-32). Smailagic, nonostante la battaglia con un cliente scomodissimo come Poirier, si prende sulle spalle Bologna con 3 viaggi sopra il ferro, che lo portano in doppia cifra. Il buzzer beater di Lee manda tutti negli spogliatoi sul 43-35.

Poirier inizia ad aprire l’ombrello attorno al canestro per oscurare la vallata alle V nere. Bologna prova a rispondere alzando il livello della propria difesa, ma i turchi sono molto abili nel trovare l’uomo lasciato libero dalle rotazioni chieste da Ivanovic. Dopo il 26% complessivo al tiro del secondo periodo la Virtus riesce a fare peggio nelle prime battute della ripresa, favorendo così la fuga dell’Efes spinto da Osmani (53-40). Quando Morgan, il migliore dei suoi nel primo tempo, commette palle perse banali sembra che l’ostacolo sia già insormontabile. I primi 2 punti di Vildoza provano a scuotere gli emiliani senza successo. Loyd sente l’odore del sangue ed è già praticamente notte fonda per i bianconeri al Turkcell Basketball Development Center prima degli ultimi 10’, 64-45. 

Il match è saldamente nelle mani dei padroni di casa e nell’ultimo quarto si avvia lentamente sul viale del tramonto senza scossoni. Hazier coglie l’occasione per arrotondare il proprio tabellino, mentre Ivanovic concede a Ferrari un’altra opportunità per farsi le ossa in Eurolega. Sul Bosforo finisce 91-60. 

Karim Jallow in azione con la Virtus

Le chiavi del match

La Virtus offre una prova insufficiente in attacco. L’unico quarto che si salva è il primo, poi le percentuali scendono drasticamente anche per meriti di una difesa dell’Efes davvero continua. Edwards e compagni vivono probabilmente una delle peggiori serate al tiro della stagione in quella che doveva essere la notte per rilanciare la propria voglia di post season. I bianconeri concludono con il 30% al tiro e un 5/26 da 3, troppo poco per fare il colpo sul Bosforo. 

Nella metà campo difensiva invece le V nere, nonostante riescano a prendere più rimbalzi, concedono il predominio dell’area ai lunghi avversari, che si creano seconde opportunità per colpire una difesa spesso troppo passiva, che lascia praterie per colpire sia dall’arco sia al centro del pitturato.  

Bologna fatica anche in un fondamentale in cui fin qui aveva fatto piuttosto bene: gli assist di squadra si fermano a quota 12 contro i 22 degli avversari. 

Gli uomini di Laso commettono qualche palla persa di troppo, ma non influisce sul risultato perché vedono semplicemente con più precisione il canestro.

Swider MVP e career high

Lo statunitense Cole Swider è l'MVP della partita, chiude con il proprio career high in Eurolega grazie ad una prova balistica celestiale, 6/7 da tre e 22 punti che puniscono tutte le disattenzioni virtussine.

Lee è la seconda spina nel fianco dell'Efes per Bologna, crea conclusioni dal palleggio a proprio piacimento e termina con 18 punti. 

Osmani si ferma a 13 punti e 7 rimbalzi ma è l'uomo che più di tutti indirizza la sfida nel terzo periodo.

Per gli emiliani insufficienti i 12 punti a testa di Morgan e Smailagic. 

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