F82026: Derthona con un super secondo tempo elimina un'imprecisa e disattenta Reyer
Partono male i piemontesi, che escono però alla distanza e fanno fuori gli oro-granata al primo turno

Si può considerare sorpresa? Forse sì. Derthona gioca un secondo tempo di straordinaria qualità ed elimina dalla Coppa Italia una Reyer apparsa imprecisa e senza idee in attacco oltre che disattenta in difesa. In semifinale i piemontesi di coach Fioretti sfideranno la Virtus Bologna, che in serata ha superato Napoli.
Alla fine nel quarto di finale probabilmente più incerto Derthona ha eliminato quella Reyer che secondo tanti addetti ai lavori poteva essere una contender per il trofeo (o comunque una mina vagante). Primo tempo a due volti, gli oro-granata che sono partiti a fionda trascinati da Cole, Valentine ed un super Tessitori prima di farsi riprendere a metà secondo periodo dai bianco-neri, che hanno trovato linfa da Chapman e Hubb, anche se al 20' il punteggio vedeva la squadra di Spahija avanti di 5 lunghezze. Nel secondo tempo decisamente meglio i piemontesi, che trascinati da Baldasso hanno spento le speranze di passaggio del turno di Wiltjer e soci scappando via dal 36' in poi. Finisce 87-95 per Derthona, che affronterà la Virtus Bologna sabato sera in semifinale.
Quattro in doppia cifra per la Reyer, che ne ha 26 in 36' da RJ Cole, 14 con 10 rimbalzi da Tessitori, 12 da Wheatle ed 11 da Valentine. Sono cinque in doppia cifra per Derthona, che ne ha 17 da Hubb, 16 da Baldasso, 15 da Vital, 13 da Chapman e 12 da Gorham. Nel secondo scontro diretto stagionale - dunque - i piemontesi riescono a battere i lagunari, che avevano vinto in campionato nel match di andata proprio in casa del team di Fioretti. Questa però pesa di più, perché il successo bianco-nero estromette gli oro-granata dalla Coppa Italia.

Derthona qualità e cuore, Reyer di isolamenti e troppo a sprazzi
Una differenza sostanziale caratterizza la sfida di Coppa Italia. Derthona mostra più qualità di una Reyer che ha giocato troppo a sprazzi ed a lungo si è appoggiata ad una serie innumerevole di isolamenti dei suoi esterni. Nel primo tempo - a dire il vero - gli oro-granata avevano approcciato il match nel modo migliore, giocando con enorme flusso offensivo e sfruttando il dinamismo di Parks, Cole e Valentine, che hanno trovato il modo di innescarsi tra di loro e di dare modo a Tessitori di fare il bello e cattivo tempo con la sua energia e la sua grande fisicità. Un dato evidenzia al meglio la qualità offensiva degli oro-granata, ossia gli 8 assist serviti in soli 10'. Tanti, tantissimi. Resterà - però - un momento abbastanza fine a sé stesso, perché nei successivi 30' la squadra di Spahija ha distribuito 4 assist: una vera miseria. E non è solo una questione di tiri aperti sbagliati, perché certamente il non concretizzare le azioni costruite bene non aumenta il numero degli assist, ma è anche una evidente situazione di squadra che gioca troppo a sprazzi, che vive di “iso”, appoggiandosi fondamentalmente su un Cole che ha retto fino a quando ha avuto ossigeno da spendere.
Da par suo la squadra di Fioretti ha eseguito alla perfezione il piano partita, reggendo l'urto alla partenza debordante degli oro-granata, che aveva colto pienamente impreparati gli esterni ed i lunghi con tanti tagli lungo la linea di fondo di Parks (abile nel partire in palleggio), tappando di fatto questa porzione di campo con fisicità, energia, attenzione ed una difesa capace di passare da uomo a zona senza particolari problemi. La fluidità offensiva della formazione piemontese è diversa nel secondo tempo, con Hubb in campo e Vital in panchina: più idee, meno soluzioni estemporanee (3 o 4 comunque ben riuscite, a partire da Baldasso) e maggiori soluzioni “scolastiche” ma eseguite al meglio per i tiratori che hanno colpito con personalità e precisione dagli angoli.
L'uscita per problema fisico di Tessitori (coach Spahija ha spiegato come il suo capitano abbia chiesto il cambio, ndr) ha certamente creato vantaggi a Derthona e svantaggi importanti ad una Reyer che aveva nel lungo azzurro un totem importante in attacco e difesa: il numero 00 oro-granata ha vinto il duello con il polacco Olejniczak e fino a quel momento era stato un vero fattore con una doppia doppia in soli 18'. L'ingresso di Horton ha certamente facilitato il compito ai piemontesi: il lungo americano ha offerto una discreta prova in attacco, ma nella sua metà campo ha sofferto tanto il dinamismo piemontese, non riuscendo a portare solidità a rimbalzo, protezione del ferro ed energia. Certamente la condizione deficitaria di Bowman e Nikolic pesa, ma il non trovare alternative ad un Wiltjer imbavagliato dalla difesa oltre che con le polveri bagnate è un demerito importante. Dal lato della squadra di Fioretti bella reazione di squadra, che ha mostrato cuore, fiducia nei suoi mezzi, personalità, qualità ed esterni capaci di segnare in ogni modo: togliere i riferimenti a coach Spahija è stato il primo punto. Continuare a credere nelle proprie possibilità, senza abusare di una determinata soluzione ha aiutato: il flusso e tanti canestri facili aiutano di riflesso a trovare fiducia e concretizzare anche i tiri pesanti. Cosa che è mancata a Venezia, apparsa poco attenta dietro, poco fisica (64% da 2 concesso!) e poco reattiva. Non uno ma due passi indietro dopo il recente momento di grande fiducia.

