Final 4: le parole alla vigilia in casa Olympiacos
Queste le parole di coach Bartzokas e Papanikolaou alla vigilia delle final four e della sfida contro il Fenerbahce

Alla vigilia delle final four 2026, per l'Olympiacos hanno parlato coach Bartzokas e Papanikolaou. I greci saranno impegnati domani alle 17 contro il Fenerbahçe.
L'allenatore greco ha parlato del fatto di dover giocare ad Atene queste final four:
L'unica differenza è che non abbiamo dovuto viaggiare. Dovunque giochiamo i nostri tifosi sono sempre tutti uniti. Stare alle final four è sempre importante e sono sicuro che tutti qui lo sappiano. C'è grande qualità, squadre fantastiche, apprezziamo davvero questo momento. Dobbiamo fare un ulteriore passo in avanti, conquistare il titolo. Vediamo cosa succede.
Proprio sull'ultimo punto Bartzokas ha detto anche:
Per decidere il tutto a volte si tratta di Dio, o di Sergio Llull, un grande giocatore, la fortuna o le circostanze. Lotteremo su ogni possesso. Se Dio sarà dalla nostra parte stavolta, saremo molto soddisfatti.
Bartzokas ha vinto un'Eurolega nel 2013, con lui c'era anche Papanikolaou, così il coach:
Sarebbe fantastico vincere di nuovo insieme. All'epoca avevamo una squadra con tanta motivazione, spirito combattivo e tanto talento. Quest'anno vedo delle similitudini. Abbiamo talento e il miglior attacco, abbiamo chiuso al primo posto. Quest'anno siamo più in forma che mai.

Dopo Bartzokas ha parlato proprio il giocatore greco:
L'unica cosa che ti rimane è la vittoria. C'è sempre un nuovo obiettivo da raggiungere, nuovi ricordi da creare. Vincere un trofeo è un'esperienza unica. Vorrei avere l'opportunità di vincere di nuovo, per assaporare il nettare di questo splendido trofeo.
Papanikolaou ha continuato così:
La cosa più importante è vincere, a prescindere dallo stadio. Sappiamo l'importanza che avrebbe vincerlo ad Oaka, ma conta solo alzare il trofeo. L'idea di rendere felici i nostri tifosi ci dà sicuramente una motivazione in più.
Per l'Oly è la quinta final four consecutiva, ecco il pensiero del classe 1990:
Non siamo soli in campo, anche gli avversari giocano, è uno sforzo che si ripete ogni anno. Non credo ci sia una bacchetta magica per ottenere di più. Lo sforzo si fa in campo. Dobbiamo giocare con grinta e affrontare la partita come se non ci fosse un domani.
