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Una Virtus Bologna a due facce quella vista stasera alla Inalpi Arena. Doveva essere il quarto di finale più scontato, e invece così non è stato, perchè la Guerri Napoli, almeno per un tempo, ha messo in seria difficoltà i bolognesi, predominando a rimbalzo offensivo e difendendo alla grande. I 30 punti segnati nel solo terzo quarto in confronto ai 28 realizzati nei primi 20 minuti la dicono lunga sulla partita delle V nere. Nel secondo tempo per fortuna un parziale di 20-3 iniziale rimette tutto nei binari giusti. Gli uomini di Ivanovic alzano il ritmo in difesa, fanno girare bene palla in attacco e fanno valere la fisicità. Quando si sblocca Luca Vildoza nel terzo quarto la partita prende un altro ritmo. Nel finale Napoli tenta di rientrare con le triple dei suoi esterni, ma le V nere controllano e portano a casa il match per 83-73. Adesso in semifinale l'ostica sfida contro Tortona, che ha battuto l'Umana Reyer Venezia nel pomeriggio.

La partita

Contratta in attacco la Virtus nei primi minuti e Napoli apre con un 5-0 di parziale. Subito in ritmo la squadra di Magro con gli sprazzi di Bolton e la fisicità nel pitturato di Totè. Ci mette un po’ a macinare gioco Bologna, e la scintilla la da come spesso accade Nicola Akele, molto attivo a rimbalzo offensivo insieme a Momo Diouf. Si sblocca anche Carsen Edwards, ma l’americano litiga col ferro in questo inizio. I partenopei rimangono avanti, frutto di una buona difesa perimetrale che ha costretto i bolognesi a diverse palle perse. Entra Diarra e la Virtus cambia marcia sotto canestro, ma le triple di uno scatenato Bolton, già in doppia cifra dopo 8 minuti di gioco, tengono gli uomini di Ivanovic a distanza. Morgan ed Alston jr nel finale accorciano le distanze, ma Napoli chiude avanti il primo quarto sul 15-20.

Prova a giocare in velocità la Virtus e a ripartire in transizione, con Saliou Niang ed Alston Jr che mettono subito le barricate in difesa, consentendo punti facili e un 4-0 di parziale in apertura di quarto. Più bloccata Napoli negli ultimi minuti, con gli esterni che fanno fatica a trovare buoni tiri e il lavoro passa necessariamente nelle mani dei lunghi, con Totè e Caruso in grande spolvero a rimbalzo offensivo. Momo Diouf sigla il primo vantaggio bolognese della partita dopo 15 minuti di gioco con l’ennesimo tap in (23-22). Partita comunque relativamente sterile in attacco, con punteggio bassissimo fin qui e tanti errori banali al tiro. Le V nere non riescono ad entrare definitivamente in ritmo, soprattutto dall’arco (un impietoso 7% fin qui) e due bombe consecutive di El Amin mandano Napoli sul massimo vantaggio, che segna anche la fine del primo tempo, con punteggio di 28-35.

Inizio ancora contratto, la Virtus prova a sbloccarsi in attacco ma abbassa i ranghi in difesa, con la tripla di Flagg che ritocca il massimo vantaggio di Napoli (30-38). Edwards e Niang rispondono, cercando di far riavvicinare le V nere. È ancora una volta l’azzurro a prendere ritmo e a scuotere i suoi, con 2 recuperi fondamentali e un parziale aperto di 9-0 che riporta i bolognesi avanti (39-38). La squadra di Ivanovic alza il volume in difesa, e i partenopei fanno grande fatica a costruire buoni possessi offensivi. Inoltre il bonus precoce non aiuta la Guerri. La Virtus allunga ancora, 19-3 di parziale a metà quarto, arrivando a sfiorare la doppia cifra di vantaggio, con Saliou Niang ancora grande protagonista in difesa. Napoli prova a scuotersi con El Amin e Flagg, e torna a galla riportandosi a soli 3 punti, ma i bolognesi sembrano non sbagliare più in attacco, con anche Luca Vildoza che si sblocca. L’argentino mette a referto 5 punti e 2 assist preziosissimi in pochi minuti. L’ennesima tripla di El Amin chiude il terzo quarto sul 58-54.

Ancora sulle spine con la sua fisicità Saliou Niang, accompagnato dagli isolamenti di un Carsen Edwards più brillante rispetto al primo tempo. La Virtus cerca la spallata definitiva, ma Napoli rimane a galla con i canestri dei suoi esterni e predominando a rimbalzo offensivo. Rimane incerto il finale, con entrambe le squadre in bonus. Le V nere non riescono a chiudere il match, mentre la Guerri non si riavvicina. Tanti errori da ambo le parti, con i ritmi che si abbassano. Ci pensa allora Edwards, con 5 punti consecutivi dei suoi, ad allungare, e i bianconeri tornano a più 9 a 2 minuti dalla fine (75-66). Il finale è puro controllo, e la tripla di Alston Jr chiude definitivamente la gara. Punteggio finale 83-73.

Le chiavi

L'uomo della provvidenza per coach Ivanovic non è stato uno dei soliti veterani, ma Saliou Niang. Dopo un primo tempo chiuso in svantaggio (28-35) e con percentuali dall'arco disastrose (1/14), la Virtus ha cambiato marcia grazie all'energia dell'ex Trento. Undici dei suoi 13 punti totali sono arrivati nel secondo tempo. La sua capacità di correre il campo e colpire nel traffico ha frantumato la difesa schierata di Napoli, che fino a quel momento aveva tolto ritmo alle Vu-Nere.

Senza Alessandro Pajola (fuori per una lesione al menisco), la Virtus ha faticato inizialmente a contenere gli esterni avversari. Tuttavia, Luca Vildoza ha preso in mano le redini nel momento critico. Nonostante un tabellino realizzativo non esplosivo (5 punti), i suoi 7 assist hanno innescato i tiratori nel terzo quarto. La sua gestione ha permesso a Carsen Edwards di liberarsi dai compiti di regia e concentrarsi sul "killer instinct" nel quarto periodo (24 punti totali, di cui 12 nell'ultima frazione).

Coach Alessandro Magro aveva preparato una partita quasi perfetta. Napoli è rimasta avanti per oltre 20 minuti grazie ad una buona aggressività perietrale. La coppia Bolton-El Amin (18  punti il primo, 16 il secondo) ha messo a nudo le rotazioni accorciate di Bologna. Per metà gara inoltre la Guerri ha protetto l'area costringendo la Virtus a conclusioni forzate da fuori. Alla lunga, però, la profondità del roster bolognese e la stanchezza hanno pesato sulle percentuali napoletane.

La partita si è decisa nel terzo quarto (30-19 per la Virtus). Napoli ha perso fluidità offensiva e ha iniziato a soffrire a rimbalzo, concedendo troppi secondi possessi. La difesa di Ivanovic ha alzato la pressione, forzando palle perse sanguinose che hanno alimentato il contropiede di Alston Jr. e compagni.

 

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