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Marcelinho Huertas, prova capolavoro a Madrid

Sempre e solo Marcelinho!

L'ennesima straordinaria prova del brasiliano, che compirà 43 anni proprio un giorno dopo la prossima finale di Eurolega, regala una delle più grandi sorprese della stagione. Tenerife sbanca la Movistar Arena dove in questa stagione era passato soltanto il Barça ai primi di gennaio (per trovare un successo precedente di un ospite serve frequentare la notte dei tempi cestistica, a firma Manresa).

90-95 il finale che sancisce il terzo colpaccio esterno stagionale per gli isolani, già vincenti al Palau ed al Martin Carpena.

La gara: Tenerife solida, il Real insegue quasi sempre

Madrid parte forte dall'arco, nonostante l'assenza di Hezonja e Deck (scelta tecnica), Tavares trova ampi spazi ma l'entrata di Shermadini da vigore a Tenerife che resta in scia sul 15-13 a metà primo quarto.

Irrompe l'effetto Marcelinho e dopo 10' è 21-26.

Gli ospiti volano sul +10 (25-35), Lyles trova la retina dall'arco ma sempre Huertas ed i primi squilli di Patty Mills stabiliscono il 41-45 all'intervallo.

La squadra di Vidorreta rientra feroce dopo il riposo, Huertas tocca quota 16, le perse madrilene fanno il resto e si va sul 46-57 prima della reazione locale guidata da Maledon e Feliz.

Marcelinho e Mills, imprendibili per la difesa del Real

Una tripla clamorosa di Mills dice 60-68 ma il Real non ci sta e si riporta sul 69-70 grazie all'apporto di Garuba e Procida. Tre falli di Feliz sono un bel problema per Scariolo, i cui uomini subiscono l'entrata in scena decisa di Mills che porta Tenerife ad un passo dal traguardo sul 73-81.

Il Real non molla, 6-0 e -2, ma qui, ancora una volta, è territorio di Marcelinho: tripla decisiva, Campazzo non risponde ed è trionfo “aurinegro”.

Le chiavi del successo di Tenerife sul Real Madrid

Il Real ha trovato molta difficoltà nel contenere le giocate intermedie ospiti: non solo il 10/15 di Huertas ma il globale 23/37 da due di Tenerife è una chiave, nonostante la differenza dall'arco sia abbastanza limitata (25% v 30%).

I piccoli degli isolani hanno dominato la gara ed il problema è stato correttamente sottolineato da Scariolo in sala stampa.

Assolutamente decisivo il fattore esperienza per gli uomini di Vidorreta. Ogni volta che il Real si è fatto sotto hanno gestito al meglio il momento senza mai subire la pressione di un arena dove vincere è diventato quasi impossibile.

Tutto ciò in una gara in cui a guardar le statistiche viene da chiedersi come mai Madrid abbia perso.

MVP? E chi se non Marcelinho?

25 punti in 26'40" sul parquet, 19/15 da due, una sola tripla su due tentativi ma segnata nel momento decisivo, 3 rimbalzi, 6 assist con una sola persa per 25 di valutazione.

Il tutto, va ridetto perchè è roba da non crederci, a 43 anni tra 5 settimane.

Marcelinho Huertas, MVP contro il Real

Ci sarebbero mille modi di interpretare l'ennesima prova magistrale di un campione senza eguali, ma resta un fatto più che determinante: in un basket che vive di triple e di spaziature ottenute con i famosi vantaggi cerati dagli esterni, Marcelinho lo fa in maniera del tutto differente dagli altri. Sovrano assoluto del “mid range”, costringe i rivali a movimenti difensivi del tutto inusuali, permettendo ai compagni di trovare soluzioni che derivano dalla sua frequentazione di zone oggi impopolari. Poi pensa anche alle proprie, ma intanto ha obbligato le difese avversarie ad aggiustamenti che ormai nemmeno si allenano.

Spesso il basket di oggi è noioso, giocano tutti allo stesso modo, poi c'è Marcelinho, altro pianeta!

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