LBA Focus: tre spunti dopo la Giornata 19
Ecco cosa ci ha detto l'ultimo turno in LBA
Tanti i temi interessanti dell'ultimo weekend nel nostro massimo campionato. Riassumiamoli insieme nel nostro Focus!
LA CERTEZZA: CREMONA E UDINE, SI GUARDA IN SU
Chi l'avrebbe detto, in preseason, che passato il giro di boa avremmo parlato di APU e Vanoli come della coppia a braccetto in ottava posizione a contendersi un teorico ultimo posto playoff. Certo, la dipartita di Trapani ha avuto un peso sul campionato. Certo, manca ancora tantissimo. Ma la realtà dei fatti è che, complice la riduzione a una sola retrocessione e il +10 di vantaggio sull'ultimo posto, entrambe possono giocarsi la seconda parte di campionato senza pressione e con la voglia di continuare a stupire. Cremona è partita 6-2, poi ne ha perse cinque di fila e ora ha normalizzato il suo percorso: ma la vittoria di domenica su Cantù è di quelle che vale anche più dei due punti. Udine era partita meglio di quanto dicessero i suoi risultati: 1-7 sì, ma con appena 5.8 punti di scarto medio nelle sconfitte. Poi ha iniziato a vincere, e non si è praticamente più fermata. Basta sorprendersi, ormai sono due solide realtà.
LA DELUSIONE: MAL DI NAPOLI
Contro l'Umana Venezia è arrivato il terzo KO casalingo consecutivo (e il quinto stagionale) per Napoli. Non ha certamente aiutato il livello delle avversarie, tutte nella Top Five della classifica, ma soprattutto la prova di domenica è stata comunque troppo scialba per non attirare le lamtentele del pubblico partenopeo. 64 punti segnati, 3/23 dall'arco, un'intera partita passata a inseguire, una Guerri che appare in generale regredita rispetto all'inizio di stagione. Evidente la poca fiducia nel gruppo di italiani (21 minuti totali contro al Reyer per Gentile, Faggian e Treier contro la Reyer, dietro i 18' di Caruso), inevitabile il ricorso al mercato: è ufficiale la risoluzione con Croswell, che saluta Napoli come peggio non poteva (0 in 16'). La salvezza non sarà probabilmente a rischio, ma è assolutamente necessario rimanere aggrappati al treno playoff.
LA DOMANDA: FUNZIONA L'ESORDIENTE IN PANCHINA?
Dopo anni e anni di una cerchia piuttosto ristretta di allenatori nostrani che si distribuivano sulle varie panchine della massima serie, stiamo vivendo una decisa inversione di tendenza su due fronti. Sempre più frequente è infatti il ricorso a tecnici stranieri (quest'anno sono sette, con Repesa saltato per le ben note vicende), ma anche ad allenatori esordienti che spesso e volentieri producono ottimi risultati. Brescia ne è l'esempio più in vista, con la strepitosa Finale di Peppe Poeta lo scorso anno e un Matteo Cotelli che fin qui ne sta ricalcando pedissequamente le orme. Ma merita un ulteriore accento anche la prima stagione da head coach di Pierluigi Brotto, in un contesto dalle risorse più limitate come quello di Cremona: salvezza praticamente in tasca a metà campionato, dopo quella salendo in corsa nella passata stagione. Principianti a chi?
