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Dorsey decisivo nel finale
Dorsey esulta dopo una tripla

Il game of the week di Eurodevotion è il derby di Atene. L'Olympiacos fa suo lo scontro greco contro il Panathinaikos e mette ancor più spalle al muro la squadra di Ataman, salendo così al terzo posto in classifica: è due su due per i reds di Bartzokas in Euroleague contro i greens.

Una partita dominata per venti minuti toccando anche il +17, un terzo quarto di sofferenza con il Panathinaikos che torna fino a -2 al 30', un ultimo quarto giocato con qualità, attenzione, testa e carattere. L'Olympiacos fa suo il derby di Atene battendo i greens in un match a due facce e continua la sua corsa nella parte alta della classifica, mettendo ancor più in ambasce i ragazzi di Ataman, costretti a rialzarsi ed a correre se vogliono non restare invischiati nella lotta play-in. Tantissimo da lavorare sull'approccio e non solo, visto che per 20' c'è stata fondamentalmente una sola squadra in campo: l'impressione è che fino a questo momento non ci sia chimica nella squadra del coach turco. Undici in fila nei derby europei per i reds, un ruolino clamoroso.

Finisce 86-80 per l'Olympiacos in casa contro il Panathinaikos, con i reds che hanno 5 giocatori in doppia cifra: 13 di Dorsey, 12 di Milutinov e 10 a testa per Ward, Joseph e Ntilikina. Sono quattro i giocatori in doppia cifra per i greens, che ne hanno 20 da Nunn, 14 da Osman ed Hernangomez e 12 da Hayes-Davis. In classifica la formazione di Ataman resta a quota 32 punti con 16 vinte e 14 perse, mentre quella di Bartzokas sale a 19 vinte e 10 perse, con la sfida da recuperare con il Fener campione in carica e primo in classifica.

Successo nel derby per i reds
quL'Olympiacos batte il Panathinaikos

Dominio, sofferenza e qualità: l'Oly fa suo il derby con il Pana

Un primo tempo per larghi tratti perfetto, con i reds che hanno toccato addirittura il +17 contro un Panathinaikos irriconoscibile nelle due metà campo, tanto inconcludenti in attacco quanto in sofferenza netta nella metà campo difensiva. Un terzo quarto che ha visto la reazione dei greens, con l'Olympiacos che si è trovato avanti di due soli punti alla fine del terzo quarto e - poi - un ultimo quarto con la squadra di Ataman che non è mai riuscita a completare la rimonta, restando nel match con le giocate di Nunn ma cadendo negli ultimi 120 secondi di gioco. La descrizione del derby di Atene si può racchiudere in queste frasi: non si può parlare di dominio, ma di evidente superiorità tecnica, fisica e mentale dei reds sicuramente sì.

La classifica d'altronde non mente, verrebbe da dire, con l'Oly che ha 3 vittorie in più ed una partita in meno, ma anche una chimica nettamente superiore al Pana. Non possono dormire sonni tranquilli i greens, visto che il derby per 18' è stata una vera mattanza, dove la difesa è stata smantellata e l'attacco neutralizzato in maniera non troppo complessa. Le 10 palle perse del Panathinaikos pesano tanto nel primo tempo, dove l'Olympiacos ha trovato diversi viaggi in lunetta solo parzialmente concretizzati (5 su 10) e diversi possessi recuperati rispetto alle perse dei greens (70% di palloni guadagnati). Una difesa soffocante sul pallone e sui vari realizzatori, con i reds che hanno trovato canestri in contropiede, andando a mettersi in una situazione di serenità e controllo. Il 21-15 a rimbalzo dei primi 20' - poi - fa il resto.

Nel terzo quarto i greens - dopo aver parzialmente ricucito da -17 a -11 - cambiano faccia: la difesa sul perimetro soffoca l'attacco reds, che tira male (2/9), forzando parecchio e finendo per concedere ritmo alla squadra di Ataman. L'ingresso definitivo in partita dei vari frombolieri in termini di aggressività e canestri riapre la sfida, con Nunn ed Osman importanti in questo senso. Sette assist a quattro nei terzi dieci minuti che si racchiudono certamente nelle percentuali, ma anche in un approccio più di squadra: l'immagine dell'Euroleague greens sta in questa netta differenza tra primo tempo e terzo quarto. Due squadre che non sembrano neanche parenti per compattezza, qualità ed aggressività.

Negli ultimi 10' i greens tirano 3 volte in più ma segnano 7 canestri come i reds e la differenza sta proprio qui: la difesa ospite soffre le incursioni al ferro degli esterni, con i lunghi che banchettano e trovano chiusure sopra al ferro dopo assist a difesa sbilanciata. Il 4/4 da due è l'immagine perfetta della qualità dell'Olympiacos, che con il passare dei minuti alza l'intensità in difesa, costringendo il Panathinaikos a 2 palle perse sanguinose ed alla resa. Ad oggi la differenza di qualità, compattezza e presenza nei 40' tra le due squadre è netta, situazione resa ancor più grande se si pensa all'assenza di Vezenkov tra i reds, passata quasi inosservata se vediamo l'alta qualità messa in campo. Più assist, più rimbalzi, più recuperi, meno palle perse. Un dominio su tutti i fronti. Una differenza abbastanza evidente tra una squadra vera ed un semplice gruppo di giocatori che - salvo alcune occasioni - non riesce a trovare la quadratura del cerchio. Ed il tempo stringe, ulteriormente….

Joseph attacca l'area
Joseph in assalto al ferro
Una Virtus encomiabile lotta fino alla fine ma vince il Real

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