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Nuovo passo falso per la Virtus Bologna, costretta ad arrendersi alla fisicità e al ritmo del Baskonia. In una serata storta al tiro, non basta la reazione d'orgoglio nel finale per ribaltare l'inerzia del match. Un ko che chiude nel peggiore dei modi il cammino casalingo in Eurolega delle V nere. I fischi del pubblico a fine partita testimoniano il periodo nero nell'ambiente. Non una grande vista per il nuovo acquisto Yago Dos Santos, acclamato dal pubblico al suo ingresso alla Virtus Arena. Termina 72-82 per la truppa di Paolo Galbiati. 

La partita

Tanti errori al tiro a inizio partita, per aspettare i primi canestri devono passare ben 3 minuti. La Virtus soffre la fisicità dei lunghi baschi, con Omoruyi che è il più pericoloso insieme a Radzevicius. Male sui close-out gli uomini di Jakovljevic, che lasciano troppi spazi in difesa. Solo una schiacciata di Smailagic per le V nere in 5 minuti. Dopo la tripla in transizione di Forrest i bolognesi si ritrovano già in doppia cifra di svantaggio (2-12). Uno spento Edwards viene sostituito da Hackett e i bolognesi accennano una minima reazione con un miniparziale di 8-3, con l’ex Siena che scuote i suoi con le sue triple dal palleggio (10-18). Pioggia di triple nel finale, con anche Matteo Spagnolo che si inserisce. Troppo ballerina però la difesa locale, e il Baskonia chiude avanti 21-28. Hackett di gran lunga il migliore per le V nere.

Inizio ancora di marca ospite con Omoruyi protagonista in entrambi i lati del campo. Poi la tripla di Alston Jr e un bel canestro in velocità del giovane Baiocchi scuotono la Virtus Arena, con i bianconeri che tornano a galla (26-31). Si accende con 8 punti consecutivi il numero 21 delle V nere, che porta per la prima volta avanti i suoi (37-35). Finalmente anche la difesa si fa più aggressiva e solida, e il Baskonia fa molta fatica a trovare tiri comodi. Il parziale di 7-0 bolognese termina con la tripla di Luwawu-Chabarrot. Ancora Hackett a fare la differenza con il suo motore attacco e difesa, ma due triple consecutive di Markus Howard rispediscono avanti i baschi. Primo tempo sul 39-44.

Arriva la prima tripla di Carsen Edwards, ma la Virtus non riesce a trovare continuità nei possessi offensivi. Le percentuali si abbassano, con entrambe le squadre che litigano col ferro. Ci pensa Saliou Niang con le sue accelerazioni al ferro a riportare la gara in parità (48-48). Il numero 7 azzurro piazza anche qualche buona stoppata. Appena 4 punti in 5 minuti e mezzo per gli uomini di Galbiati, che sbagliano tanto e subiscono la zona avversaria. Il viaggio dalla linea della carità di un Derrick Alston Jr motore dell’attacco riporta avanti le V nere, ma gli ospiti si affidano al solito Omoruyi per sfondare sotto canestro, e vanno in vantaggio con il tiro in sospensione di Luwawu-Chabarrot, con la Virtus che spreca tanti tiri facili (52-55). Terzo quarto finisce 53-57.

Inizio da incubo con un 7-3 di parziale per il Baskonia targato Omoruyi e Diakitè, in più il fallo tecnico di Edwards che arriva a quota 4 personali e lo scarto si fa più ampio (56-64). A rimediare ci pensa Momo Diouf che padroneggia sotto canestro e si guadagna diversi viaggi dalla lunetta. L’ennesimo recupero con annesso canestro in transizione di Niang ridà speranza alla Virtus, ma una magia di Forrest tiene ancora i baschi avanti. Il nervosismo prende largo per le V nere a causa di alcune dubbie decisioni arbitrali ed anche Jakovljevic si becca il tecnico. Due triple mortifere di Luwawu Chabarrot ammutoliscono poi la Virtus Arena, e il Baskonia mette forse la spallata decisiva (64-73). Nel finale le due squadre si rincorrono, ma gli ospiti sono più lucidi e mortiferi a sfruttare i mismatch e capitalizzano le occasioni. La tripla di Frisch chiude ogni velleità. La Virtus perde ancora, termina 72-82, e a fine la partita i tifosi fischiano a gran voce la squadra di Jakovljevic.

Le chiavi

Fin dalla palla a due, il Baskonia ha imposto il proprio piano partita, basato su una difesa aggressiva sulle linee di passaggio e un netto predominio nel pitturato. La Virtus ha faticato a trovare le sue consuete geometrie offensive, costretta a forzare tiri dall'arco con percentuali che, per lunghi tratti del match, non hanno perdonato.

Gli spagnoli hanno saputo sfruttare ogni disattenzione bolognese, colpendo in transizione e punendo i cambi difensivi con chirurgica precisione. Il parziale che ha spaccato in due la partita è arrivato negli ultimi 5 minuti di partita, in un momento di blackout per i padroni di casa in cui il Baskonia ha scavato un solco in doppia cifra impossibile da ricucire. Protagonisti Timothe Luwawu-Chabarrot (19 punti e 4/7 dall'arco), con due triple decisive, e la fisicità di Eugene Omoruyi (22 punti e 6/10 totale dal campo) letteralmente dominante sotto canestro.

Nonostante lo svantaggio, la Virtus non ha mai ammainato bandiera bianca. Spinta dall'incessante calore del tifo di casa, la squadra bolognese ha provato a rientrare in partita nell'ultima frazione di gioco. Alzando l'intensità difensiva e trovando un paio di giocate individuali di puro talento, le V Nere si sono riavvicinate, infiammando l'arena.

Tuttavia, nel momento del massimo sforzo, il Baskonia ha dimostrato grande lucidità: ha congelato il pallone, trovato i falli giusti e capitalizzato le gite in lunetta, spegnendo definitivamente le speranze di rimonta.

Per la Virtus bene Derrick Alston Jr, che si è preso in mano la squadra nel terzo quarto con i suoi tiri dal palleggio consentendo alle V nere di rientrare e Saliou Niang, letteralmente implacabile attacco e difesa con i suoi break e la sua fisicità. Male al solito Carsen Edwards, impreciso e nervoso (ben sostituito quando in panchina da uno stoico Daniel Hackett da 15 punti e 5/8 dal campo), ed Alen Smailagic, letteralmente impalpabile sotto canestro e battezzato costantemente dalla difesa avversaria.

 

 

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