L'Eurolega tra format, fair play finanziario ed un futuro di solidità
Il Board di Eurolega ha deciso parecchie cose in settimana con una certezza: Nba Europe non è uno spauracchio ma un'opportunità. Anche per loro...
In settimana si è svolto un Board di Eurolega molto importante che ha preso decisioni fondamentali per il futuro più o meno prossimo della competizione.
Format, Fair Play finanziario, distribuzione dei proventi, Nba Europe ed un futuro da franchigie: analizziamo punto per punto quanto comunicato, valutando l'impatto che ogni decisione può avere a partire dalla prossima stagione.
Nuovo format? No, si resta a 20 squadre senza divisione in conference
Da tempo si parlava di una nuova soluzione che prevedesse due conference da 11 o 12 squadre, quindi con un ampliamento a 22 o 24 squadre, tuttavia il progetto è rimasto sospeso e per la prossima stagione si rimane come ora, ovvero 20 squadre e Round Robin da 38 gare, andata e ritorno tra tutte le partecipanti senza separazioni geografiche.
Opportunità persa? No, solo un posticipare il cambiamento a quando diventerà realtà il passaggio da soci a franchigie dei vari club, quindi ricomprendendo anche chi ha mandato una dichiarazione di intento per la futura partecipazione ad Eurolega, appunto come franchigia, rivoluzione che dovrebbe aumentare di molto il valore dei singoli club (+25% stimato secondo le analisi di JB Capital).
Si pensa, intanto, ad una sorta di Supercoppa in preseason tra la vincente di Eurolega e quella di Eurocup, che poi sarà al via della massima competizione per meriti sportivi.
Ed livello di Eurocup, invece che arrendersi di fronte alla presunta esponenziale crescita di Champions League, si rilancia con la presenza di almeno 10 squadre campioni nazionali insieme alla proposta di licenze pluriennali da assegnare nella competizione. Si dà quindi valore alle leghe nazionali, anche qui smentendo tutte le dicerie udite in giro per la parte impreparata del continente.
Le squadre che hanno manifestato interesse a diventare franchigie di Eurolega
A quanto pare vi è una lunga lista di pretendenti, in barba a chi stava celebrando il funerale di Eurolega da tempo, più che altro non sapendo di cosa stava parlando.
Dalla Grecia, a firma Sport24, arrivano i nomi: PAOK, Stella Rossa, Partizan, Monaco, Besiktas, Hapoel Jerusalem, Hapoel Tel Aviv, Paris Basketball, Valencia Basket, Virtus Bologna, Bahcesehir, Dubai, Zenit e Napoli. Si aggiungano pure gruppi di investimento rappresentanti Roma e Londra. Si va da vere e proprie richieste formali a manifestazioni d'interesse.
Un totale di 14 club, di cui 6 attualmente furori da Eurolega, più due investitori: non male per una lega che doveva essere in crisi profonda.
Distribuzione dei proventi
Novità anche in questo settore, tanto discusso dagli stessi club.
I club licenziatari, future franchigie, manterranno il 65% dei proventi da diretti televisivi generati nei rispettivi mercati, mentre il 35% sarà equamente distribuito tra tutti i licenziatari.
Per quanto riguarda quanto non derivante dai diritti televisivi si avrà un 75% diviso tra tutti i partecipanti basato su prestazione sportiva, “fan engagement” e risultati storici. Il restante 25% sarà equamente distribuito tra tutti.

NBA Europe non fa più paura, se mai ne l'ha fatta: si dialoga
Riconfermata la volontà di dialogare con Nba per il progetto europeo senza alcuna sottomissione di base e soprattutto senza minimamente menzionare FIBA tra i soggetti con proseguire quel dialogo che avrà tappe importanti entro la fine di aprile.
Fair Play finanziario? Ecco i club multati
Importanti decisioni a seguito delle violazioni al Fair Play finanziario.
€ 1.071.676 all'Efes, € 998,027 all'Hapoel, € 303.290 all'Olympiacos e € 3.065,691 al Panathinaikos per aver superato le norme di remunerazione in vigore. Ciò porta ad una distribuzione di € 362.579 per i 15 club che sono rimasti nei parametri stabiliti.
Multa per non aver pagato abbastanza i giocatori all'Asvel. € 1.280.924 da distribuire tra i giocatori come delta rispetto a quanto si sarebbe dovuto pagare come salari minimi.
Qui siamo molto curiosi di vedere se i lionesi, club peraltro che potremmo non rivedere, senza rimpianti…, in Eurolega rispetterà quanto richiesto. Potrebbero aprirsi scenari legislativi assai nuovi.
L'associazione giocatori (ELPA) reagisce negativamente alla conferma del format
ELPA lamenta il mantenimento delle 38 gare di stagione regolare contrariamente a quanto la stessa soscrizione giocatori aveva proposto.
Si voleva una riduzione delle partite ed ora almeno si chiede che le condizioni di lavoro anche oltre le gare stesse migliorino nei fatti e non solo nelle parole, al fine di scaricare la pressione fisica e mentale che i giocatori devono sopportare in un tale calendario.
Resta sempre ignota la risposta alla domanda chiave: i giocatori e gli allenatori sarebbero disposti a guadagnare meno giocando di meno? Il giorno che ne sentissimo uno dirsi disposto a farlo allora prenderemmo in considerazione queste richieste di cambiamento.
E quindi…
In sostanza Eurolega cresce, discute dei proprio problemi e cerca, trovandole, soluzioni nel breve e nel lungo termine. I nuvoloni neri che sono stati pane per i denti di tanti falsi ed improvvisati meteorologi negli ultimi mesi sembrano una lontana invenzione.
Ci si confronta, si riforma e lo si vuole fare al momento giusto, tenendo ben presenti i valori della pallacanestro continentale, quella che tante note stonatissime hanno cantato come ormai al crepuscolo.
Messaggio ai naviganti, che siano protagonisti (allenatori, giocatori, dirigenti…) o commentatori (media): i primi possono andare a giocare altrove se ritengono le condizioni inaccettabili, i secondi possono evitare di far cassa coi click grazie ad una manifestazione che detestano.
Noi ci teniamo la miglior pallacanestro del mondo, proviamo a divulgarne i contenuti al meglio e ci sforziamo di proporre, se mai ascoltati, soluzioni che facciano il bene di questo gioco e di questa lega meravigliosa.
