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Carsen Edwards in azione con la Virtus

La Virtus perde in casa con il Partizan. Bologna rincorre per lunghi tratti dell’incontro e non riesce mai a prendere davvero in mano le redini della partita. I serbi vengono a Basket City con la sola volontà di allontanarsi dai bassifondi della classifica e trovano il terzo successo esterno in Eurolega della propria stagione. Le V nere salutano anche le minime speranze play-in rimaste alla vigilia. Edwards, Morgan e Diouf non bastano, anche perché la squadra di Ivanovic deve rinunciare per infortunio all’unico vero play rimasto: Luca Vildoza che esce nel corso del secondo periodo. Termina 82-88.

Il match della Virtus Arena

Il Partizan approccia il match in modo devastante segnando tutti e 6 i primi tiri della propria partita. Ivanovic intuisce che dopo poco più di 200 secondi è scelta saggia spendere un time out. La Virtus alza immediatamente il volume del fortino al ritmo dei bersagli di Carsen Edwards. Gli ospiti cavalcano l'ispirata vena realizzativa di Carlik Jones, rientrante sì da un infortunio ma già in discreta condizione. In un primo quarto dal punteggio elevatissimo trova la retina con continuità anche il tedesco Bonga. I liberi di Diouf sistemano tutto a pochi secondi dalla prima sirena, 25-29. 

Calathes lancia il primo squillo del secondo periodo, Carsen Edwards, già miglior marcatore in una singola stagione della nuova Eurolega della storia della Virtus dopo i 32 punti depositati a Madrid, risponde con la stessa moneta. Matt Morgan cerca di spalleggiarlo, Ferrari, dopo l’ottima prova offerta a Napoli, è il più scaltro di tutti nelle pieghe della partita. Il rientro in campo di Carlik Jones e la contemporanea uscita per infortunio di Vildoza non fanno passare minuti tranquilli all’intero popolo bianconero di Basket City. Diouf già in doppia cifra cerca di distrarre la Virtus dall’apprensione per le condizioni del proprio play argentino, ma quando il Partizan ha spazio dall’arco è praticamente una sentenza. All’intervallo le due squadre si recano negli spogliatoi sul 48-52. 

Niang ed Edwards rimettono subito Bologna sul livello del mare. Ferrari non riesce a sbloccarsi in attacco ma è attivissimo in difesa con una sonora stoppata rifilata a Jekiri. Nella ripresa calano velocità del gioco e precisione al tiro, entrambe le formazioni tirano abbondantemente sotto il 50% dal campo. Le V nere soffrono la mancanza di un playmaker puro e faticano a costruire buone conclusioni. I serbi provano ad approfittarne e tornano a +8 (55-63) guidati da Bonga. Smailagic e Morgan non si tirano indietro nel momento più difficile e in due possessi riattivano la Virtus Arena rimettendo il match ad un possesso di distanza. Edwards ha la faccia giusta, Carlik Jones pesca il jolly in precario equilibrio ma oltre la sirena: si entra nell'ultimo quarto sul tesissimo 63-65. 

Bruno Fernando in quanto ad atletismo non è secondo a nessuno, ma Matt Morgan, a differenza delle uscite con Barcellona e Real, è un fattore e pareggia i conti, 70-70. Il Partizan punisce ogni incertezza dei padroni di casa. Ivanovic dimostra ancora una volta che in campo scende chi se lo merita e spedisce nella mischia il classe 2007 Baiocchi. L’attacco Virtus perde imprevedibilità e qualche pallone di troppo. Belgrado tenta l’allungo decisivo verso la terza vittoria esterna della sua stagione europea, Carlik Jones mette il punto esclamativo sul parziale che chiude definitivamente i conti. Ferrari è l'ultimo a mollare, ma alla Virtus Arena termina 82-88 in favore degli ospiti.

Matt Morgan in azione con la Virtus

Le chiavi della partita

Alla Virtus non basta un grande cuore e un ottimo atteggiamento di tutti gli effettivi schierati da Dusko Ivanovic. Dal momento dell'uscita di Vildoza la squadra perde imprevedibilità anche per l'enorme sforzo ulteriore richiesto a Edwards e Morgan nella creazione del gioco. 

Bologna paga un approccio non sufficiente e deve rincorrere praticamente per tutta la partita. 

Il Partizan non disputa una partita eccellente, ma sfrutta la sua occasione nel momento in cui una Virtus già decimata perde uno dei propri uomini cardine. 

Le V nere tirano con il 43% da 2 punti e il 30% da 3, percentuali soprattutto nel pitturato a cui non avevano abituato spesso in stagione i ragazzi di Ivanovic. 

La lotta a rimbalzo non ha un padrone, 39-41 per gli ospiti. Le 12 palle perse Virtus hanno un peso nel risultato, anche se 13 sono quelle commesse dagli ospiti che hanno portato a casa il successo. 

L'assenza di Vildoza per più di metà partita si traduce nei soli 15 assist distribuiti dai bianconeri contro i 22 smazzati dai serbi. 

Carlik Jones MVP

Rietrato da poche settimane dall'infortunio dimostra di essere piuttosto in forma, non trova mai il canestro dalla lunga distanza ma chiude con 19 punti e guida il parziale nel finale che chiude ogni possibilità di rimonta virtussina. 

Bonga gioca la consueta partita completa fatta di 16 punti condita da 11 rimbalzi e 5 assist. 

Per la Virtus in doppia cifra Edwards con 19 punti ma 6/19 al tiro e Morgan, tornato in versione secondo violino, con 18 punti e il 50% dal campo. 

Ottima prova in attacco dell'intero reparto italiani con Diouf in doppia cifra, Niang solido e tanti minuti per Ferrari. 

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