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Saliou Niang in azione con la Virtus

Che sorpresa alla Virtus Arena! Bologna cede a Trento dopo una partita che sembrava in ghiaccio a metà ripresa. La squadra di Cancellieri, con la benda dei corsari, rimonta nel periodo conclusivo e impedisce ad Ivanovic e ai suoi di rispondere al grande colpo di Brescia, vittoriosa nel pomeriggio su Milano. Termina 85-87.

Il match della Virtus Arena

La grande vittoria a Monte Carlo rialza il morale della Virtus, che però è chiamata a rispondere al colpo di Brescia contro Milano. Morgan dimostra immediatamente di essersi dimenticato la possibilità di fallire un canestro nel Principato, realizza in poco più di 3 minuti 8 punti poi è costretto ad uscire per un infortunio. Diarra conferma il suo rientro a regime in grande stile. Niang, alla seconda partita contro Trento, sua ex squadra prima dell’approdo a Bologna, alza la voce vicino al ferro. La Dolomiti non parte con la massima precisione, sbaglia diversi tiri aperti ma nonostante questo si guadagna seconde opportunità a rimbalzo e rimane in scia, grazie alla tripla di Jogela a fil di sirena dei primi 10’ è a un solo possesso di distanza (23-20).

Diarra è più coinvolto del solito negli sviluppi di gioco della Virtus, tuttavia come tutti i suoi compagni un po’ distratto e confusionario, Trento, che sa di avere nella sua capacità di restare a contatto una buona possibilità per giocarsi il match, non se lo fa ripetere due volte: con le sue principali bocche da fuoco, DJ Steward e DeVante Jones, effettua il sorpasso. Alston, tiratore altrettanto mortifero, che si sta dimostrando uno dei migliori dell’intera Eurolega, risponde colpo su colpo, raggiunge la doppia cifra a livello personale e rimette in linea di galleggiamento la squadra di Ivanovic. Edwards, nuovamente a disposizione dopo la sindrome influenzale accusata in settimana e dopo una prima apparizione non memorabile, sigilla il secondo periodo con una bomba delle sue, 44-42.

Il nativo di Houston riprende al primo possesso della ripresa da dove aveva lasciato sulla sirena di metà partita, mostrando i muscoli. Bologna spinta dal suo go to guy, che sente già il profumo di ventello, sistema gli ingranaggi anche in difesa e piazza la prima zampata sulla partita, 54-45. Akele, come nel principato in cui aveva realizzato ben 11 punti, mostra nuovamente l’ottimo feeling con il terzo quarto. Niang è un ballerino sulla linea di fondo e ancora una volta una certezza alla voce concretezza. Trento è disarmata e nel momento in cui non vive di buone percentuali accusa la prima doppia cifra di svantaggio della serata, 66-51. I ragazzi di Cancellieri provano a mettere un po’ di fisicità nei contatti per condannare la Virtus a qualche sbavatura, gli ospiti si riavvicinano prima del periodo conclusivo sul 72-63. 

La coppia Edwards-Niang incendia la Virtus Arena in un quarto quarto che vede parecchia imprecisione. I padroni di casa scalano marcia per qualche minuto, alleggerendo il livello di concentrazione e permettendo a Trento di mettere un po’ di salsa barbecue ai minuti finali con Battle e DJ Steward (78-77). La risposta delle V nere è affidata al cecchino Alston, al veterano Hackett e al miglior Diarra dell’anno. La Dolomiti Energia non molla un centimetro con Bayehe e compie addirittura un sorpasso inaspettato con un Khalif Battle indemoniato. La Virtus non riesce a segnare, non riesce a creare buone conclusioni per agguantare il pareggio e vede sfumare una vittoria quasi messa in cassaforte. Termina 85-87 con enormi rimpianti. 

Karim Jallow in azione con la Virtus

Le chiavi dell'incontro

Si vivono 3 partite nella partita. Una prima metà di gara decisamente equilibrata con la Virtus che prova a prendere il controllo ma si trova di fronte una Trento gagliarda. Nella ripresa Bologna mostra la sua versione migliore in attacco e in difesa, sembra nettamente in controllo del match. Poi c’è il periodo finale, in cui emergono la stanchezza mentale e la stanchezza fisica degli uomini di Ivanovic che peccano di concentrazione, esultano troppo presto e subiscono la rimonta degli ospiti a cui va dato il grande credito di non aver mai smesso di crederci e di non aver mai mollato. 

Trento tira sotto al 50% dal campo e con appena il 32% da tre punti ma riesce ugualmente ad avere la meglio al fotofinish contro un’Olidata che non riesce più a reagire. Per Bologna pesano le 15 palle perse e i 12 rimbalzi offensivi concessi agli avversari. 

La squadra di Cancellieri produce ben 20 punti dalla lunetta.

Khalif Battle MVP della rimonta

Trento già con la valigia pronta per tornare a casa con una sconfitta viene rianimata da Khalif Battle nel periodo conclusivo. Segna tutti i canestri più importanti della rimonta, compresa la tripla che ammutolisce Bologna. Chiude con 17 punti. Alla stessa quota termina la partita di un encomiabile Bayehe in grande crescita nella seconda metà di gara e altro giocatore decisivo nel successo a sorpresa degli ospiti. 

Mancano all’appello un po’ i due principali trascinatori con cui gli ospiti si presentavano alla partita, ma Cancellieri trova soluzioni importanti negli educatissimi polpastrelli di Jogela e Jakimovski.

Il capocannoniere della Virtus Edwards, costretto a saltare la trionfale trasferta nel principato causa febbre, si riprende subito la scena alla prima occasione disponibile. Mette piede sul parquet in maniera lievemente distratta, commettendo un’inusuale infrazione di doppio palleggio e lanciando un missile contro le gambe di Diarra poi aggiuste le sue coordinate sulla Virtus Arena e inizia il suo show. È l’uomo che cambia il volto a Bologna e alla partita nella ripresa con le sue triple, sempre più spacca gambe e sempre più letali. Chiude con 23 punti ma non sono sufficienti. 

Per la seconda volta in stagione contro la sua ex Dolomiti Energia Trento Saliou Niang propone a Bologna una concretezza che sta diventando sempre più abitudinaria e la solita, quanto insostituibile dose di energia a rimbalzo. Termina con 15 punti. 

Alston non è quello infallibile visto a Monaco 48 ore fa, ma è ugualmente protagonista dell’ennesima solida prova della sua stagione. Segna 17 punti, ma non riesce a costruire nel finale la conclusione del pareggio

Diarra mostra una condizione in crescita dopo l’infortunio, decisamente coinvolto nel minutaggio e nelle rotazioni risposte ad Ivanovic con una delle sue migliori uscite da quando è atterrato all’ombra della basilica di San Luca. Nonostante la buona precisione in attacco non è solido in difesa e permette a Trento di tornare a contatto con Bayehe.

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