Olimpia: Icaro con lieto fine. Il Barça non completa la rimonta
La miglior Milano di stagione, vola per tre quarti, sale a +27 e poi rischia la clamorosa rimonta con un disastroso quarto periodo.

L'Olimpia vince 87-84 contro il Barça, al termine di una partita che come Icaro, l'ha vista volare altissimo (+27) per per cadere in picchiata, tuttavia salvandosi.
Il match
Inizio sopra il ferro, per connivenza delle difese ma anche perchè Bolmaro-Nebo è un asse ben esplorato dall'Olimpia. Lo stesso argentino nella prima azione sul lato debole mette una tripla, importante soprattutto per la decisione con cui è presa.
Il Barça fa sentire il suo peso, specialmente a rimbalzo, capitalizzando 3 rimbalzi offensivi restando vicini ad una buona Olimpia. Non è una novità, ma ritmo sostenuto, Bolmaro aggressivo e l'attacco meneghino trova soluzioni. Leday dall'angolo è splendidamente liberato da Bolmaro per la tripla e quando lo stesso ex argentino alza in contropiede per Booker, Milano fa +8. (18-10).
Vesely con 5 consecutivi permette ai suoi di restare in scia di un'ottima Olimpia. Ritmo, intensità e tiro da 3. Ricetta facile a dirsi, anche a farsi nei primi 10' (24-17) con 4/4 dall'arco e 6 assist.
La difesa catalana è piuttosto lontana dal termine imperforabilità e gli attacchi milanesi sono di buona fattura. Tiri di qualità, percentuali alte, Milano continua a far gara di testa. La prima fiammata di Brooks (8 punti) e il rientro di Nebo, certificano l'ottimo primo tempo milanese. Una banale palla persa di Punter, seguita dal gioco da 3 di Leday regala anche la doppia cifra di margine (42-30), confermato anche all'intervallo (46-34). Risultato anche stretto, visto il Barcellona di serata, vivo soprattutto per i rimbalzi offensivi (7) e disastroso e perseverante dall'arco (2/13).
Secondo tempo inaugurato da due fatti piuttosto rari. Tripla del Barça e zona catalana. La scelta di Pascual (condita dal debutto in partita di Fall), non sortisce i frutti sperati. Milano segna in ogni singolo possesso e Nebo firma il +16 (57-41). Il ritorno a uomo, non migliora la situazione. Gli ospiti non reagiscono, son molli e Milano di contro aggredisce difensivamente e l'ennesima giocata d'energia di Bolmaro porta al +21 (64-43).
La squadra di Poeta rimane ben focalizzata sul match, non si fa sedare da uno spentissimo Barcellona e continua e fa passare un terzo periodo con frequenti mani nei capelli del povero Pascual, che assiste prima a una serie di errori puerili dei suoi e poi ad una tripla impossibile in caduta di Brooks sulla sirena (78-51).
Sembra finita, ma questa convinzione porta ad un inizio di quarto quarto che fanno pensare a fantasmi di diversi finali. 11-0 parziale Barça e Booker che interrompe un digiuno di 4'30'' (80-64). Un singolo respiro in una lunga apnea. L'Olimpia si blocca completamente. Mostra il lato oscuro della luna, molto spesso ben in vista e anche stasera spuntato a rendere amaro il finale, se non per il risultato, almeno per la percezione della squadra.
27-5 di parziale, Pradilla e Cale a graziare con due triple apertissime all'approcciare dell'ultimo minuto. Sembra di nuovo fatta. Satoransky inventa due triple negli ultimi 7'' agevolato da una rimessa scellerata milanese. Shields mette un libero ma Shengelia non trova il miracolo a tutto campo. Milano vince, ribalta il fattore campo e si salva da una seconda rimonta da +27.
Le chiavi
Milano gioca una delle migliori partite del recente periodo, se non, parola di coach Poeta, i migliori tre quarti della stagione. Trova gran ritmo, mantenendo un'intensità costante che permette di respingere la fisicità e la taglia barcelonista. Innocui sono così i rimbalzi offensivi, letali invece le percentuali milanesi, figlie dell'equazione attacco veloce = canestro.
Ritmo consentito anche da una gestione del roster più ampia, nonostante i due infortuni degli ultimi giorni. Tanti protagonisti, 6 giocatori in doppia cifra (Leday 16, Bolmaro 13+6 assist, Shields 13, Nebo 12+7 rimbalzi). Milano sembra squadra da piena corsa playoffs per almeno tre quarti. Poi il blackout. Totale incapacità di controllo del ritmo, cadendo in errori banali e chiudendosi in isolamenti che non producono. Spinti anche da un Barcellona finalmente aggressivo e intenso con continui cambi difensivi.
Un problema inevitabilmente che si ripercuote sull'umore della squadra, apparsa completamente bloccata e conscia di poter esser rimontata, e di conseguenza vittima effettivamente di un rimonta, non riuscita ma che alla fine porta in dote ai catalani diversi rimpianti per i primi tre quarti al limite del disastroso.
Milano segna un solo canestro dal campo e sporca le percentuali di una partita fino a lei quasi perfetta, in una serata che da serena stava per diventare un incubo, ricalcando la storica rimonta lituana al Forum della passata stagione. Pericolo scampato, confronto diretto ribaltato e un buon passo in classifica, nonostante tutto.

