Wiltjer domina, la Reyer ne fa 118: il Neptunas crolla in casa nei 10' finali
Prestazione balistica importante degli oro-granata che espugnano Klaipeda con l'ennesima prova da fenomeno dell'ala forte canadese

La miglior Reyer della stagione per punti segnati domina l'ultimo quarto nel gelo di Klaipeda ed affonda il Neptunas in uno scontro diretto cruciale: il solito debordante Wiltjer ne segna altri 28, trascinando i compagni al colpaccio in Lituania. Una vittoria determinante verso il secondo turno, nonostante le assenze di Parks e Bowman: seconda vittoria in fila in Eurocup per gli oro-granata, che entrano in zona playoff
Nonostante le assenze, nonostante un inizio complicato a dir poco, nonostante una prestazione difensivamente complicata per circa trenta minuti. La Reyer espugna Klaipeda in una partita cruciale per il passaggio del turno e batte il Neptunas realizzando ben 118 punti, miglior prestazione stagionale in attacco in questa stagione: è la seconda vittoria consecutiva in Eurocup per gli oro-granata dopo quella di due settimane e mezzo fa in casa con la corazzata Bahcesehir. Partita facilmente “raccontabile” per tre quarti, con le due squadre che sembrano rifiutare l'idea di difendere, realizzando sostanzialmente una media di circa 30 punti a periodo sino al 30': un corri e tira che potrebbe anche aiutare i padroni di casa, ma che finisce per fare il gioco di Tessitori e compagni, decisamente più fisici ed esperti nel gestire questo tipo di match. Quando giochi a “run and gun” contro una formazione che in faretra ha armi più che importanti come Wiltjer o Valentine diventa complicato sperare di tenere un vantaggio “rassicurante”, ed infatti questo è successo.
Quattro giocatori in doppia cifra per il Neptunas, guidato dai 28 dell'ex Virtus Lomazs, dai 21 di Tarolis, dai 12 con 12 assist di Velicka e dai 10 con 8 rimbalzi di Mockevicius. La Reyer da par suo ne manda ben sette in doppia cifra: 28 in soli 22' per un debordante Wiltjer, 16 per Horton, 14 a testa per Wheatle e Nikolic, 13 con 8 assist per Valentine, 12 per Candi ed 11 con 5 assist per Cole. Nel 103-118 è decisivo l'ultimo quarto da 16-29 per la formazione lagunare, in un match dal sostanziale equilibrio per 30'.

Talento, Wiltjer e… qualità: la Reyer manda un segnale
Segnali dal gelo di Klaipeda. La Reyer manda un messaggio importante vincendo alla Svyturio Arena in casa di un Neptunas che rispetto al match d'andata è squadra decisamente migliorata, cresciuta e più ostica, basti pensare al successo lituano non troppe settimane fa ad Istanbul in casa del Bahcesehir. Le due formazioni si presentavano a questo match con lo stesso record, ecco perché il successo oro-granata che vale il 2-0 negli scontri diretti pesa tremendamente tanto. Una partita che non era iniziata nel migliore dei modi, visti i 35 punti subiti in un primo quarto chiuso a -6 con gli ospiti che hanno sbandato spesso e volentieri, risultando passivi e sempre in ritardo nei close-out difensivi, ma che è stata mantenuta in equilibrio grazie ad un attacco preciso, chirurgico e qualitativamente di molto superiore alla media. Attacchi meglio delle difese? Sì, nella maniera più assoluta, ma con un'impressione che nei minuti si è fatta via via sempre più chiara, ossia un'accettazione di giocare su certi ritmi e con quella qualità da parte di Tessitori e compagni, a patto di controllare sempre i possessi, selezionando i migliori tiri possibili e non dando possibilità ai padroni di casa di scappare via.
La vera chiave di volta è ovviamente l'inizio di ultimo quarto, con gli ospiti che piazzano un break terrificante di 0-12 in meno di 2'30" che dal 89-89 porta il match sul 89-101 indirizzando la partita: tutto parte da una metà campo difensiva molto più attenta, che forza palle perse ai lituani e tiri contestati che non vengono convertiti, creando occasioni per correre in campo aperto aumentando ulteriormente il ritmo di giocatori già “caldi” e potendo pure giocare sulle mancanze dei padroni di casa, che mandano spesso in lunetta la Reyer. La qualità degli oro-granata si legge in questi numeri: 29 punti nel primo quarto, 29 nel secondo, 31 nel terzo e 29 nel quarto, 31 assist di squadra, sole 11 palle perse di squadra con 6 recuperi, 7 giocatori in doppia cifra e 148 di valutazione. Cifre che non lasciano spazio all'immaginazione, accompagnate da un 70% da due ed un 54% dall'arco che non fanno altro che rafforzare il concetto espresso sopra. In tutto questo c'è il solito debordante Wiltjer: il lungo canadese è in un momento di forma terrificante ed è a 62 punti realizzati nel giro di 5 giorni dopo i 34 segnati in casa di Brescia, con 9/12 dal campo, 3 rimbalzi, 4 assist e 33 di valutazione. Ha dominato il terzo quarto dopo averne realizzati 10 nei primi due quarti, ha segnato triple da ogni dove, ha crivellato la retina in avvicinamento ed in post, sfruttando movimenti e braccia lunghe.
Per realizzare però 118 punti e vincere un match cruciale c'è bisogno di tutti, ed infatti hanno risposto presente anche due “oggetti misteriosi” come Valentine ed Horton, entrambi nell'occhio del ciclone in questo periodo: il primo ha impattato bene a livello realizzativo nei primi 20' concentrandosi - poi - alla metà campo difensiva ed a giocare per i compagni, servendo 8 assist, il secondo dopo un primo stint veramente passivo e negativo ha avuto la forza per reagire, trovando due difese importanti nel finale di secondo quarto e canestri altrettanto pesanti nel secondo tempo. Segnali di crescita confermati anche dai 26 combinati di Candi e Nikolic dalla panchina oltre ai 14 di un Wheatle che si conferma prezioso. Nel primo tempo in sostanza gli ospiti hanno sofferto troppo le azioni di Velicka, bravo nel colpire e nel mettere in ritmo gli esterni come Lomazs tra ribaltamenti ed altre azioni oggettivamente elementari che potevano essere lette meglio in difesa, mostrando - però - grande qualità in attacco, facendo girare benissimo il pallone e colpendo in tanti modi diversi. Negli ultimi 10' la difesa sul pallone è stata importante, con il Neptunas che non ha saputo rispondere alla difesa forte, efficace e reattiva di gente come Wheatle, Candi e Valentine negli 1vs1, finendo per deragliare, perdere fiducia e dare campo ad una Reyer che - a parte qualche attimo - è parsa sempre in controllo di ritmi ed idee. A creare il break - però - è stato il quintetto “alto” scelto da Spahija, con Cole, Wheatle, Nikolic, Wiltjer ed Horton: muscoli, fisicità, qualità, presenza a rimbalzo, spaziature e la possibilità di attaccare l'area con l'inglese ed il serbo, preziosi e decisivi.

