L'Olimpia parte male. Carlik Jones trascina il Partizan
Meritata vittoria per i bianconeri, più costanti, intensi e guidati da un stellare Jones, autore di una doppia doppia da 20 e 10 assist.

L'Olimpia cade a Belgrado, sotto i colpi di un superbo e Carlik Jones. Finisce 92-76 per la squadra di Penarroya, brava ad alzare l'intensità ogni volta che gli ospiti si son rifatti sotto.
Il Partizan è più continuo sin dalla palla a due. Le prime triple di Milano daranno il primo e unico vantaggio di serata sul 4-6. I serbi trovano punti da tutti gli effettivi già nel primo tempo, la squadra è pericolosa, è la squadra di Carlik Jones che fa felice tutti, specialmente in una serata da oltre il 50% dall'arco.
Milano funziona a sprazzi appoggiandosi soprattutto sulle spalle dei veterani. Peters gioca un secondo quarto sontuoso e sono 13 nel primo tempo, con l'Olimpia che ricuce prima dell'intervallo.
Il testimone nel terzo quarto viene raccolto da Guduric, con Milano che è pienamente in partita, giocando punto a punto, pareggiando a quota 57. I bianconeri rialzano il volume della radio e tengono Milano a bada, prima che salga al proscenio Carlik Jones. L'ex mvp di G-League mette lo zampino in tutti i punti del suo Partizan, tra assist e canestri, facendo impazzire una difesa milanese che va calando. E' il break decisivo con un finale vicinissimo parente di un garbage time.
Milano troppo discontinua, merito ad un Partizan, magari non troppo vario, ma con gerarchie chiare e sempre intenso e lucido nei momenti giusti.
Le chiavi
Palle perse. 18, 21 e stasera 16, un dato che rimane alto ma più che nei numeri è frutto di un attacco ancora molto a singhiozzo. Quando trova vantaggi da transizione, errori difensivi altrui o entrando presto nei giochi, mostra fluidità e una ottima ricerca della circolazione. Ancora denota problematiche nel creare quando non si riesce ad ottenere quanto scritto poco sopra.
Ricerca della continuità. Presto e si dovrà crescere giocando. Lo impone il calendario, lo impone il campo con tanti che devono trovare quell'amalgama impossibile da pretendere a fine settembre. Trovare punti di riferimento offensivi sarà una necessità. Bolmaro e Wright non sono i classici go to guy, Hall e Guduric saranno chiamati a leadership offensive cercando di coinvolgere tutti, per trovare solidità condivisa. Un'identità ben differente da quella del Partizan, con punti di riferimento chiari e ripetitivi, stasera in grado di aver lucidità su tutto l'arco dei 40 minuti.
Cambi. Milano già in supercoppa ha proposto tanti minuti sfruttando i cambi difensivi. Una scelta che implica aggressività e reattività sulla seconda linea. L'assenza di costanza si è vista anche in questo ambito. Jones ha giostrato a gradito soprattutto nel quarto finale le scelte dei lunghi milanesi, in grande difficoltà a capire la distanza da tenere dall'Mvp di serata. Non la miglior prestazione difensiva certamente ma anche un grande talento che darà grande filo da torcere a tante difese d'Eurolega.

Protagonisti
Milano d'esperienza. Anche qui con poca continuità ma Peters (17), Guduric (17) e Hall (13) accendo la luce a turno per l'Olimpia, riportandola in partita e facendo credere ad un finale in crescendo. Speranza vana. Milano ha tanto da lavorare, ma figure pronte a segnare la via, ci sono.
Burnell e RJ Cole. Due giocatori che di sicuro ne han viste tante, due tra i migliori della scorsa stagione di LBA, ma l'Eurolega non fa prigionieri. Non una serata facile, non di certo la fine del mondo. Uno scotto fisico e di esperienza che fatto passare 40' d'apprendimento per il duo americano. Strano a dirsi, ma una partita a soffrire fisicamente. Sintomo i tanti falli commessi in maniera a volte puerile. C'è da prendere le misure all'intensità di questo livello, mettendo velocemente alle spalle il primo ballo belgradese.
Carlik Jones. Mvp della serata, non proprio una sorpresa. Con uno sforzo linguistico minimo ma che rende l'idea, fa a fette la difesa milanese. Scegli i cambi, sfruttando le scelte di coach Poeta e legge con lucidità i momenti del match. Al ferro, dall'arco e nel trovare i compagni dopo aver preso vantaggi abissali. Il sudsudanese di Cincinnati chiude con un a doppia cifra da 20+10 assist e 33 di valutazione, mostrando un controllo totale sul match. Uccide la gara all'inizio del quarto periodo. 8 punti e 4 assist che fanno tutta la produzione del Partizan che dal + 5 vola sul 79-68, allungo decisivo.

