Supercoppa LBA 2026: Venezia esce alla lunga e conquista la finale
Reyer che cresce durante la partita e rimonta un Derthona Basket che cala dopo un ottimo primo tempo.

Venezia spegne i sogni dei padroni di casa di Derthona Basket e si guadagna la possibilità di alzare il trofeo domani. La Reyer sale di livello nel corso del match e batte 98-90 Tortona, nel primo match della Supercoppa LBA 2026.
La partita
Partenza che non nasconde il periodo dell’anno. Imprecisioni, perse e squadre che faticano a dare ritmo. Olejniczak parte con 6 punti, confermandosi un totem importante per la squadra di Fioretti.
Le triple di Wiltjer e Watson mettono avanti Venezia, con l’ex Asvel subito caldo anche a livello di tono. Storie tese con Hubb e Gorham, con l’ex Trento che infiamma l’Arena di casa con una tripla con fallo dello stesso Watson. 2 falli, per il play come per Parks prima della metà del quarto (12-12).
Tortona è senza Eboua, ma con il secondo quintetto acquista la fisicità di Jallow. L’ex Virtus attacca spesso fronte e spalle a canestro. La Reyer non si scompone e, nonostante le assenze di Rice e Green, propone un quintetto, chiavi in mano a Bowman, che trova buoni attacchi. 8 degli 11 entrati, vanno a referto e Tortona è avanti di soli 2 punti (27-25).

Bortolani è il primo ad arrivare in doppia cifra, mostrando un talento indubbio ma troppo intermittente fino ad ora. Tortona si gode il buon debutto e va sopra di 7. Rientrano Parks e Watson, gravati di due falli e Venezia con un 8-0 supera i padroni di casa (34-35). Tortona prova un nuovo allungo verso il finale di tempo con Gorham particolarmente profilico, in un quintetto con Jallow e Olejniczak, molto interessante.
Maddox e Durham firmano le prime fiammate in maglia bianconera e Tortona tocca il +11 (56-45), prima che Bowman sulla sirena riporti Venezia sotto la doppia cifra.
Il secondo tempo parte con un 10-0 Reyer che costringe Fioretti a fermare la partita. Tortona torna a trattare male il pallone, le perse tornano ad esser un problema e il digiuno offensivo si estende oltre i 5’. La Reyer rimpolpa il parziale a 12, ma il problema lagunare sono i falli, raggiungendo il bonus, un grosso aiuto agli avversari in difficoltà a trovare punti.
Gorham scuote i piemontesi, ancora tuttavia autori di troppi turnover, che danno slancio a Venezia per sfruttare la transizione. A Tortona però emerge ancora una volta la crescita di Prentiss Hubb. Tripla sulla sirena e un terzo quarto complesso, vede ancora una volta i padroni di casa chiudere avanti (71-68).
Venezia sembra salir in cattedra specialmente con Watson. Ancora un parzialone ospite (3-14) mette in difficoltà Tortona, che è molto meno fluida in attacco specialmente contro una Reyer più aggressiva. I lagunari veleggiano sul +9, prima che due triple di Hubb e Gorham riaprano la partita. Ancora una persa banale, con zampino di un ottimo Candi da maggior agio alla finalista della scorsa LBA.
La tripla complessa di un tranquillo Wiltjer (silenziosi 16) su assist improvvisato da Watson, inaugura gli ultimi 2’ di match sul 85-94 Reyer. Le gestione del finale è serena e oculata per i lagunari, che con una partita in crescendo, vincono 90-98 econquistano la finale di Supercoppa LBA.

Le chiavi del match
Le palle perse di Tortona. I quarti dispari non potranno aver reso Fioretti soddisfatto delle scelte dei suoi. 6 per periodo, 21 totali, spesso di disarmante banalità. Attenuante della prima partita ufficiale, che sicuramente regge e che sarà spesso accettabile per questa prima kermesse stagionale.
Tiro da 3 di Venezia. Gli orogranata non possono contare su Rice e Green, con specialmente il secondo ad esser minaccia nota da oltre l’arco. I ragazzi di Spahjia non mancano di trovare qualità nella costruzione, spesso coinvolgendo Wiltjer nei pick and roll e poi riaprendo. Mira decisamente da calibrare (30% scarso). Siamo d’altronde alla prima stagionale e vi avevamo avvisato della reiterazione del concetto. Tuttavia in attesa del debutto di una delle guardie americane, l’impressione è che la capacità della Reyer di mantenere standard elevati al tiro indirizzerà le fortune veneziane.
Lunghezza Reyer, spunti Tortona. Venezia ha sempre costruito roster con tante alternative. Ovviamente la chiave è mantenere qualità sugli interpreti e, tra alti e bassi, la squadra della Serenissima appare sulla buona strada. 11 giocatori utilizzati, tutti a segno e già una buona condivisione della palla e dei possessi. Tortona, oggi senza Eboua, sembra aver nucleo di alta qualità e dovrà cercare di gestirlo al meglio con il doppio impegno. Intrigante il talento a disposizione, specialmente in un quintetto con il centro polacco Olejniczak e Gorham e Jallow a poter dare fisicità nei ruoli di ala.
I protagonisti del match
Tortona conferma la leadership di Hubb e Gorham. Gorham 20 è il più continuo, dando contributo ogni volta che è in campo. Mostrando la notevole capacità di esser incisivo in più fondamentali. Hubb(16) è il faro offensivo, anche lui naufraga con le palle perse, ma non si nega una responsabilità che sia una, trovando diversi jolly nei momenti difficili. Olejniczak e Jallow confermano la capacità fisica di incidere sulle partite. Da rividere l’apporto di Durham e Maddox, capaci di aver già momenti di grande efficacia, con altri di necessario “ambientamento”. Specialmente per il giocatore in prestito da Milano, sarà necessario adattarsi alle nuove richieste fisiche e tattiche. Chiosa su Bortolani. Primo tempo che mostra la faccia migliore della medaglia, seconda fuori dal match. La crescita della Bertram passerà molto anche dalla capacità dell’ex Cantù di aver continuità nella sua produzione.
Produzione solida e in crescendo per il duo Watson-Wiltjer. 19 il primo, l’uomo a cui Spahjia chiede di alzare ritmo e prendersi le maggiori responsabilità. L’ala canadese invece gioca una partita sorniona, trovando 16 punti e la tripla della staffa. La sua taglia e la sua tecnica, lo pongono ancora come elemento cardine per far girare l’attacco orogranata. Benissimo Leo Candi, 14 punti che sono una manna, visto l’intensità difensiva che riesce a metter in campo (4 recuperi). Bene anche Bowman, 12, e l’uomo del bisogno in tante situazioni di difficoltà nel corso della partita.
