Supercoppa LBA 2026: Olimpia per il tris. Battuta la Virtus
Vince Milano che raggiunge Venezia, dopo una partita dominata dal secondo quarto in poi. Brilla subito Moses Wright.

Sarà ancora Milano-Venezia. Così come si era conclusa la stagione scorsa, così si riapre il panorama cestistico italiano. L'Olimpia senza strafare annichilisce una Virtus sottotono davanti ad un'ottima cornice (4403 spettatori) alla Nova Arena di Tortona. Il finale è 80-71.
La partita
Mumbru come annunciato decide e sorprende. Carr e Klintman out, Edwards, Bello e Frazier in regia. Milano come annunciato senza Matthews, Burnell e Booker. Il primo quarto non è indimenticabile. Squadre contratte, per non lasciar dubbi di come questa Supercoppa LBA sia davvero l'incipit della stagione. La partita si spezzetta con tanti fischi.
Edwards è il più continuo in casa Virtus e regala anche il +7 ai bolognesi. L'ex Hapoel però paga i problemi di falli e deve uscire dal match (3 falli). Diarra e Diouf si caricano presto di falli e Milano ne approfitta. Wright è già un punto fermo per coach Poeta, giocando l'intero primo periodo, ma serve la rituale scossa argentina dalla panchina per cambiare inerzia del match. Bolmaro ispira un parziale che chiude il quarto (13-1) lanciando l'Olimpia in vantaggio (17-14).
Il secondo quarto conferma le difficoltà virtussine. Bello e Frazier non creano, Moore è timido e rinunciatario in difesa. Milano sembra una squadra che sta provando a fare cose, ad un ritmo maggiore e con superiore intensità. E tanto basta per riuscire in una fuga. Poeta gira gli effettivi, trova la solita energia di Wright e una gran voglia di passarsi la palla. Il tutto nonostante una serata da tappo sul canestro dall'arco. Solo 2 le triple milanesi, entrambi di Bolmaro, anche il primo a salire a quota 10.

Ancora il finale di quarto diventa tragico per la Virtus. 10-3 biancorosso e 40-23 all'intervallo.
La ripresa comincia con un sussulto di Frazier, ma Diouf sale subito a quota 4 penalità, complicando di nuovo la sfida fisica. Guduric commette anche lui il quarto fallo. Sostituito da Bolmaro, che trova la terza bomba di serata e regala il massimo vantaggio Olimpia (48-30). La Virtus reagisce e la tripla di Bello in transizione costringe coach Poeta a chiamare il timeout sul +13. Il momento positivo del V nere prosegue con la recuperata e tripla di Frazier. Si alzano i ritmi ed entrano in scena protagonisti silenti nel primo tempo. RJ Cole e Frazier si scambiano due triple. Bolmaro trova un paio di minuti negativi, con due perse e il quarto fallo. L'Armani trova contributo da quintetti decisamente inediti, con un positivo Flaccadori, molto deciso e che mantiene i suoi avanti di 15 all'alba dell'ultimo periodo.
Milano costruisce un paio di buoni tiri, ma a segnare è la Virtus con Frazier e Edwards, i migliori di serata. Bello li imita con la terza bomba consecutiva che vale il -12. Poeta richiama Bolmaro e Wright e proprio il macedone di passaporto, fa il vuoto a centro area, scrivendo 16 sul referto e sul tabellone come vantaggio per i suoi (73-57). La partita si trascina con la Virtus che non torna mai ad esser pericolosa e la tripla dell'80-66 di Alston a poco più di un minuto suona quasi come una Beffa per l'ex Manresa. Vince Milano che cercherà domani di vincere la terza Supercoppa consecutiva.

Le chiavi
L'atteggiamento Virtus. Un po' troppo rinunciatario. E' un progetto nuovo, con tante incognite e con tanti giocatori alla prima esperienza in un contesto così importante e richiedente. Non si può ignorare la difficoltà fisica, specialmente con i precoci falli di Diarra e Diouf. Mumbru avrà la pazienza di forgiare la squadra e su questo non abbiamo dubbi. Alla prima uscita stagionale non è un dramma risultare un po' indietro. Tuttavia l'atteggiamento molto remissivo è meno spiegabile. Un miglior secondo tempo e un finale d'orgoglio saranno la spinta per incominciare la stagione di Eurolega e non solo da settimana prossima.
Serataccia dall'arco. Per entrambe le compagini. 23% vs 27% in favore della Virtus, a cui è però mancata un'alternativa credibile, mentre l'Olimpia ha saputo trovare soprattutto in Wright la chiave alle difficoltà dall'arco. Il tutto in una partita con 34 perse combinate (18-16). Non sarà sempre così e questa è una fortuna.
La regia milanese. Non brillante stasera, con Thompson e Guduric poco brillanti e RJ Cole pronto a misurarsi con questo livello e già stasera non sempre a suo agio, per quanto non si sia mai sottratto alla sfida fisica. Rimane il contributo di Bolmaro che ancora una volta porta l'Olimpia oltre i momenti di difficoltà.
I protagonisti
In casa Olimpia si parte dalle certezze della scorsa stagione. Leandro Bolmaro (15) non fa mancare l'energia e la produzione, confermando la maggiore solidità dall'arco. Ottimo il debutto di Moses Wright (20+7 rimbalzi col 72% da 2), contributo di fisicità che ha messo in grande difficoltà la Virtus nel primo tempo. Da sottolineare la capacità del lungo ex Zalgiris, di mettersi sempre in visione, facendosi sempre trovare pronto. Flaccadori, Tonut e Diop son stati molto coinvolti, al solito sarà una necessità per gestire lo sforzo fisico stagionale. Thompson non è sembrato ancora al meglio confermando le tentennanti prestazioni in maglia azzurra. Lui e Cole avranno tempo per dare il contributo in regia.
In casa Virtus, al termine di una prestazione negativa, i segnali positivi arrivano da Edwards, specialmente nel primo tempo e dalla ripresa di Bello e soprattutto Frazier. Molto più vivi e produttivi. Alston(12) non si sottrae a prendersi responsabilità ma l'2/10 di serata non contribuisce a perorare la sua causa. Troppo molle Moore, non riuscito ad incidere mai in attacco e difesa. Si sapeva, Mumbru avrà molto lavoro da fare, soprattutto dopo una serata forse più negativa per atteggiamento che per quanto mostrato.
