Dentro al campo: il capolavoro difensivo della Reyer azzera Ankara
Prestazione sontuosa nella metà campo difensiva degli oro-granata, che stritolano la corazzata turca e la stendono in laguna

La Reyer toglie letteralmente la corrente al Turk Telekom Ankara e gli infligge il secondo ko in tre partite di Eurocup: un vero colpaccio quello dei ragazzi di Spahija, che hanno battuto in maniera inequivocabile una delle contender alla vittoria finale. Non è stata la partita degli attacchi, ma quella dell'attenzione difensiva e della coesione: quando c'era da “sporcarsi le mani” gli oro-granata lo hanno fatto benissimo
Non è stata certamente la più bella partita di Eurocup di sempre a livello offensivo, mettiamola così. La verità dietro questa frase - però - non è tanto per demeriti delle squadre (almeno in parte), quanto soprattutto per un livello di aggressività e fisicità davvero importanti. E la notizia più importante è che la Reyer non solo ha retto l'urto, ma è riuscita anche e soprattutto a togliere ogni certezza ad una grande squadra come Ankara.
Per quel che concerne il match si può dire che l'andamento è stato a strappi. In tutti i casi la squadra bianco-blu ha saputo reagire, senza però riuscire ad operare il sorpasso. Ed ecco che lì i ragazzi di Spahija hanno messo definitivamente le mani sul match vincendo 75-65.

Le chiavi del colpo Reyer contro Ankara
Le chiavi di questa importantissima vittoria della Reyer contro Ankara (una vera contender al trionfo) sono molteplici, ma la vera costante è l'aggressività messa in campo e la grande imprecisione degli ospiti da fuori. In punti, ecco cosa ha portato alla vittoria i ragazzi di Spahija:
- PROTAGONISTI DIVERSI IN OGNI MOMENTO: questo è uno dei punti cardine non solo di oggi in casa lagunare. Contro Ankara nel dettaglio è partito con le marce altissime Parks (13 al 20', 8 solo nel secondo quarto) coadiuvato da Tessitori, nel terzo quarto è toccato in particolar modo a Watson prendersi la scena (e nel finale a Green), poi negli ultimi 10' sono arrivati 12 punti sostanzialmente filati di un immarcabile Olinde, vero MVP di serata con 14 punti ed 8 rimbalzi.
- LA DUREZZA DIFENSIVA: I momenti difficili si affrontano tutti insieme, restando compatti, lavorando l'uno per l'altro. Il mantra doveva essere questo dopo la scollatura del secondo tempo con Cluj. Oggi nelle difficoltà e nei momenti di siccità Venezia ha saputo mantenere la barra dritta, senza imbarcare acqua e - poi - affondare. Un passo avanti deciso da parte di tutti, con Tessitori ad indicare la via facendo a sportellate (e qualcosa in più anche) sotto canestro: non sempre si vince giocando una pallacanestro spettacolare.
- L'ASTINENZA TURCA DA FUORI: una tripla nei primi 20', zero nel secondo tempo. In una pallacanestro che si evolve in continuazione e che poggia tanto sul tiro da fuori non si può tirare con il 4% da tre punti. 1 su 22. Una condanna definitiva per la squadra di Erdem Can, sostanzialmente rimasta in vita grazie a Bako ed Harding prima di venire annientata dalla sgasata di Olinde. Certamente diversi tiri erano ben presi, ma se non vengono realizzati c'è poco da discorrere.
- LA LUCIDITA' DI CAPIRE I MOMENTI: Una Reyer non bellissima, ma applicata al game-plan, attenta. Una squadra che nelle difficoltà non si è disunita ed ha reagito, come detto. Una squadra che quando si era veramente punto a punto negli ultimi 6' ha avuto la forza mentale di fare un passo avanti, comandata dalla regia di Watson e dalle indicazioni di coach Spahija. Rinunciare a Wiltjer è difficile, ma era necessario in quel momento. Così è Louis Olinde a togliere le castagne dal fuoco, giocando da dominatore l'ultimo periodo. 12 punti sostanzialmente filati tagliano le gambe agli ospiti. Scelte di lucidità, destinate alla concretezza. Difesa rocciosa ed attacco chirurgico da grande squadra.
Insomma, un messaggio chiaro alle concorrenti. La Reyer c'è ed è forte, coesa, compatta. La prima notte da crash-test - tra l'altro in un momento non facile - è superata.

