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Jallow attacca Horton
Karim Jallow in azione contro Horton

Il cuore della Virtus non ha eguali: la squadra di Ivanovic dopo un primo tempo difficilissimo e chiuso sul -18 rimonta con un secondo tempo incredibile (soprattutto gli ultimi 10') ed esce indenne dall'inferno del Taliercio. La Reyer ha tanto da rimpiangere ed avrà da riflettere sul tracollo del quarto periodo, giocato senza testa e con una difesa in balìa: contro i Campioni d'Italia serve cinismo e lucidità.

Mai sottostimare il cuore dei campioni. La Virtus dopo esser stata in balìa della Reyer in un primo tempo difficilissimo mostrando tutte le tossine del doppio turno di Euroleague ha trovato le forze fisiche e mentali per rimontare con carattere ed enorme qualità, nonostante il punteggio al 30' dicesse 68-55 per la squadra di Spahija. Tremendo il parzialone degli ultimi 10', un 7-26 che spegne le speranze di vittoria oro-granata ed esalta il talento, l'organizzazione ed il cuore delle V-Nere, certamente bravissime a crederci ma aiutate dal black-out totale che ha disarmato i padroni di casa. Primo ko interno in campionato per i lagunari, che in classifica restano a quota 20, a 3 vittorie dalla stessa Virtus ed 2 vittorie da Brescia.

Quattro in doppia cifra per la Reyer, che ne ha 16 da Wiltjer, 11 da Horton e 10 a testa da Wheatle e Cole. Quattro in doppia cifra anche per i campioni d'Italia, che ne hanno 17 da un devastante Morgan, 12 da Alston, 11 con 4/16 dal campo di Edwards e 10 con 13 rimbalzi di un Niang che ha messo un'energia incredibile. Decisivo anche l'apporto di Pajola ed Hackett, che con difesa, carattere e tanta presenza hanno dato la svolta alle V-Nere. Finisce 75-81.

Colpo Virtus al Taliercio
La Virtus rimonta la Reyer

Cuore, energia e… Morgan: la Virtus espugna il Taliercio

Vittoria che pesa come un macigno per la Virtus in casa di una formazione che tra le mura amiche aveva perso solo con l'Aris a fine settembre in Eurocup e mai in campionato, arrivata oltretutto dopo aver toccato il -18 dell'intervallo e dopo il -13 del 30'. Una rimonta che ha dell'incredibile ma che certifica la forza dei bianco-neri, squadra assolutamente solida, compatta e presente anche nei momenti peggiori. La Reyer aveva disputato un primo tempo oggettivamente clamoroso, perfetta in attacco ed in difesa, dove era riuscita ad anestetizzare gli attacchi bianco-neri con fisicità, carattere, aiuti e tanta coesione ed il +18 era l'esatto specchio di tutto ciò che stava accadendo in campo in termini di energia e qualità.

Nel secondo tempo è cambiato tutto, con le V-Nere che hanno messo tanta energia, mettendo in difficoltà la difesa lagunare e togliendo ritmo a Cole e compagni: l'errore reyerino è stato quello di non essere riusciti a muovere bene il pallone, stagnando troppo i possessi ed azionandosi sempre e soltanto con degli 1vs1 che sono stati sconclusionati e davvero dannosi. Palle perse, Horton raddoppiato va in tilt, Valentine sbadato ed irritante nel finale, Cole sfiancato e poco lucido: tanti i motivi che hanno portato la Reyer al ko, ma - sicuramente - ha alzato la sua attenzione difensiva la squadra di Ivanovic. Ci sarà da interrogarsi sul tracollo dell'ultimo quarto: il quintetto scelto da coach Spahija non ha convinto, con Valentine ed Horton lasciati troppo in campo nelle difficoltà evidenti offensivamente parlando, con Wiltjer, Nikolic e Tessitori non reinseriti a tempo debito e con Candi che - forse - poteva dare fosforo. La certezza è che se gli oro-granata vogliono provare a giocarsi le loro carte devono giocare di squadra e non con degli 1vs5 assolutamente fuori dai concetti offensivi della pallacanestro attuale dello stesso coach croato.

La Virtus da par suo dopo un primo tempo assolutamente difficilissimo nelle due metà campo (tossine dell'Eurolega? Poche idee? Scarsa organizzazione offensiva contro i quintetti di coach Spahija?) ha svoltato inserendo Pajola ed Hackett e panchinando Edwards: la guardia ex Bayern non è in perfette condizioni fisiche ed in questo momento non sembra perfettamente inserito negli schemi del coach delle V-Nere, gli attacchi con lui sono risultati stagnanti. Dopo la fiammata firmata Wiltjer, che da solo aveva rispedito a -13 la Virtus, è arrivata una grande risposta nel finale: Pajola, Morgan, Hackett e Niang sono in particolare quei 4 che hanno rovesciato l'inerzia, mandando in tilt la Reyer ed aprendo il break decisivo. La guardia USA ha attaccato l'area con decisione trovando tanti canestri che hanno dato fiducia, “Pajo” e Hackett hanno portato fosforo dietro, idee davanti senza disdegnare canestri a dir poco pesanti. Niang ha semplicemente dominato per intensità, aggressività nelle due metà campo e presenza a rimbalzo, sovrastando tutta la formazione lagunare. Cuore e carattere sono fondamentali, ma i Campioni d'Italia si sono dimostrati estremamente organizzati.

Morgan decisivo ed MVP
Morgan attacca il ferro e realizza
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