Una Reyer senza difesa crolla in casa: Trento domina al Taliercio
Gli oro-granata giocano una partita povera nelle due metà campo e crollano con i bianco-neri per la terza volta in stagione

Una Reyer piatta, senza energia, con poche idee ed assente in difesa crolla in casa con una Trento che mostra la faccia dei giorni migliori: una sconfitta che trova risposte nelle due metà campo, davvero povere per poter sperare di controbattere alla grande presenza degli avversari, non solo mentale. Tre sconfitte in altrettante partite per gli oro-granata contro l'Aquila di Cancellieri
Poteva essere la partita della riscossa, è stata quella del crollo fragoroso. Una Reyer totalmente assente nella metà campo difensiva e senza idee in quella offensiva si eclissa troppo presto contro una Trento concentrata, combattiva, coesa e presente sul parquet con tutti gli effettivi, perdendo male e senza attenuanti di alcun tipo. Il crollo lagunare arriva dopo tre vittorie in fila in campionato e certifica la totale supremazia dell'Aquila nel “classico” tra due squadre che 9 anni fa si contendevano il tricolore. Difficile trovare anche solo una parziale scusante a questo brutto scivolone, forse impossibile visto che non può esserci stanchezza dal doppio impegno: si può catalogare come “giornata storta”, ma a preoccupare è un linguaggio del corpo passivo ed un'attenzione mentale davvero di basso livello.
87-106 il finale al Taliercio per una Trento che si conferma bestia nera nella maniera più assoluta nell'interezza del termine di una Reyer davvero imprecisa e messa sotto in tutti i fondamentali. 5 in doppia cifra per la squadra di Spahija, che ha avuto 22 punti con 7 assist da Cole, 15 punti (quasi tutti a partita compromessa) da Wiltjer, 14 da Parks (poi espulso) ed 11 a testa da Tessitori e Bowman. 5 in doppia cifra anche per la squadra di Cancellieri, trascinata dai 22 di Jogela, dai 19 con 6/6 dal campo di Jones, dai 17 di Steward e dai 14 a testa di Bayehe e Battle.

Reyer senza difesa e con scarse idee, Trento comanda
La più brutta versione di questa stagione della Reyer contro la miglior Trento. Si può anche chiudere così l'analisi della sfida tra oro-granata e bianco-neri, ma risulterebbe riduttivo nei confronti della squadra di Cancellieri e superficiale nell'analisi del crollo di quella di Spahija. Partendo proprio dai lagunari, la mancanza di solidità e continuità delle sfide precedenti (seppur vinte) contro Treviso, Udine e Trieste è deflagrata oggi pomeriggio in una prestazione oggettivamente senza aggressività, cattiveria, presenza fisica e mentale contro una squadra che ha amplificato all'ennesima potenza questi problemi. Inaccettabile subire 106 punti in casa, ancor più inaccettabile vedere questo lassismo e queste disattenzioni nella metà campo difensiva: troppi canestri subiti 1vs1, con pochissima aggressività e troppe disattenzioni su pick and pop, pick and roll e tagli back-door degli esterni. Offensivamente - invece - è uscita una prova opaca, senza idee e con un senso di attacco stagnante oltre che pesantemente impreciso (specialmente dall'arco). Troppi giocatori sotto il loro standard abituale, soprattutto Wiltjer, poca presenza a rimbalzo ed in fase di protezione dell'area e del ferro: l'assenza di un lungo verticale, dinamico e “rim-protector” pesa, ma non è la panacea di tutti i mali. Di certo un intervento sul mercato ora diventa più che mai importante.
La prestazione dei bianco-neri è stata semplicemente impeccabile. A parte qualche rarissimo passaggio a vuoto (logico e davvero minimo) la solidità mostrata nei 40' da Forray e compagni è stata impressionante: tutti coinvolti, tutti abili a portare il proprio mattoncino, tutti concentrati su cosa fare e come farlo, per mettere a nudo le difficoltà ed i limiti importanti di una Reyer troppo brutta per esser vera. Quella fatta vedere al Taliercio è senza ombra di dubbio la miglior prova stagionale per compattezza, solidità, qualità ed attenzione, con i giocatori più importanti che hanno tenuto un livello di rendimento impressionante, basti pensare alla prova super di DJ Steward o di Jogela, dominanti, precisi e soprattutto determinanti. Ciò che ha impressionato nella sfida di oggi pomeriggio non è tanto la precisione al tiro (37/66), quanto la dimostrazione di sapere sempre cosa fare in ogni frangente, sia contro il quintetto “classico” che contro quello small ball con Nikolic o Wiltjer da “5”: certamente l'imprecisione al tiro da lontano di Venezia ha un po' aiutato, ma la difesa su ogni soluzione è stata davvero importante. Costringere gli oro-granata a soluzioni di 1vs1 è un qualcosa che non è nuovo, ma stavolta è stato tutto letto al meglio e con intelligenza, tramutando poi queste situazioni in attacchi precisi, lucidi e chirurgici, tutti a punire la difesa locale. Semplicemente la miglior Trento della stagione.

