Reyer da sballo: Virtus rimontata ed all'inferno, è finale!
Rimonta epocale degli oro-granata, che con un super ultimo quarto chiudono la serie e volano in finale scudetto 7 anni dopo!

Non ci sarà nessuna Gara 5: una Reyer da sballo rimonta ferocemente la Virtus e la elimina in semifinale scudetto! Meritatissimo il 3-1 nella serie per i ragazzi di Spahija, che in una Gara 4 leggendaria rimontano 12 punti di distacco negli ultimi 10' e tornano 7 anni dopo in finale scudetto. Cole, Parks e Tessitori devastanti, Bowman incisivo, la forza del gruppo spegne ogni idea bianco-nera.
Era dal giugno 2019 che la Reyer non arrivava in finale, da quella che era la squadra allenata da De Raffaele e che aveva in Bramos il suo capitano. Oggi non è rimasto niente di quel gruppo storico, ma quanto fatto ieri sera in Gara 4 dai ragazzi di Spahija è e resta qualcosa di clamoroso per i modi in cui è arrivato il colpo del ko che ha eliminato la Virtus dalla corsa alla finale scudetto. Una partita folle, equilibrata nel primo quarto, dominata nei quarti centrali dalle V-Nere e rovesciata totalmente negli ultimi 10' dalla furia agonistica oro-granata, che ha rimontato 12 punti tra la terza e la quarta sirena. I campioni in carica mostrano tutte le loro fragilità, non giocano con coesione nelle difficoltà e negli ultimi 10' perdono la possibilità di rimandare tutto a Gara 5 ed alla Virtus Arena, perdendo 90-83 con un pesantissimo -19 nel saldo punti segnati e punti subiti.
Tre in doppia cifra per gli oro-granata, trascinati dai 30 con 5 rimbalzi, 5 assist e 31 di valutazione di RJ Cole, dai 22 di Amedeo Tessitori e dai 17 con 5 rimbalzi e 4 assist di Jordan Parks. Quattro in doppia cifra per le V-Nere: 19 con 9 rimbalzi di Niang, 17 a testa per Morgan ed Edwards (6/19 dal campo per quest'ultimo) e 14 per Diouf.

Energia, coesione, resilienza: è una Reyer da finale!
Una partita strana, dai due volti. Equilibrata per poco più di un quarto, dominata dalla Virtus nel secondo e terzo quarto a livello tattico e di pulizia offensiva, rovesciata nel quarto periodo dall'energia straripante della Reyer. I campioni in carica si arrendono nel finale e salutano i playoff in anticipo, seppur con pieno merito. Che le V-Nere avessero problemi lo si era visto già nella serie contro Trento, dove erano crollati pesantemente in una Gara 3 a senso unico e dal quale era emersa una reazione più di pancia che tattica-tecnica nelle successive prestazioni. La serie contro Venezia ha confermato le difficoltà sin da Gara 1 (eccezion fatta per Gara 2), con Gara 3 sfuggita pesantemente negli ultimi 10' e Gara 4 che se si vuole analizzare il tutto è anche peggio per come è stata persa, visto che al 30' i padroni di casa erano a -12.
Bologna ha fatto tutto bene nei due quarti centrali, comandando le operazioni per energia, aggressività, selezione di tiro e concretezza, dando sempre qualche piccola spallata al match ma senza realmente “uccidere” sportivamente parlando le speranze di rimonta di una Reyer sì in difficoltà, ma non fuori dal match mentalmente. L'avvio di ultimo quarto ha riaperto le ferite bianco-nere che sembravano potersi cicatrizzare, soprattutto mentalmente: da lì paura ed incertezze hanno preso il sopravvento, con la squadra che si è mostrata scollata nell'organizzare il tentativo di reazione al furore oro-granata. Tessitori ha guidato la reazione con energia, carattere e presenza fisica ben coadiuvato dalla leadership e dalla qualità di Cole e Parks, devastanti negli ultimi 10' con 22 punti combinati (12 il play e 10 l'esterno), il resto l'ha fatto la grande forza mentale di Bowman, devastante con le sue accelerazioni al ferro. La certezza lagunare si chiama Amedeo Tessitori, vero pilastro ed ultimo baluardo: il capitano ha realizzato altri 22 punti con un'altra prestazione offensivamente e difensiva pazzesca. “Tex” in tal senso ha trovato enorme contributo da un Cole che quando era da vincere ha acceso i motori al massimo dipingendo pallacanestro, seguito dalla leadership e dall'enorme presenza di Bowman e Parks, due esterni totali che si prendono responsabilità e che hanno anche ieri deciso la partita.
Per quel che riguarda la squadra di Jakovljevic, quando ha giocato insieme, con coesione e qualità si è mostrata ancora fortissima e - forse - superiore, ma la mancanza di certezze e di forza mentale ha pesato veramente tanto. L'avvio di Edwards scintillante seguito dalla qualità di Morgan e dalla grande presenza di Niang e Diouf hanno messo permesso alle V-Nere di conquistare 12 punti di margine, tutti sgretolati con un ultimo periodo da 34 punti subiti. La vera chiave di volta - però - è il quinto fallo di Tessitori a circa 4' dalla fine: coach Spahija sceglie di abbassare drasticamente il quintetto, prediligendo energia, corsa, presenza nelle due metà campo ed atletismo con Cole, Bowman, Candi, Wheatle da “4” tattico e Parks da 5. Le V-Nere perdono le distanze, subiscono il talento offensivo e l'aggressività degli esterni anche difensivamente, dove Wheatle si incolla a Edwards e Bowman in coppia con Candi mandano in tilt Morgan ed Hackett: il 14-2 degli ultimi 2' manda Venezia in finale con merito.
Un risultato quello conquistato dalla squadra oro-granata che è conquistato con carattere, compattezza, presenza mentale e tanta qualità: nelle vittorie in questi playoff la squadra di Spahija ha realizzato quasi 90 punti di media, assolutamente non un caso. Nel post match il tecnico croato si è soffermato sulla voglia di non mollare mai e sull'idea di rifiutare la sconfitta della sua squadra, tutte qualità che sono emerse in questa Gara 4, anche grazie al supporto incessante di un pubblico da playoff. Con questa finale raggiunta Spahija riporta Venezia lì dove mancava da 7 anni, un risultato meritatissimo in una stagione positiva: le critiche non l'hanno scalfito minimamente, anzi. Gli applausi di ieri di tutto il pubblico sono l'immagine che vale una stagione: da poco apprezzato a tecnico che rimette la Reyer nella storia, eliminando i campioni in carica. La sliding door che vale oro. Per quel che riguarda Bologna ci si può aggrappare agli infortuni certamente pesanti, ma la pochezza mentale pesa tantissimo, soprattutto se unita ad una mancanza di coesione che nelle difficoltà è emersa pesantemente. Il tutto in un clima pesante intorno alla squadra che non ha aiutato.

