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Altra ottima prova di Wiltjer
Wiltjer tira da tre punti

Ci pensa - come spesso capita - un infinito Wiltjer! La Reyer parte male, malissimo, precipita a -16 contro la corazzata Lubiana, poi guidata dall'energia di Parks, dalla leadership di Tessitori e dal solito illegale lungo canadese rimonta punto dopo punto, sorpassa nell'ultimo quarto, reagisce al siluro di Gibson e porta a casa un successo cruciale verso il passaggio del turno

Ci pensa un canestro in post appoggiandosi dolcemente al vetro di Wiltjer a 3"2 decimi dalla sirena a regalare ad una Reyer in grave emergenza il successo sulla corazzata Lubiana: gli sloveni partono a mille, vengono rimontati ed in un finale punto a punto vengono puniti dal movimento principesco del #33 canadese, con la preghiera dall'angolo di Hurt che si spegne sul secondo ferro. Partita illogica quella del Taliercio, con gli ospiti in vantaggio per oltre 30' prima di essere ripresi, superati e battuti nel finale: una risposta importante da parte degli oro-granata, reduci dal brutto ko di mercoledì scorso contro il fanalino di coda Amburgo. In classifica ora la squadra di Spahija è quinta da sola, a due punti dal terzo posto di Manresa, prossima avversaria (in Spagna) dei lagunari.

Senza Bowman e Nikolic (infortunati) e senza Horton (gravi problemi personali) la Reyer piazza il colpaccio contro Lubiana, trascinata dai 22 di Parks, dai 19 di Wiltjer e dai 12 di un ottimo Wheatle. Per gli sloveni 19 di Gibson, 12 di Aleksej Nikolic e 10 a testa per Hurt e Stewart. Finisce 86-84

Grande impresa Reyer
La Reyer batte Lubiana all'ultimo tiro

Wiltjer, le triple e la difesa: così la Reyer stende Lubiana

Il -28 rimediato alla Stozice Arena di oltre due mesi fa è ricordo ancora fresco e descrive alla perfezione la difficoltà della partita per una Reyer che si presenta all'incrocio con Lubiana con la possibilità di sbagliare che si è assottigliata notevolmente dopo il tonfo inaspettato ed inopinato di Amburgo; a rendere - però - tutto ancor più complicato è il bollettino “sanitario” che arriva dal Taliercio: Bowman out, Nikolic out ed Horton che si aggiunge agli indisponibili per un grave problema personale. Tre assenze pesantissime che tolgono rotazioni, tolgono qualità e - soprattutto - privano Spahija di due pedine nel pacchetto lunghi: insolla, per vincere ci vuole una vera impresa, una di quelle partite che restano in testa per giorni. E dal Taliercio la tanto vituperata impresa arriva con qualità, cuore, carattere, ardore ed una difesa inespugnabile per oltre 25'. Dal 19-35 del 11'35" gli oro-granata incassano 49 punti in 28'25": un capolavoro tecnico, tattico e mentale che riconcilia il pubblico lagunare con la squadra dopo la partita di Amburgo di settimana scorsa.

Rispetto alla squadra “piatta", distratta, abulica e con poca testa vista ad Amburgo questa di stasera sembra essere tutta un'altra Reyer, quantomeno dopo il primo quarto. Che le tre assenze pesantissime abbiano ulteriormente compattato il gruppo è possibile, ma va anche detto come gli oro-granata raramente hanno sbagliato due partite consecutive. Nei primi 12' - però - si ha una versione senza ritmo, tremendamente fragile in difesa ed imprecisa nelle letture offensive: che sia per lo stop del weekend o per la difficoltà nel dover giocare senza tre pedine fondamentali non è dato saperlo, sta di fatto che l'avvio è tutt'altro che incoraggiante, con Lubiana che dimostra tutto il suo strapotere fisico, tecnico e di organizzazione di gioco. Da quel momento - però - cambia tutto, perché possesso dopo possesso i padroni di casa si rimettono in carreggiata, trovano fiducia in difesa, in attacco alzano notevolmente la qualità ed ecco che da partita a senso unico tutto si trasforma in partita più che aperta.

Nel secondo tempo il copione è lo stesso: oro-granata in fiducia offensiva, in ritmo e bravissimi nel trovare sempre le giuste soluzioni, punendo dall'arco con continuità ed attaccando in post con la fisicità di Parks e la qualità di Wiltjer. La metà campo difensiva è quel fulcro da dove parte tutto, anche se la sbandata sugli 8 consecutivi di Gibson rischia di costare caro: l'esterno - però - viene messo in ghiacciaia da Mitrovic troppo presto e quando torna in campo c'è un Wheatle in versione “stopper" su di lui, con conseguente uscita di scena dal match (unica eccezione il jumper per la parità a quota 84). Ecco, la vittoria di oggi parte tutta da lì, dall'energia infinita di Parks e dell'inglese, che segna, stoppa, corre, sbuffa e difende come un ossesso, dalla qualità offensiva dello stesso vice-capitano con la #22, dall'apporto cruciale di capitan Tessitori e di due risorse reattive come Lever e Candi, dal talento infinito di un Wiltjer clutch e cattedratico nel selezionarsi lo spicchio di campo in post, cucinandosi Hurt e tirandogli in testa con il gancetto destro appoggiato al vetro dolcemente e dalla difesa rabbiosa del ferro che frutta 6 stoppate. Alla fine con il quintetto “bonsai” (Parks da 4 ed il canadese da 5) la vittoria arriva: una scelta tattica importante e coraggiosa che paga dividendi, selezionando attacchi al ferro e le triple che entrano con grande continuità visto il 68.8% di fine partita (11/16). La vera chiave di volta però sta tutta nel cuore, nel carattere e nella volontà di non arrendersi davanti a nulla: il marchio Reyer su una notte da Leoni.

Grande partita di Parks
Parks attacca il ferro con energia
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