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Peppe Poeta durante un timeout contro Cantù

Successo abbastanza netto per l'Olimpia sul parquet di Desio, casa ancora di una Cantù che francamente è poca, pochissima cosa.

L'atmosfera è sempre quella dei derby, sebbene la qualità sia ben lontana dai duelli Peterson-Bianchini ed ovviamente anche la passione ne risenta in parte.

La gara: equilibrio, poi Milano impone la diversa categoria

Cantù parte bene, Milano pare svogliata e l'immagine principale arriva da un Moses Wright che prima non attacca Moraschini in post basso e poi decide ancora di scaricare quando si trova ad un metro dal ferro che dovrebbe portarsi a casa con una certa facilità.

Sul 31-23 per i padroni di casa è il quintetto più inatteso di Milano a piazzare un 15-6 che rimette le cose a posto: sul parquet contemporaneamente Flaccadori, Ricci ed Akele ad alzare quell'intensità che era mancata in precedenza.

Stupisce non poco il fatto che a metà gara l'Olimpia sia avanti solo di 4 punti dopo aver tirato 7/11 dall'arco: di solito una percentuale simile garantisce divari ben più ampi.

Cantù perde troppi palloni (16 alla fine), prova a restare attaccata nel terzo quarto ma il 64-72 di fine periodo è quasi una sentenza, che va in giudicato negli ultimi 10'.

82-95 il finale.

Olimpia, un passettino avanti ma non può bastare

E' ovvio che rispetto a quanto visto sino a 10 giorni fa la squadra milanese mostri qualcosa di decisamente migliore, tuttavia non si può dimenticare che tutto ciò non fosse difficile, visto il nulla assoluto precedente.

Non dispiace l'aggressività di Thompson (era ora), piace Guduric, uno che se avesse continuità in assoluto sarebbe tra i primi 5-10 di Eurolega, così come conferma il discreto momento RJ Cole. Bolmaro riemerge a sprazzi dal torpore recente come Devon Hall, mentre il gregariato da segnali ed apporto.

Tutto questo rappresenta un momento che potrebbe far ben sperare ma è doveroso pensare che tra poco più di 48 ora al Forum arriva Valencia, che con tutto il rispetto non è Cantù.

Ed allora servirà alzare il livello e mostrare che anche di fronte ad avversari di ben altra portata la strada intrapresa da qualche giorno è quella giusta, ben sapendo che il ritmo “taronja” può travolgere chiunque, in primis la difesa  balbettante della Milano europea.

RJ Cole, uno dei migliori nell'inizio di stagione milanese
RJ Cole (X Olimpia Milano)

I gregari vanno, ma servono i protagonisti altrimenti è notte fonda 

L'idea era chiara dopo Atene e riceve una sostanziale conferma anche nell'impegno del derby: ci vuole di più e quel di più deve arrivare da chi l'Eurolega l'ha giocata da protagonista alle ultime stagioni.

Ad oggi RJ Cole e Burnell sono probabilmente il meglio espresso da Milano e questo è un bel segnale poichè dimostra come due profili su cui c'erano tanti dubbi possano comunque appartenere al mondo di Eurolega.

Deve però essere chiaro a tutti che se i due ex Venezia e Brescia rappresentano il meglio che l'Olimpia possa offrire oggi, alla massima competizione continentale non vai lontano, o meglio non vai da nessuna parte.

Loro possono essere una prelibata ciliegina su una torta il cui impasto fondamentale però deve chiamarsi Guduric, Peters, Wright, Hall e Bolmaro.

Il lavoro chiave di Poeta deve essere quello di portare al miglior rendimento questi giocatori che non sono campionissimi, ma sono ottimi atleti che hanno ampiamente dimostrato di valere il livello alto in Eurolega. 

L'ho chiesto proprio a Peppe ieri sera  e la sua risposta ha confermato il concetto: «Certo, devo trovare il modo di far rendere al meglio questi giocatori, la nostra stagione passa da loro».

Panchinandoli quando si rendono impresentabili, mi viene da dire, ma con la consapevolezza del loro valore e del fatto che Milano dipenda da come si esprimono e vengono gestiti in partita come in allenamento.

Mercato? Forse si cercava un profilo, ora ne servono due?

Durante la conferenza stampa Poeta ha confermato che il problema di Booker è una cosa seria, lasciando scappare la parola “mesi”.

Cambiano quindi le prospettive per l'attività sul mercato? Pare quasi evidente, perchè con la sola coppia Wright-Diop sotto sei troppo corto. Tutto questo, va detto, in attesa del referto sul problema tendineo: una volta avuta la conferma di quei “mesi" sarà mercato, prima è necessario averne certezza nella speranza che proprio quei mesi possano magari tramutarsi in “settimane”.

Resta l'idea del Coach di aggiungere un giocatore che crei vantaggi, che sia in grado di fare canestro quando il possesso ristagna, tema confermato dallo stesso Poeta, a precisa domanda, con un chiarissimo «Il tipo di giocatore lo conoscete, ma dovete chiedere a Baiesi ed a Christos, sono loro che fanno mercato, a me vengono proposti dei nomi».

 

 

 

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