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Milano batte Reyer ed è campione
Milano è campione d'Italia

Milano non sbaglia in Gara 4 in un Taliercio strapieno: il cuore della Reyer regge a lunghi tratti, prima di essere sopraffatto dalla profondità, fisicità e qualità dell'Olimpia. Per le scarpette rosse è il tricolore numero 32, per Venezia ci sono gli applausi di una stagione conclusa comunque alla grande, al di là del tricolore. Tanto il carattere della formazione di coach Poeta, che ha risposto colpo su colpo a Tessitori e Cole in particolare.

Non basta un grande, grandissimo cuore alla Reyer. In un Taliercio completamente esaurito Milano chiude i conti ed alza al cielo lo scudetto numero 32 della sua storia. La partita si chiude tra gli applausi del pubblico, che ha riconosciuto la superiorità milanese ed il gran carattere mostrato dai ragazzi di coach Spahija nonostante le rotazioni ridotte. Finisce 72-86, con gli ospiti capaci di comandare i quarti centrali grazie ad un 36-49 che spezza l'equilibrio di questa Gara 4. Titolo numero 3 in Italia in questa stagione per le scarpette rosse dopo Supercoppa e Coppa Italia: è - soprattutto - il secondo titolo da head coach per Poeta.

Recuperato RJ Cole dalla scavigliata nel finale di Gara 4 la Reyer ha avuto un ottimo impatto dallo stesso play americano (17 punti con 8 rimbalzi e 5 assist in 34') oltre che dal solito commovente Tessitori, alla seconda doppia doppia in 48 ore (15 con 10 rimbalzi per il capitano). In doppia cifra anche Parks (10 punti) e Bowman (12). In casa Milano 15 a testa di Brooks e Guduric, 12 di un Shields a corrente alternata e 10 con 8 rimbalzi di un Nebo presente e solido.

Milano è campione d'Italia
Milano espugna Venezia ed è campione

Profondità, qualità, energie: Milano torna campione

Torna campione Milano. Il verdetto del 18 Giugno dalla Gara 4 del Taliercio è netto ed inequivocabile: le scarpette rosse hanno conquistato lo scudetto numero 32 della loro storia sul campo - inviolato fino a questo momento - di una Reyer coraggiosa, valida avversaria e meritevole di esser arrivata fino in fondo. A decidere questa G4 in laguna è certamente la profondità, la qualità e l'energia rimasta nel serbatoio dell'Olimpia: le rotazioni molto più profonde a disposizione di Poeta hanno fatto la differenza, così come la qualità, la fisicità e le energie rimaste nel serbatoio. La sensazione dalle tribune di questa sfida è che Venezia è rimasta in partita fino a quando le energie fisiche e nervose glielo hanno consentito e fino a quando non è entrata in partita definitivamente la coppia Brooks-Guduric. Il primo ha tenuto la barra dritta per le scarpette rosse con tre triple in fila (una da 8 metri paurosa), il secondo ha affossato le residue speranze di rimonta lagunare negli ultimi 6' con dei canestri da fuoriclasse quale realmente è.

Un tricolore meritato per l'Olimpia, che torna sul tetto d'Italia 2 anni dopo, stavolta battendo Venezia in una finale dominata per ampi tratti ma anche bella e piacevole per tanti altri. MVP di queste finali è Brooks, realmente immarcabile nel terzo quarto con 12 punti: l'esterno americano chiuderà con ogni probabilità qui l'esperienza milanese, ma lo fa con una prova di grande qualità e lucidità. A fare la differenza nei momenti cruciali è la presenza a rimbalzo: le tante carambole offensive concesse a Ricci e compagni hanno spesso fruttato canestri da 2 o da 3, tagliando le gambe a Venezia. Nel finale le scarpette rosse non hanno tentennato od avuto paura a differenza della Virtus in G4 di semifinale, sfruttando certamente qualità, profondità e lucidità. Shields (fischiatissimo), Ellis e Guduric hanno cucito il tricolore 32 sulle canotte di una Milano più forte.

Guduric al tiro
Guduric al tiro dai 5 metri

Reyer: cuore ed un Tessitori commovente non bastano

Non basta il cuore alla Reyer. Se ne riparlerà, ma oggi la squadra di coach Spahija ha dato fondo per l'ennesima volta in questi playoff a tutte le energie fisiche e nervose a loro disposizione. Commoventi gli oro-granata nel provare a restare in partita in tutti i modi in una ripresa vissuta letteralmente con l'ossigeno a dir poco scarseggiante, battuti a rimbalzo (dato cjiave in tanti frangenti) ma realmente mai naufragati. Si è detto a lungo di una squadra che sarebbe stata vittima sacrificale, che contro Milano non avrebbe visto palla, che si sarebbe sciolta. Nulla di tutto ciò, perché dopo due uscite complicate (anche e soprattutto per meriti totali dell'Olimpia) gli oro-granata hanno dato fondo ad ogni singola goccia di energia, giocando una meravigliosa Gara 3 ed una Gara 4 di carattere e cuore oltre che di intensità, almeno fino a quando hanno retto. Al di là di qualsivoglia analisi tattica o tecnica che - probabilmente - in una serata così è perfettamente inutile e superflua gli oro-granata sono usciti applauditi dal suo pubblico, consapevoli di aver dato l'anima e di aver messo paura magari parzialmente a chi era più forte.

E la Reyer lo ha fatto con le sue idee, la sua qualità, i suoi 1vs1, la sua fisicità e la sua energia. Con un Cole recuperato ma non al 100% (super anche oggi), con un Wiltjer in grave difficoltà dietro ma lucido davanti, con un Parks partito a mille e poi crollato nella ripresa per mancanza di energie, oltre che con un Tessitori semplicemente debordante, ancora in doppia doppia e meritevole certamente di un premio “MVP af honorem” per i playoff disputati. Il capitano è stato l'ultimo a mollare anche con un sopracciglio rotto, ma sempre presente dietro e davanti, a metterci cm e kg contro Nebo e Diop, non proprio i due clienti più facili del campionato. Le lacrime di “Tex” sono forse - oggi - le lacrime oro-granata. Ma sono lacrime di orgoglio, carattere, senso di appartenenza. A chiudere, una nota, sempre di casa veneziana: se si vuole mantenere questo livello occorre qualcosina in più. Chris Horton (redivivo in Gara 3 ma insufficiente in stagione) e Denzel Valentine (impalpabile nel 90% della stagione) sono stati di fatto due giocatori in meno d'impatto e nelle rotazioni, con i vari Wiltjer, Tessitori, Bowman e Cole costretti agli straordinari. Entrambi gli americani sono usciti bocciati (gravemente) da Gara 4 per rendimento: già competere con le scarpette rosse è quasi impossibile, se poi si regalano 2 americani è davvero fuori logica. Restano - comunque - gli applausi - per la stagione.

Tessitori in attacco
Tessitori in azione offensiva
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