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Zeljko Obradovic commenta il successo di Madrid

La sfida di Madrid premia il Pana ma per nessuna ragione al mondo ridimensiona un Real che ha lotttato in condizioni di assoluta emergenza ed ha pienamente dimostrato di valere il meglio di Eurolega.

Real v Pana è decisa da un Nunn incredibile che ne mette 33 di cui 23 nel solo quarto periodo, con il principale aiuto del solo Lessort.

112-115 (OT) il finale di una gara che ha sostanzialmente detto che oggi Madrid è più squadra mentre i rivali greci sono attualmente molto legati alle individualità, situazione comprensibile viste le lunghe assenze di tasselli fondamentali del mosaico.

Nunn e Lessort, grandi protagonisti della gara di Madrid

Pedro Martinez e Zeljko Obradovic hanno parlato così al termine della gara.

Pedro Martinez: Orgoglio per la nostra prestazione

«I ragazzi hanno messo in campo tutto. Alla fine è una sorta di testa o croce con piccoli dettagli che indirizzano la gara da una parte o dall'altra».

«Abbiamo lottato al meglio. Nella prima parte loro sono partiti forte cerando una differenza importante ma abbiamo reagito tornando a contatto negli ultimi minuti prima del riposo lungo. Abbiamo poi ulteriormente reagito al loro tentativo di fuga nel secondo tempo con carattere e mentalità». 

«Abbiamo cercato di restare fedeli alla nostra identità e questo è motivo di soddisfazione. Come sempre ci sono cose che dobbiamo migliorare».

«Il Pana è una grande squadra ed il nostro modo di competere è stato molto buono».

Zeljko Obradovic: Abbiamo vinto ma c'è da lavorare

«E' stata una notte di pallacanestro emozionante, il supplementare dimostra che ognuna delle due squadre avrebbe potuto vincere. Complimenti ai miei giocatori per una vittoria importantissima ma anche al Real per il modo in cui ha giocato».

«Non so perchè si parli di 2 sconfitte durissime prima di oggi perchè è una stagione in cui tutto può accadere. Con l'Efes è stata una cosa, con l'Aris un'altra quando abbiamo segnato 91 punti sbagliando 12 triple e perdendo 20 palloni. E questo è ciò di cui abbiamo parlato, ovvero comprendere che c'è grande potenziale ma che dobbiamo gestire meglio il pallone».

«Abbiamo vinto, ci sono tante cose belle che ci portiamo a casa ma ce ne sono tante altre su cui dobbiamo lavorare e che non sono andate come volevamo». 

«Non mi era mai successo sinora in carriera di avere  un giocatore con più partite che allenamenti. Kendrick non ha fatto la preparazione, ha giocato la prima gara con noi dopo mezzo allenamento ed ovviamente non è facile per lui. E' una persona che ama il gioco, lavora duro anche da solo con diversi allenatori e tutti sanno di quanto talento dispone».

«Dobbiamo avere pazienza con Kendrick come con Sloukas, dopo 2-3 mesi di assenza serve tempo per mettere a punto la chimica e portare i giocatori al miglior stato di forma».

 

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