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A guardare soltanto il punteggio si avrebbe un'idea molto lontana da quello che è stato davvero gara1 dei quarti playoff tra Real Madrid e Hapoel Tel Aviv. La squadra di Scariolo si impone per 86-82, alzando le mani del manubrio nei cinque minuti finali in cui realizza appena 4 punti (nessuno negli ultimi 2:43), senza però che la formazione israeliana riesca a tornare più vicina del -4 finale fissato dalla tripla di Blakeney. Un paio di ingenuità finali hanno portato gli uomini di Itoudis a tirare due volte per il -1, senza successo. E visto come si era sviluppata la partita, per il Real sarebbe stata davvero una beffa di proporzioni catastrofiche.

Il Real Madrid si prende il punto dell'1-0

Sì, perchè per il resto si è trattato di un sostanziale monologo. Rotti gli indugi dell'equilibrio iniziale con tre bombe dell'incontenbile Campazzo (in doppia cifra già nel primo quarto), i padroni di casa hanno poi stabilmente viaggiato con un vantaggio in doppia cifra: il più classico degli elastici, sempre tra il +10 e il +20, mai con l'impressione concreta che l'Hapoel potesse davvero produrre uno strappo in grado di cambiare la partita. Il tutto nonostante l'infortunio di Tavares, in campo solo per i primi 3' per un problema al ginocchio si spera di lieve entità (a fine primo tempo si fermerà anche Elijah Bryant dall'altra parte).

Con un'inerzia così prolungata, il Real ha inconsciamente pensato che almeno per stasera potesse bastare. E invece il calo finale qualche minimo rischio lo ha provocato, considerando la roboante serata di Blakeney (26 a referto, 8 negli ultimi tre giri d'orologio) e un Hapoel perfettamente calato nella parte di vittima che sembra al tappeto e invece tira fuori un ultimo sussulto d'orgoglio. Ma per essere competitivi in gara2 servirà tutt'altra prestazione.

Protagonisti e assenti ingiustificati

Indiscutibile la palma di MVP per un Facundo Campazzo d'annata: 21 punti con 6/9 dall'arco per l'argentino, stasera in formato realizzatore più che regista. Ma è stato tutto il Real a girare come un orologio: 21 assist di squadra, soltanto 8 palle perse, altri tre in doppia cifra (Lyles, Hezonja e Deck) nelle solite sterminate rotazioni madridiste anche senza il pivot titolare. Sull'altra sponda, pesa ovviamente come un macigno la non-partita di Bryant (0 in 11' prima dell'uscita per problemi fisici), ma l'attacco si è in generale retto su quattro soli pilastri: dietro il già citato Blakeney soltanto uno strepitoso Oturo da 20+17, Micic in versione croce e delizia (15 punti e 7 rimbalzi, ma anche 6 palle perse) e i 14 con 8 assist di Chris Jones. Il resto della truppa ha prodotto appena 8 miseri punticini.

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