Inferno e ritorno: L'Olimpia sfiora la rimonta, ma non basta. Vince Dubai
Milano flirta con il fondo prima di lanciarsi in un tardivo rientro. Bacon guida la truppa di Pascual al Forum.

Quarta sconfitta consecutiva per l'Olimpia in Eurolega. Anche Dubai passa a Milano, 97-101 con un Bacon da 29 punti. La squadra di Poeta sprofonda per punteggio e atteggiamento in campo, prima di risalire fino anche al -2 nell'ultimo minuto.
Il match
Non che fosse stato criptico post Real, emblematico anche il quintetto. Poeta lancia Cole, Burnell e Mathews in quintetto. Non si cancellano le problematiche tecniche coi messaggi, ma l'Olimpia è incoraggiante come decisione. Cole e Mathews partono con convinzione (18-7) con la seconda rubata da rimessa dell'ex Venezia.
Dubai ha ambizione e soprattutto talento. 16-0 con la firma di Bacon (14 nel primo quarto) e Milano ricade in attacchi statici e senza ritmo, proprio col cambio di quintetto. Peters e Thompson, rifiutano qualche occasione, Bolmaro no e tiene vicina la squadra di Poeta, nonostante i 29 punti subiti (23-29).
Bolmaro mette aggressività e ha quel senso di urgenza della transizione che serve a Milano a sviluppare l'attacco. Ne segna 11 prima di commettere il terzo fallo che lo riporta in panchina. Milano non è guarita, Okobo la punisce anche oltre i demeriti biancorossi, ma rimane in scia di Dubai e soprattutto si guadagna, tra qualche mugugno, gli applausi di un Forum ancora lontano dal sold-out.
Dubai è solida, trova punti sempre, Milano non trova stop difensivi. La squadra di Pascual colpisce con Kabengele al ferro ed è di nuovo avanti di 14 (38-52). L'Olimpia si riavvicina con i liberi di Mathews, bravo a subire il quarto fallo su tiro dall'arco. Il problema all'intervallo, tra i tanti però rimangono i 56 subiti.
L'intervallo ancora una volta non porta consiglio. Come contro Madrid, Milano sembra anestetizzata. 14-4 e l'Olimpia sprofonda a -17 (56-70). Bacon ha un altro momento di onnipotenza offensiva, Dubai è 80-60. La partita sembra sepolta. Milano ha una reazione. Parziale di 10-0, ma è Blossomgame a sistemare le cose richiuderla volando sopra il ferro sui due lati. Una timida reazione, tardiva, ma che sistema il punteggio e forse può dare una base per provare primo passo in avanti. Dubai esce con la vittoria ma anche la preoccupazione per Shengelia, impalpabile e uscito zoppicando.
Le chiavi
Una squadra che prova a metter, qualcosa in più, ancora in maniera non troppo ordinata e continua. Una squadra debole mentalmente, che crolla e mostra tutto il peggio. Ancora più inspiegabile, per certi versi, la reazione finale. Approfittando certamente di una Dubai più soft, ma finalmente mettendo in campo un po' della determinazione che richiede Poeta.
Ancora una volta la difesa sembra per lo meno confusa. Diverse soluzioni provate, quasi tutte con scarsi risultati. Wright spesso in mezzo ai pick and roll, cambi con poca aggressività, ricezioni profondissime, inviti a nozze per i lunghi emiratini.
Il tiro da 3. 26% dall'arco, 15 all'intervallo. Di certo figli di una costruzione carente, ma anche un dato da migliorare, con Peters e Mathews che nel finale han dato speranza a quella che può esser un'arma fondamentale per aprire le difese e creare vantaggi.
I protagonisti
Bacon. L'ex Monaco è caldissimo, segna 17 punti (con un errore dal campo) nel primo tempo. Delirio di onnnipotenza anche nella ripresa, tre triple pressochè consecutive a sigillare la vittoria. Saranno 26 finali con 6/6 dall'arco. Nota di colore, non è il suo career high contro Milano (31 in maglia Pana nel lontano 2022 ad Oaka). Partita che esalta il talento della guardia americana, un clinic di 1vs1 per larghi tratti del match. 18 punti anche Kabengele e 14+6 rimbalzi e due giocate importanti nel finale.
In casa Olimpia si conferma la crescita di Garrison Mathews. 11 tutti dalla lunetta nel primo periodo. Litiga col ferro per lunghi tratti, ma è forse la miglior immagine per coach Poeta. Intenso, deciso e da buon tiratore, ostinato nel prendere i tiri che son da prendere, di fatto, premiato nel secondo tempo trovando il fondo della retina più spesso. Bravo a creare vantaggi, muovendosi e cercando di giocare sui vantaggi delle uscite. Sono 21 finali per lui. Numeri positivi per Wright e Peters, partita molto più in chiaroscuro come percezione. 16 senza errori per il passaportato macedone, 12+8 rimbalzi per l'ultimo campione d'Eurolega. Entrambi con un buon finale di partita, che sarà fondamentale replicare già da domenica con Napoli.

