Il Baskonia e Paolo Galbiati, una situazione assurda
La situazione che coinvolge l'allenatore italiano per la prossima stagione è francamente incomprensibile, tra i dubbi del Baskonia e la scelta del Barça.
Il Baskonia ha chiuso al stagione 2025/26 archiviandola come la migliore dal 2020, quando si vinse il titolo di Liga nella bolla di Valencia, grazie al successo in Copa del Rey dopo 20 anni ed un campionato la cui fase regolare è terminata con il terzo posto prima dell'uscita ai quarti nei Playoffs contro Badalona (squadra sfinita, roster corto: vi ricorda qualcosa di simile negli ultimi anni baschi?)
Da mesi ed incredibilmente anche dopo il trionfo in Copa con vittime illustri come Barça e Real tra semifinale e finale, i dubbi della dirigenza basca sulla permanenza di Paolo Galbiati in panchina sono diventati più che pubblici. Proprio nei giorni della Copa il presidente basco Querejeta parlava di buon lavoro senza dimenticare che l'Eurolega stesse andando male. Oggi si vive uno stato di cose assai particolare con il club che si barcamena tra formali certezze social ed insicurezze obiettive.
Cosa possiamo attenderci nei prossimi giorni, magari già entro questa settimana? Quale futuro per il Coach italiano idolatrato dalla tifoseria basca? Chi siederà sul pino di Vitoria al via della prossima stagione? C'è il rischio di un'estate fatta di settimane di dubbi ed attese come già avvenuto lo scorso anno quando tardò indìcredibilmnte l'uscita di Pablo Laso?
Paolo Galbiati ed un contratto che parla chiaro
Il contratto che lega Paolo Galbiati al Baskonia è un 1+1 con possibilità di uscita al termine della prima stagione soltanto a favore del club.
Ora, il primo anno è trascorso ed il club vitoriano deve decidere cosa fare entro il 4 di luglio. Se vuole proseguire con Galbiati non deve fare nulla, se vuole separarsi dovrà comunicarlo entro questa settimana. Lo dovesse fare oltre questo termine si vedrà costretto ad onorare il salario pattuito con il Coach ex Trento.
E fin qui parrebbe tutto semplice e lineare. Parrebbe…
I dubbi della proprietà del Baskonia sul futuro di Galbiati
Da molte settimane, meglio dire mesi, l'agenzia che rappresenta Galbiati ha bussato alla porta del Baskonia per capire cosa potesse avvenire proprio in questi giorni.
Le risposte sono state formalmente chiare ma in realtà lacunose negli stessi dubbi che le accompagnano. C'è un contratto ma non c'è la volontà attuale di estendere il contratto, cosa che sarebbe gradita ovviamente all'allenatore, perchè permangono i dubbi della proprietà, rappresentata dallo stesso Josean Qerejeta, plenipotenziario presidente del club ed ex giocatore dello stesso Baskonia, del Real e di Zaragoza.
In sostanza non si è sicuri del lavoro del Coach italiano al punto da allungare l'accordo per ulteriori due anni almeno. Ma si deve fare anche i conti con una piazza che si è legata a doppia mandata al suo “capo” e che digerirebbe assai male un esonero dopo tanti anni di delusioni. Ecco che allora fra passare il tutto come una sorta di volontà di uscita dello stesso Galbiati potrebbe fare molto comodo al club, sebbene sia chiaro che la verità è ben altra.
Legittimo avere dubbi su un allenatore da parte di una proprietà, ci mancherebbe, non fosse che intervengono ulteriori dettagli che cambiano di molto le cose.

Il Barça vuole Galbiati ma il Baskonia, ufficialmente, non molla…
Ed ecco che un terzo soggetto entra in scena in questa vicenda di mercato e stiamo parlando del Barça.
Spiazzato dalla partenza di Xavi Pascual, la leggenda blaugrana su cui si doveva costruire la rinascita di un club oggi alla prese con un terzo, antipatico “nadaplete”, come chiamano in Spagna le stagioni senza titoli, il Barça ha individuato nell'allenatore di Vimercate l'uomo per la panchina.
Situazione particolare perchè anche a Barcellona le cose non stanno benissimo a livello di chiarezza: azzerata la dirigenza con l'uscita di Navarro e Cubells, il primo nome cui si è pensato è Xevi Pujol, dirigente manresano in forza proprio la Baskonia questa stagione, profilo giovane e dinamico che non facciamo fatica a pensare possa aver indicato proprio Galbiati, con il quale ha fattivamente lavorato questa stagione. Anche riguardo Pujol vi sarebbe un tema di uscite, buyout etc che vi risparmiamo a favore di una maggior chiarezza.
Ed allora tornando alla sostanza, il Barça vuole Galbiati, che ha contratto con il Baskonia ma che non gode della totale fiducia della proprietà basca che, ad oggi, ha affidato tutte le operazioni di mercato al trio formato da Salazar, Cazorla e Fernandez, tutti profili assai vicini alla proprietà e, se vogliamo, anime storiche del Baskonia.
Cosa ti fa a questo punto il Baskonia? Un post su X, proprio nelle ore che palesano l'interesse catalano, in cui si parla di «proseguire costruendo insieme». L'utilità di questo post se non un semplice avviso social al Barça a sottolineare come si chieda del denaro per liberare l'allenatore?
Il tutto seguito due giorni dopo da un'altra comunicazione social con le vecchie parole di Galbiati che riguardano la connessione con il popolo baskonista ed il post stesso che recita «Tutti qui! Continuiamo a scrivere altre pagine».
Vai a capire… perchè l'intrigo sembrerebbe di facile risoluzione: Galbiati va dove è richiesto ed il club basco risolve i suoi dubbi cambiando in panchina. Semplice, no? E no, proprio no…
La reale volontà del Baskonia
Appare molto evidente come il Baskonia, dubbioso su Galbiati, voglia semplicemente mettere sul piatto un contratto che c'è ed ha efficacia, in modo da ricavare qualcosa a livello economico dall'uscita del Coach.
Ne deriva una richiesta di “buyout” al Barça del cui importo esatto non siamo a conoscenza ma che sappiamo non essere bruscolini e che di conseguenza passa la palla al club catalano.
L'alieno che giungesse oggi su questo pianeta e che venisse a conoscenza della storia si chiederebbe semplicemente perchè il Baskonia non accetti semplicemente l'uscita di un allenatore in cui non ripone totale fiducia, si stupirebbe dei citati tweet (ok, post di X…) quando quella fiducia in realtà traballa, vorrebbe capire che senso ha il rinnovo di Pablo Pin, vice di Galbiati, proprio in questi giorni… Insomma si chiederebbe tante cose logiche e forse arriverebbe ad una semplicissima conclusione: contano solo i soldi, altro che progetti.
Baskonia-Galbiati: decidere subito, altrimenti sappiamo come andrà a finire
Detto che uno scontro duro che coinvolgesse le tre parti, ovvero di due club ed il Coach nel mezzo, non farebbe bene a nessuno, ci sentiamo di dire che un intervento diretto delle due proprietà, che non ci risultano assolutamente nemiche, potrebbe e dovrebbe risolvere la questione nel brevissimo.
Laporta e Querejeta sono gli uomini che possono mettere fine a questa sorta di telenovela estiva, una delle tante del mercato.
Anche perchè se non si arrivasse ad un chiarimento pressoché immediato, ci verrebbero in mente tante situazioni simili che abbiamo già vissuto. Un club che continua con un Coach su cui ha dei dubbi ed al primo momento di difficoltà tra fine settembre e fine ottobre, ecco l'esonero o la separazione. Ricordate Schiller a Kaunas, piuttosto he Sfairopoulos a Belgrado o Messina a Milano come alcuni casi recenti assai esplicativi? Ed è successo così tantissime volte anche in altri sport, a partire dal calcio, è storia vecchia come il mondo.
Quindi l'auspicio è che si decida in questi giorni e che lo si faccia nella forma più logica: chi ha dubbi non si senta obbligato a continuare, chi non ne ha possa dar corso al suo programma e chi sta nel mezzo possa fare il suo lavoro senza diventare un peso per nessuno o, ancor peggio, il prigioniero di una gabbia da cui verrà liberato solo quando sarà troppo tardi.
