Virtus, esordio amaro per Jakovljevic: Parigi passa 103-82
Il cambio in panchina non sortisce l'effetto sperato. I francesi dominano al PalaDozza, infliggendo una dura sconfitta alle V Nere. E Venerdì arriva il Valencia
Non c'è stata la scossa tanto attesa. La prima uscita della Virtus Bologna sotto la guida di Nenad Jakovljevic, subentrato a Dusko Ivanovic proprio alla vigilia del match, si chiude con una pesante sconfitta casalinga. Al PalaDozza, il Paris Basketball si impone con un netto 103-82, dominando l'incontro e spegnendo sul nascere le speranze di un immediato riscatto bianconero.
Il clima caldo e le attese generate dalle parole del DG Paolo Ronci non sono bastati a mascherare le difficoltà di una squadra ancora visibilmente scossa dalle recenti "dinamiche di spogliatoio". Il Paris Basketball ha approfittato fin da subito delle incertezze dei padroni di casa, imponendo un ritmo forsennato e trovando grandissima fluidità in attacco, confermandosi una delle migliori formazioni offensive di questa Eurolega.
Per le V Nere, la difesa ha concesso troppo e l'attacco ha proceduto a fiammate, senza mai riuscire a ricucire un gap che si è dilatato quarto dopo quarto fino al -21 finale. Coach Jakovljevic, nonostante la profonda conoscenza del gruppo, non ha avuto il tempo materiale per registrare i meccanismi difensivi e restituire serenità a un roster apparso contratto.
Il messaggio arrivato dalla dirigenza prima della palla a due era chiaro: affrontare il finale di stagione con senso di responsabilità. La prestazione di questa sera dimostra però che il lavoro da fare per ritrovare la bussola è ancora lungo. Archiviata un'Eurolega ormai avara di soddisfazioni, la Virtus è ora chiamata a voltare definitivamente pagina per compattarsi in vista del vero traguardo rimasto: la difesa dello scudetto in campionato.
La partita
Ritmi serrati a inizio gara, la Virtus sfrutta la fisicità sotto canestro di Diouf e Niang, ma subisce le iniziative individuali dei francesi, con Hifi e Robinson che mettono in difficoltà la difesa con le loro serpentine al ferro. Corre tanto la squadra di Thomas che conquista ottimi rimbalzi offensivi e mette sotto le V nere che a metà quarto sono già costrette a rincorrere (7-13). L’ingresso di Jallow e Smailagic cambia l’inerzia, con il serbo convincente sia nel pitturato che dall’arco ed il tedesco che manovra l’attacco, i parigini fermano il gioco dopo l’8-0 di parziale per i bolognesi (15-13). Ritmi elevati nel finale, con le percentuali che si alzano. Matt Morgan entra e sigla subito 5 punti, molto più attivo il numero 30 rispetto a Carsen Edwards. Primo quarto finisce sul 20-19.
Jallow ed Alston aprono il secondo quarto con due triple, ma Parigi risponde con Ouattara ed Hommes, ed il punteggio resta in equilibrio (27-27). I due Morgan si alternano nei rispettivi attacchi, quello virtussino con le incursioni al ferro quello ospite con buone triple dal palleggio. Gli ospiti continuano a non fallire dall’arco, mantenendo elevate percentuali, e tornano avanti, punendo i cambi sistematici e la difesa a zona delle V nere. Momo Diouf ancora molto efficiente sotto canestro, innescato da Vildoza ed Edwards. Il numero 35 arriva in doppia cifra di punti pur sbagliando tanto dalla lunetta. Parigi non si ferma da 3 punti (11/23 nel primo tempo, 47%) trovando però troppi spazi dalla difesa della Virtus, con Robinson e Hifi in grande forma. Intervallo lungo sul 47-53.
Parte forte la Virtus, che torna in campo più aggressiva e lucida in difesa, ed in attacco costruisce tiri più comodi con Alston ed il solito Momo Diouf. La tripla di Edwards piazza il 7-1 di parziale che rimette la gara in parità (54-54). Meno precisa al tiro Parigi, che però trova in Herrera il protagonista di questo inizio secondo tempo. Il giocatore cileno infila due triple importanti in catch and shoot con grande lucidità. I padroni di casa si affidano a Vildoza nella gestione dei possessi offensivi, con l’argentino che garantisce più fluidità rispetto ad Edwards quando ha la palla in mano. Nel finale si ripete il copione del primo tempo, con Parigi che riprende a dominare nei rimbalzi offensivi e nelle percentuali offensive. Faye si districa bene nel pitturato ed Hifi e Robinson hanno mani caldissime. Si imceppa l’attacco della Virtus, che perde tanti palloni banali e regala troppi extri possessi agli avversari. Il parziale di 18-6 nel finale fa andare i francesi in doppia cifra di vantaggio, e il punteggio recita 63-76.
Non cambia il copione, con la difesa perimetrale della Virtus che non convince, e gli ospiti arrivano con troppa facilità al ferro. Ouattara e Rhoden segnano il nuovo allungo parigino (66-81), e la gara sembra in cassaforte. Un nuovo parziale ospite di 12-0 mette definitivamente in ghiaccio il match (66-93). Vi è una sola squadra in campo, più vivace e precisa. Le V nere non ci sono più in attacco, perdono palloni su palloni, con Parigi che sembra arrivare ovunque. Herrera scatenato non smette di bombardare dall’arco ed adesso anche il nervosismo si fa spazio nei bolognesi, con Hackett che commette un ingenuo antisportivo. Nel finale l’orgoglio di Morgan e l’ingresso in campo di Ferrari danno un po’ di spinta alla Virtus, ma la partita è ormai già compromessa. Parigi non smette di attaccare con intensità fino alla sirena finale, infilando ben 19 triple in totale e passa al PalaDozza, fino ad oggi vero fortino in Eurolega. Termina 82-103.

Le chiavi
La partita si è decisa sul pace (ritmo di gioco). Parigi ha costantemente spinto il pallone nei primi tre secondi dell'azione, aggredendo una transizione difensiva virtussina disastrosa. I francesi hanno generato ben 26 punti in contropiede, sfruttando i rientri pigri e le mancate comunicazioni sui mismatch precoci. Le V Nere, per contro, hanno dovuto costruire quasi tutto il loro fatturato offensivo contro la difesa schierata, faticando a trovare tiri aperti nei primi secondi dell'orologio e finendo per impantanarsi in isolamenti forzati a ridosso dei 24 secondi.
Nadir Hifi (20 punti, 3/7 da tre): Ha punito ogni singolo closeout in ritardo della difesa bolognese, muovendosi benissimo lontano dalla palla e garantendo spaziature perfette all'attacco transalpino.
Grande partita anche di Justin Robinson (14 punti e 6 assist). L'ex Trapani ha dominato il pick&roll centrale. Sfruttando l'aggressività sul blocco dei lunghi bolognesi, ha sistematicamente battuto il suo diretto avversario dal palleggio, costringendo il lato debole della Virtus a collassare in area. Questo ha innescato una pioggia di scarichi sul perimetro.
Strepitoso infine Sebastian Herrera (14 punti e 4/8 da 3), che nel secondo tempo è letteralmente esploso, bombardando costantemente dall'arco e punendo i cattivi posizionamenti della difesa Virtus.
In attacco, la Virtus ha pagato la cronica mancanza di fluidità derivante dalle turbolenze degli ultimi giorni. Momo Diouf (16 punti ) ha provato a caricarsi la squadra sulle spalle attaccando il ferro e muovendosi bene nel pitturato, ma è stato costantemente raddoppiato in post basso da una difesa francese molto aggressiva.
Gli esterni bianconeri inoltre non hanno punito i raddoppi: Carsen Edwards ha chiuso con un opaco 1/5 dall'arco, faticando a uscire dai blocchi con il giusto tempismo e intestardendosi con gli isolamenti, mentre Matt Morgan (16 punti) ha trovato linfa solo attraverso iniziative personali e strappi fisici estemporanei, senza però continuità. La palla si è mossa a scatti, producendo un bottino di 20 assist di squadra contro i 24 degli ospiti.
Jakovljevic si ritrova con una montagna da scalare. Se l'attacco necessita di ritrovare i suoi giochi a due e un giro palla più fluido, è l'atteggiamento difensivo sul perimetro e a rimbalzo a preoccupare maggiormente. Per difendere lo scudetto in Serie A, la Virtus dovrà prima di tutto ritrovare le gambe per tenere gli uno-contro-uno e la lucidità per eseguire le rotazioni difensive. Il tempo per gli esperimenti è finito.
