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Saliou Niang in azione contro Paris
Saliou Niang in azione contro Paris

Se la reazione non arriva dal campo, la si cerca a parole.

La Virtus frana al Paladozza contro Paris: la reazione attesa dopo l'esonero di Dusko Ivanovic non arriva, in una serata in cui i bianconeri non riescono nemmeno ad avvicinarsi all'intensità fisica e mentale messa sul parquet dai propri avversari.

Consapevole della prova negativa dei suoi, Nenad Jakovljevic cerca di analizzare quanto accaduto in campo:“La prima impressione di questa partita è che dovevamo essere più pronti fisicamente. Abbiamo sofferto troppo la loro fisicità e il loro atletismo: loro hanno giocato forte, tenendo il ritmo alto e con un pressing sempre al limite del fallo in ogni possesso. Noi non siamo stati all’altezza del loro livello." Il tecnico serbo sottolinea la mancanza di energia della sua squadra, incapace di reggere il ritmo di Paris. Al di là di ogni giudizio sulle prestazioni individuali, è tutta la Virtus a perdere il confronto con Hifi e compagni, più lesti a rimbalzo, precisi in attacco, decisi su entrambe le metà campo. 

Jakovljevic prova, poi, a scuotere i suoi giocatori:"Quello che ho detto ai giocatori alla fine della partita è che la partita di stasera deve farci capire come dovremmo giocare sia in attacco che in difesa. Questo deve essere lo spirito che dobbiamo mettere come approccio in campo. Sfortunatamente abbiamo perso la prima partita e non è sempre facile quando perdi, soprattutto quando perdi la prima partita e quando lo fai con venti punti di scarto. Dobbiamo capire il livello fisico richiesto dell’Eurolega e dal campionato italiano. Dobbiamo capire anche la forza e mentalità fisica necessaria. Si tratta di prontezza mentale e fisica e questo deve partire prima di tutto dall’allenamento." L'allenatore bianconero è conscio del momento difficile che sta attraversando il suo gruppo e non potrebbe essere altrimenti: quella contro Paris è la quinta sconfitta incassata nelle ultime sei partite, la quinta consecutiva in Eurolega. Il compito, di certo non facile, del nuovo ‘head coach’ virtussino è quello di ricompattare lo spogliatoio senza stravolgere i meccanismi di gioco trasmessi alla squadra da Dusko Ivanovic; serve ritrovare fiducia e serenità, ma allo stesso tempo è necessario rendersi conto di dover dare qualcosa in più, anche solo per dimostrare di aver rialzato la testa dopo il cambio in panchina.

La conferenza post partita si chiude, poi, con un commento di Nenad Jakovljevic sui primi giorni da capo allenatore della Virtus: "Non nascondo il tanto entusiasmo, difficile da descrivere all’inizio. Conosco ambiente, giocatori e situazione generale. Ho cercato di cambiare poche cose, ma dando più importanza ai giocatori cercando di farli sentire più pronti. Questa partita ha dimostrato a me e a loro che ci sono tante cose da fare e sistemare, a partire dai singoli per costruire il nostro obiettivo, cioè la squadra.” Ci sono tante cose da sistemare, racconta il tecnico serbo: la Virtus lavorerà, nei prossimi giorni, a quanto di negativo visto nel confronto con Paris, anche se il calendario fitto non viene incontro ad gruppo che avrebbe bisogno, forse, di allenarsi con più calma e sgrovigliare una situazione non semplice.

O forse giocare spesso aiuta a cancellare più in fretta le sconfitte e regala l'opportunità di reagire immediatamente. Solo il campo, come sempre, sarà in grado di fornire una risposta.

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