L'Olimpia lotta e vince. Scongiurata la rimonta del Partizan
Non una bella Milano, non un bel Partizan. Due squadre consce delle loro difficoltà danno vita ad una partita dura e che vede Milano vincere e prendere ossigeno

Torna alla vittoria l'Olimpia, soffrendo, lottando e gestendo un finale teso contro un Partizan, magari non lucidissimo, ma mai domo. A Milano il risultato finale è 85-79.
La Cronaca
Milano parte forte. Due triple dell'ex Leday e quando Nebo chiude l'alley-oop di Guduric il punteggio dice 12-8. I padroni di casa provano ad attaccare il ferro, caricando di falli Payne (2 falli presto). Il Partizan corre bene in transizione e, quando costretto a metacampo, trova la tripla di Osetkovski con ricuce lo strappetto con la tripla o con l'accettabilissimo fade-away di Jekiri.
Leday e Nebo (9 e 6) con la loro energia producono per i meneghini. Jekiri è bravo a farsi sempre trovare e con 6 punti tiene li il Partizan (21-19). Brooks dalla panca segna 4 punti consecutivi ma il 25-19 è anestetizzato dal 2+1 di Sterling Brown (25-22).
Brooks e soprattutto Bolmaro accendono il secondo quarto con 10 punti equamente divisi. E dopo Jekiri è il turno di Lakic ad aver impatto per Penarroya. Due triple per la guardia serba, ancora caldo dopo i 15 contro l'Hapoel. Milano sale 37-28 ma un parziale di 0-7, di cui 5 di Brown, riportano il Partizan a -2.
Osetkowski, sempre in transizione riporta a -1 i serbi. Ma Leday con il gioco da 3 punti conferma l'ottima serata. Penarroya manda in campo il 2008, Mijailovic, con le più classiche mani piene. Payne tra confusione, qualche canestro e nervosismo, commette il terzo fallo, costringendo agli straordinari un non sempre lucidissimo Brown (17/20 minuti alla pausa lunga). Milano sfruttando bonus e allungando difesa rientra negli spogliatoi doppiando il massimo vantaggio (52-43).
Nebo è molto coinvolto al rientro, ma sbaglia anche i primi due tiri della sua partita, anche perchè il Partizan prova ruotare così da mettergli un corpo prima che arrivi al ferro.
La già delicata situazione infortuni dell'Olimpia peggiora a metà del terzo quarto, quando Bolmaro cade tenendosi il braccio destro.
Milano prova ad aver pazienza ma trova più forzature al 24''. Guduric crea la tripla di Ellis, subito neutralizzata dal 2+1 di Brown. Ellis e Guduric con un paio di miracoli da oltre l'arco ridanno 9 punti di vantaggio, aiutati da un black out di Fernando. Due falli offensivi e una platealissima protesta con corredo di tecnico, che infiamma il clima di Piazzale Stuparich. Infuocato dal +12, ancora dall'arco di Ricci (69-57).
Payne non sarà un mastro di letture, ma apre il quarto finale con un gioco da 4 punti. 6-0 contro, bonus concesso e oltre 2' senza trovare il canestro. Un incipit sinistramente comune agli ultimi periodi, dell'ultimo periodo milanese.
12-2 e Partizan a -3. Ellis con il solito arresto e tiro andando a sinistra sbroglia un altro attacco farraginoso. Lakic grazia Milano con una tripla aperta, non è così magnanimo Osetkowski che riporta il Partizan a -4 (75-71). I bianconeri cercano di coinvolgere Nebo nel pick and roll, molto più spesso pop, giocando con un quintetto con Bonga e l'ex Malaga da lunghi.
Milano ritrova Leday, sfruttando il missmatch. 5 consecutivi per numero 16, i primi dopo i 14 al 20'. 2' da giocare e +7 (80-73). I biancorossi non tremano, Leday chiude ciè che aveva iniziato nel primo quarto e Milano torna alla vittoria.
Le Chiavi
Importanza Bolmaro. Milano segue le lune e soprattutto la condizione del play argentino. Intensità e ritmo, tanto caro all'Olimpia. Sicuramente non sempre lucido ma una necessaria carica elettrica sul parquet del Lido. Necessaria anche la sua capacità di “verticalizzare” al ferro. Creare linee diretta verso il canestro sfruttando rapidità e lunghezza.
Anche perchè senza i vantaggi della transizione, l'Olimpia corre il rischio di ricorrere troppo ad isolamenti. Fermare circolazione e perdere ritmo. E si nota quando il match arriva sul filo. Con Bolmaro out, rotazioni ridotte all'osso e in una serata con Brooks e Shields sotto la doppia cifra, le difficoltà sono emerse nuovamente. Ellis e Guduric nei momenti importanti hanno tenuto a galla la barca, evitando l'ennesima imbarcata. Un segnale da portarsi a casa rispetto alle ultime tre sconfitte.
Nebo è stato cercato bene, spesso messo in buona condizione per poter chiudere al ferro, ottimamente nel primo tempo, meno nel secondo. Leday chiude una partita concentrica con due grandi guizzi, iniziali e finali, che dicono quota 20 e danno soprattutto la spinta decisiva per portare a casa la vittoria.
Altra chiave di serata, la difesa. A tratti di alto livello, e altro fondamentale Bolmaro-dipendente. Ancora passaggi a vuoto specialmente quando il Partizan ha cercato di muovere meglio la palla e aprire il campo, ricorrendo a quintetti più piccoli. La serata si chiude bene e per questa Milano, è tanto che di guadagnato.

