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Quinn Ellis, futuro in NCAA

Quinn Ellis è certamente uno dei temi più interessanti che riguarda il mercato di Olimpia Milano in ottica 2027/28.

Le sirene NCAA suonano da tempo, il contratto con Milano è una realtà: cosa può succedere, o magari è già successo, riguardo il futuro del giocatore?

Quinn Ellis ed un futuro in NCAA: chi vuole il giocatore di Olimpia Milano?

Quinn Alistair Ellis, 23 anni il prossimo 1 aprile, nativo di Sheffield nel South Yorkshire, interessa fortemente a tantissimi college di prima fascia.

Inizialmente si era parlato solo di Louisville ma oggi si devono assolutamente considerare le possibilità legate ad un approdo a Kentucky, Florida, Houston, Brigham Young ed anche quella Duke che potrebbe essere diventata la favorita per accaparrarsi i servizi della guardia inglese. Non hanno invece riscontro le voci circolate su una maxi offerta di Grand Canyon. La lista delle pretendenti potrebbe non finire però qui.

Si è parlato di soldi, tanti, per essere chiari cifre intorno ai 3 milioni se non oltre, sempre considerando che si parla di lordo quindi all'incirca un 50% in meno in termini di netto.

E' tutto reale e ad oggi nostre fonti americane, unitamente a quanto appreso in Italia, seppur qui un poco confusionario e ben poco dettagliato, ci confermano l'approdo al college per una stagione come l'ipotesi più concreta nel futuro prossimo di Ellis.

Va detto, sempre per chiarezza, che il giocatore non potrà essere inserito nel Draft NBA del 2027 in quanto già dichiaratosi precedentemente nel 2023.

Quinn Ellis, NCAA e poi ritorno in Eurolega con Milano?

Cosa fa Milano di fronte all'uscita di Quinn Ellis in direzione NCAA?

L'Olimpia Milano ha un contratto con il giocatore sino al 2029. Lecito quindi chiedersi come il giocatore si possa liberare e cosa possa ricevere in cambio il club biancorosso di fronte alla sua uscita.

E' importante sottolineare come vi sia una sorta di vuoto normativo a riguardo non ancora ben regolamentato: l'improvvisa irruzione da un paio di stagioni della NCAA sul mercato sostanzialmente pone i club di fronte ad un lavoro di accordi  caso per caso.

E se parliamo di Milano ed Ellis, se è vero che andare al college dovrebbe voler dire per il giocatore restituire l'importo di quanto ricevuto in stagione, è anche vero che in pratica si lavori ad una specie di “buyout” da concordarsi con i rappresentanti dell'atleta e non con l'università di approdo.

Ciò che è fondamentale sottolineare è che l'Olimpia oggi, impossibilitata a competere a livello finanziario su cifre  quali quelle che offrono i college americani, lavora ad un controllo sul giocatore nel momento del suo ritorno in Europa. Nei fatti Ellis va al college per una stagione e poi torna in Europa con un contratto già firmato con il club meneghino a cifre rinegoziate rispetto a quelle attuali. E quel ritorno potrebbe avvenire già nella primavera prossima, al termine della stagione universitaria. In pratica Milano riavrebbe il giocatore per la fase decisiva della stagione italiana ed auspicabilmente europea.

Un ulteriore dubbio riguarda un'eventuale stagione di altissimo livello che Ellis giocasse in NCAA e che attraesse l'interesse di diverse franchigie NBA: come si cautelerebbe Milano in quel caso? Semplicemente sulla base di quel contratto rinegoziato eventualmente già  firmato, con un “buyout NBA” fissato per l'estate 2027.

Sono sempre le nostre fonti americane a disegnarci con una certa precisione questo quadro contrattuale riguardo il futuro del giocatore: se non si può assolutamente parlare di “done deal”, cosa che da sempre facciamo solo e soltanto quando ci sono le firme sui contratti, è altrettanto vero che tutta questa serie di ipotesi ha fondatissime certezze che verrano svelate nelle prossime settimane.

Ma la NCAA è un passo avanti o un passo indietro per lo sviluppo della carriera di Quinn Ellis?

Entrando nel campo delle opinioni pure e semplici, ci sentiamo assolutamente di affermare che una stagione in NCAA, seppur estremamente ben remunerata nonchè esperienza che ha moltissimi lati positivi a livello personale, non rappresenti tecnicamente un passo avanti nella carriera del giocatore.

Ci pare infatti assai evidente come oggi sia molto più formativa una stagione di Eurolega rispetto ad una in NCAA, laddove il valore del percorso universitario è stato negli ultimi anni sempre minore a causa dell'immediato approdo dei profili migliori direttamente in NBA o attraverso la G-League.

Detta fuori dai denti, cresci maggiormente sfidando settimanalmente Nunn, Sloukas, Micic e Campazzo oppure dei seppur rispettabilissimi e potenzialmente fenomenali talenti poco più che maggiorenni? La risposta ci pare scontata ma le nostre sono opinioni, come tutte tanto rispettabili quanto discutibili.

 

 

 

 

 

 

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