Procida e Spagnolo: a che punto siamo?
A quattro anni dalla loro scelta al Draft 2022, a che punto è il loro percorso di crescita?

Quattro anni sono passati da quelle due scelte, 36 e 50, Detroit e Minnesota, rispettivamente per Gabriele Procida e Matteo Spagnolo.
Evoluzione, possiamo dirlo, solo parziale in queste stagioni, culminate nell'ultimo anno in ACB al Baskonia e al Real Madrid.
La stagione di Procida
Il suo impatto in ACB è stato buono: triple, atletismo non sono mancate alla causa, anzi. Qualcuno potrà ribattere che l'ACB è la l(i)ga con il livello più alto in Europa, però perchè non testarlo di più in una stagione lunghissima?
Quanto apprendiamo nelle ultime settimana da Madrid ci dice di un giocatore molto ben voluto all'interno dello spogliatoio “blanco” e che molti vorrebbero restasse, anche in virtù del contratto in essere.
Inspiegabile, alla luce anche degli infortuni di Deck, il praticamente nullo utilizzo dell'ex Fortitudo da parte di Scariolo in Eurolega: si, il roster del Real è infinito, ma in squadra che giocava meglio quando si distendeva in campo, non avrebbe fatto comodo Procida?
Prestito, quindi, oppure permanenza? Il mercato di Madrid non dà nessuna certezza, in fondo ci abbiamo capito (e condiviso…) poco quindi ogni opzione al momento pare valida. Abbiamo però la certezza che una vera occasione, magari più in Liga che in Eurolega, Procida la meriti eccome.
Allo stesso tempo, notizia di qualche giorno fa: Deck giochera´´ come spagnolo in questa stagione: potra´´ liberare qualche minuto per Gabriele in Eurolega? Sarebbe cosa buona e giusta, ci sentiamo di dire.

Capitolo Matteo Spagnolo
Su Spagnolo, la situazione è un po' diversa: i minuti non sono mancati da parte del suo mentore Galbiati, la fisicità, bisogna dirlo, è sempre quella che lo faceva faticare anche all'Alba Berlino anche se è certamente cresciuto - non tutti possono diventare Antetoukompo nel giro di un anno o due, ci mancherebbe.
Qualche perplessità in più, però, qui permane: la sua curva di sviluppo si pensava potesse essere più alta, avendo iniziato molto presto e andando a 17 anni in una cantera come quella madrilena - ricordo nitidamente Spagnolo, in una partita vinta contro Milano, che, a domanda del sottoscritto, ricordò gli allenamenti contro Causeur, affrontato quella sera in un partita gettata alle ortiche dall'Olimpia.
I freddi numeri di Eurolega parlano di una percentuale da tre rivedibile (34%), pochi assist: 5 punti, 2 assist per un 6.3 di PIR.
Se la critica fa notare quanto abbiamo qui espresso è anche vero che il giocatore in diverse occasioni è stato fondamentale per il Baskonia e che il contratto pluriennale in corso chiarisce come la fiducia non manchi.
Srà una stagione importantissima, se non decisiva, per Matteo. Salto in lato oppure si resta nel limbo? Sta tutto a lui e ad un rapporto con Coach Galbiati che lui stesso ha definito di “amore e odio”, sportivamente parlando.

Non possiamo che augurare il meglio a due ragazzi che rappresentano, in tutto e per tutto, molto del presente della Nazionale: le ottime indicazioni date questa estate - in primis, proprio a livello realizzativo - per entrambi non possono che far ben sperare.
