Troppo Real per un Fenerbahçe che non fa mai canestro
La notte della Movistar Arena ha detto Real. Battuto il Fener con un Maledon straordinario
Real v Fenerbahçe, la grande sfida di Madrid, è tutta dei blancos che regolano i rivali con un 95-76 che dice molto e lancia indicazioni precise su questa rivalità che è probabile si possa ritrovare ad aprile e maggio, quando le cose contano veramente in Eurolega.
La gara: il Real segna, il Fener no
I madrileni partono con qualche difficoltà offensiva, poi Campazzo prende in mano la gara, Maledon e Tavares lo accompagnano, e viene scavato un solco che può sembrare già decisivo.
Horton-Tucker ha idee diverse, ricuce ed all'intervallo ci sono solo 5 punti di distacco (47-42), francamente un affarone per i turchi.
E' la difesa madrilena, aiutata da un attacco gialloblu veramente in difficoltà creativa, a fare la differenza nel terzo quarto: Abalde, Procida, Feliz ed Okeke tengono il Fener a 13 punti, pur confermando efficacia difensiva. La gara si chiude lì, sul 70-55 del 30'.
La squadra di Jasi non molla mai, torna anche sotto la doppia cifra (74-66 al 33') ma la netta impressione è che il controllo sia perfettamente nelle mani iberiche.
Alla fine arrivano 95 punti segnati, il bottino più alto concesso dal Fenerbahçe sino ad oggi. Erano stati 92 quelli segnati dal Pana e questo potrebbe essere un campanello d'allarme in casa turca, visto che sono proprio due delle rivali più accreditate ad aver fatto saltare il banco difensivo di Jasi. Ma siamo a fine ottobre e ricordare lo scorso anno aiuta molto a comprendere le logiche di questa competizione e del valore del lavoro del Coach lituano, uno che fa crescere la squadra col progredire della stagione.
Le chiavi
58,8% da due contro il 54,1%, 34,4% da tre contro il 21,2%, 95,7% ai liberi contro il 78,9%, 22 punti da palle perse contro 14: inutile cercare altre spiegazioni del successo madrileno. Da un parte si fa canestro, dall'altra quasi mai.
E le ragioni si trovano nella stagnazione della palla che contraddistingue troppi possessi turchi. L'impressione è che appena la circolazione di quella palla rallenta, l'attacco si spegne incastrandosi in iniziative individuali che trovano troppa occupazione dell'area rivale per essere efficaci, anche quando gestite da profili super come THT o Shields.
Madrid vince la gara più con la sua difesa che con l'abituale attacco spumeggiante e la presenza di Tavares sotto canestro spegne una valanga di velleità offensive degli uomini di Jasi.
Se il Fener non segna da tre diventa difficile portare casa referti rosa ed il 30,5% stagionale, ad oggi superiore alla sola Virtus è naturale che provochi i soli 79,9 punti realizzati per gara, dato migliore soltanto del Partizan.
MVP : Theo Maledon
26 punti, 3/6 da due, 3/4 da tre, 11/12 in lunetta, 7 rimbalzi e 9 falli subiti per 35 di valutazione: non serve altro per scegliere il dominatore di questa gara, sebbene un Facu da 10+10 gli stia molto vicino.

Theo Maledon oggi pare essere il giocatore in “blanco” che meglio interpreta la filosofia di gioco di Coach Martinez, in un contesto che però assimila di gara in gara qualcosa di più a riguardo.
E' un bel Real, è un grande Theo: se si segna così e si difende anche meglio lassù possono tremare tutti.
