Eurodevotion Game of the Week | Olimpia-Maccabi, la preview
La sfida dell'Allianz Cloud è uno snodo chiave in ottica postseason: chi vince continua a sperare, chi perde complica moltissimo il proprio futuro.
Olimpia-Maccabi è il Game of the Week di Eurodevotion valido per il Round 31 di Eurolega.
E' una sfida affascinante che ha scritto pagine memorabili nella storia della competizione, andata in scena 43 volte con un solo successo di vantaggio per i gialloblu, avanti 22-21. Storia quindi, ma soprattutto gara che è stata finale della vecchia Coppa dei Campioni per due anni consecutivi, tra il 1987 ed il 1988, ultimi due tronfi europei meneghini.
Campionissimi come Dino Meneghin Mike D'Antoni e Bob McAdoo da una parte, Miki Berkowitz, Doron Jamchy e quel Ken Barlow che giocò entrambe le finali in maglie però diverse dall'altra: la Patinoire de Malley di Losanna ed il Sanders Expo Pavillion di Gand furono teatro di duelli memorabili, come memorabile è sostanzialmente sempre stata questa rivalità negli anni, a partire dal primo scontro datato 1973.
Come dimenticare il grandissimo rispetto del pubblico di tel Aviv per Dino Meneghin piuttosto che l'abbraccio tra lo stesso SuperDino e Mike Berkowitz dopo la vittoria milanese in Belgio? Così come l'ultima sfida che valeva le Final 4, nel 2014, quando il Maccabi vinse la serie 3-1 nonostante il fattore campo favorevole a Milano, dove poi si sarebbero giocate proprio quelle Final 4 che laurearono campioni gli israeliani guidati da un monumentale Tyrese Rice, capaci di superare il Cska di Ettore Messina in semifinale ed il Real di Pablo Laso nell'atto conclusivo.
Impossibile dimenticare tutto ciò, ma oggi la storia è diversa e la lotta non è per un titolo ma per mantenere viva la fiammella della speranza verso i Play-In.
Curioso che Milano abbia superato i rivali nelle ultime tre occasioni sempre con margini superiori ai 12 punti: l'ultimo duello è del Round 13, 88-102 con Shavon Shields da 26 punti,, 7 rimbalzi e 6 assist. Tra l'altro il successo 74-107 del gennaio 2025 è il più largo per l'Olimpia in trasferta nell'Eurolega moderna.

Come arrivano Olimpia e Maccabi alla sfida di giovedì sera
15/15 il record milanese, 5/5 nelle ultime 10 ma 4/2 nelle ultime 6: l'ottovolante dei biancorossi targati Poeta, tra grandissime imprese ed alcune cadute difficili da digerire, oggi vuole dare continuità ad un momento positivo anche grazie all'iniezione di fiducia arrivata col successo in Coppa Italia.
14/15, perchè c'è da recuperare a metà aprile il derby con l'Hapoel, per la squadra di Kattash, 6/4 nelle ultime 10 uscite ma soprattutto 4 W di fila e 6 nelle ultime 8 partite, con scalpi importanti quali Zalgiris, Pana, Stella Rossa e Monaco. Se pensiamo che dopo i primi 10 Round il Maccabi era 2/8 ecco che possiamo tranquillamente definire i gialloblu come una delle quadre più calde dell'intera Eurolega con quel 12/7 dal 13 novembre in poi.
Il calendario di entrambe lascia aperta la porta dei Play-In ma richiede ora una serie importante: 6/2 sarebbe l'ideale verso il sogno, 5/3 può voler dire speranza ma con molte meno possibilità.
E' chiaro che il risultato dell'andata, in quest'ottica, conta moltissimo: Milano che parte dal +14 cerca un 2-0, oltretutto con scarto importante, che potrebbe pesare parecchio anche nel caso di parità a più squadre, ipotesi non certo remota visto l'equilibrio potenziale in quella zona di classifica, mentre il Maccabi deve assolutamente evitare quell'eventualità che sarebbe un macigno.
A livello di infortuni confermate le assenze di Flaccadori e Dunston da una parte, di TJ Leaf e Lundberg dall'altra.

Che partita sarà tra Olimpia e Maccabi? Le possibili chiavi del duello
La già citata gara di andata arrivò nel momento della svolta della stagione Olimpia: prima uscita con Peppe Poeta ufficialmente capo allenatore e successo di straordinaria qualità. Era però un Maccabi ancora alle prese con tante situazioni poco chiare tecnicamente, una squadra che difendeva poco e male e che si affidava quasi esclusivamente al talento di Lonnie Walker in attacco. Oggi è cambiato tutto in casa israeliana: si conferma il talento ma c'è dietro una squadra che gioca insieme e che lo fa sui due lati del campo, sebbene quello offensivo resti il prediletto. Difficile quindi prendere spunto da quel duello di fine novembre, se non ricavarne qualche singola indicazione.
Milano ha come imperativo cercare di non soffrire l'atletismo rivale e questo diventa anche complicato se si pensa che mantenere un ritmo alto è prerogativa milanese. In sostanza è necessario non cadere nel tranello di un “corri e tira” che potrebbe mettre in ritmo la squadra di Kattash. Allo stesso tempo servirà non subire troppo una stazza che in determinati duelli può fare male, anche nella sola metà campo.
Spulciando tra le statistiche vediamo come il Maccabi segni mediamente più di Milano (89,6 contro 85,4) nonostante percentuali peggiori sia da due che da tre. I gialloblu raccolgono anche più rimbalzi, 35 a 33,1 con una netta superiorità a livello di carambole offensive, che sono 12,3 a 9,8, sebbene la percentuale degli stessi rimbalzi raccolti sia favorevole a Milano. Questo poichè il ritmo di gioco israeliano è assai superiore con 75,5 possessi contro i 71,5 rivali.
Entrambe le squadre hanno un buon Offensive Rating (punti per 100 possessi): 119,4 Olimpia, 118,4 Maccabi, ma non brillano certo in quello difensivo dove i biancorossi sono a 120 ed i gialloblu a 121,4, ovvero il secondo e terzo dato peggiore della lega.
Il Maccabi conclude da due punti a seguito di assist più di Milano (49,4% v 45,4%) mentre il dato si ribalta a favore degli uomini di Poeta se guardiamo alle conclusioni dall'arco (72,3% v 67,2%).
Gli ospiti concedono addirittura il 59,8% da due agli avversari, il dato peggiore dell'intera lega, con Milano decisamente meglio al 55,1%. Anche a livello di assist rivali la squadra di Kattash permette una circolazione di palla molto efficiente a quota 21,4 ed anche qui è meglio l'Olimpia a 17,3.
In sostanza la chiave della partita ci pare possa essere indicata nella questione legata al ritmo. Sulla carta il Maccabi vuole correre ed è assai efficace quando lo fa ma il tema diventa complesso se andiamo a valutare il fatto che la miglior versione di Milano quel ritmo lo vuole proprio alzare.
Ed allora ci sentiamo di condividere in pieno le parole di Coach Poeta che ha individuato nei dettagli la potenziale differenza. Imporre la propria pallacanestro, anche se gradita ai rivali, può portare la gara sul filo di uno o due possessi, di un rimbalzo, di una alla persa o della semplice concessione di qualche minuto di scarsa concentrazione. Non è detto che ne esca una gara punto a punto, ma proprio alcuni di questi dettagli possono portarla su determinati binari piuttosto che su altri nelle fasi decisive.
Per quanto riguarda i singoli resta il fatto che Milano abbia in Leandro Bolmaro il giocatore chiave, soprattutto nell'ottica di alzare l'asticella dell'intensità difensiva per tutti, oltre che con la possibilità di attaccare degli esterni rivali che non brillano certo per applicazione difensiva. Qui dovrà essere coadiuvato da Ellis e Guduric, con Shields magari più pronto a colpire sugli scarichi piuttosto che in 1v1 reiterato.
Il Maccabi ha moltissimo talento, sia tecnico che atletico, ma ci sentiamo di sottolineare una volta di più il nome di Jimmy Clark, giocatori estremamente sottovalutato ma decisivo in diverse gare degli israeliani. Nemmeno da menzionare Roman Sorkin, giocatore straordinario dal costante alto rendimento: attenzione a ciò che può fare sia sotto le plance che oltre l'arco.
