Marcus Carr manda in estasi la Virtus e beffa l'Olympiacos
Le V nere all'esordio nel fortino del Paladozza non sbagliano e mandano al tappeto i detentori del titolo
Marcus Carr mette la ciliegina su una strepitosa partita disputata dalla Virtus. I bianconeri fanno valere immediatamente il fattore Paladozza all'esordio tra le mura amiche. A farne le spese i campioni in carica dell'Olympiacos per 96-94. Bologna affronta il match al ritmo che più le piace, lotta, esce dai momenti negativi e si riscatta alla fine con la stessa moneta con cui era stata punita 48 ore fa al Forum, con un buzzer beater. Oltre al già citato canadese, sugli scudi Aliou Diarra, centro maliano fortemente voluto da Paolo Ronci nell'estate 2025, offre la miglior prova da quando è a Basket City.
Il match del Paladozza
La Virtus in queste fasi iniziali della stagione se vuole rimanere in partita ha bisogno della coppia Carr-Diarra, anche perché per l’Olympiacos Vezenkov e Dorsey partono indemoniati dall’arco (7/9 in due). I bianconeri, in un primo quarto a ritmi folli, trovano il contributo anche della panchina e sono avanti 33-30.
Appena Bologna perde continuità di realizzazione, i campioni in carica ne approfittano per il primo break. La ricetta dei padroni di casa è quella collaudata: Diarra smuove i suoi dalle sabbie mobili, Carr rimette tutto sul livello del mare e sorpassa. Vezenkov regala ai greci il 49-50 di metà partita.
Il bulgaro e Dorsey cercano compagni con cui dividere le responsabilità, ma subentra un pizzico di nervosismo e quindi il mini-parziale lo piazza la Virtus. Le V nere senza paura conducono le operazioni prima degli ultimi 10 minuti, 75-70.
Il terzo violino gli ospiti lo trovano in Ndiaye, che firma praticamente da solo il 10-0 che apre l’ultimo periodo. Gli uomini di Mumbrù rallentano il ritmo, ma Marcus Carr distribuisce cioccolatini che tengono le due formazioni punto a punto. Ndiaye è un rebus destinato a rimanere irrisolvibile. Wendell Moore Jr. brucia la retina del Paladozza nel momento più opportuno. Diarra sale sulla Torre degli Asinelli e scaraventa tutta la sua rabbia agonistica sul poster con dedica a Fournier, ma lascia sul piatto un libero vitale e Montero non perdona. Nessuno fa però i conti con Carr, che restituisce pan per focaccia a quanto subito al Forum e sulla sirena regala la prima vittoria in Eurolega contro i detentori del titolo alla Virtus, 96-94 sulle note del primo “Amarsi ancora” della stagione.

Le chiavi della partita
La Virtus porta a casa un incontro in cui emerge come nel derby d'Italia la grande resilienza, soprattutto mentale, degli uomini di Mumbrù. Nei momenti di siccità offensiva nel secondo e nell'ultimo periodo trovano alla fine sempre la soluzione giusta per scrollarsi di dosso la pressione e si assicurano la prima vittoria, e che vittoria, nella propria campagna europea.
L'Olympiacos torna ad Atene con il rammarico di non aver espresso il suo massimo potenziale. Vezenkov e Dorsey nel primo quarto sembrano pronti ad azzannare la gara alla giugulare da un momento all'altro, tuttavia sono gli unici due protagonisti che riescono a distinguersi, permettendo così a Bologna di prendere ritmo e sicurezze.
I bianconeri ad oggi, non possono fare a meno dell'asse Carr-Diarra. Complessivamente gli ospiti tirano con migliori percentuali dal campo, ma perdono la lotta a rimbalzo 41-34, sanguinosi i 20 concessi in attacco alla Virtus, che sfrutta la buona rete di passaggi e di assist (24 massimo in stagione) oltre alle 6 palle recuperate per trovare fluidità e alzare la qualità del proprio gioco.
Carr MVP, ma Diarra lo segue a ruota
I due giocatori che più stanno performando in questo primissimo scorcio di stagione sono anche i due giocatori migliori al termine della gara di questa sera: Marcus Carr e Aliou Diarra.
Il play canadese chiude realizzando il canestro della vittoria allo scadere e concretizza la doppia doppia che già aveva sfiorato 48 ore fa al Forum con 22 punti e 10 assist.
Il centro maliano manda in archivio una doppia doppia da 18 punti e 14 rimbalzi, sfruttando alla perfezione l'assenza di Milutinov per gli avversari. Devastante la schiacciata verso la fine del periodo conclusivo con cui mette nel poster un frastornato Fournier, molto opaco oggi.
Alston Jr. in netta crescita arriva a quota 17 punti, 12 di Moore, importantissimo nel finale, lancia i primi segnali.
Per l'Olympiacos, si salvano soltanto in 3: Ndiaye, implacabile negli ultimi 10 minuti, ferma il proprio bottino a quota 23 punti, Dorsey e Vezenkov, rispettivamente 22 e 20 punti, a lungo da soli sull'isola, non trovano per parecchi minuti altri compagni ispirati prima del senegalese ex Asvel nel finale.
