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Fournier Olympiacos Real Madrid

They made it! Alla quinta partecipazione consecutiva alle Final Four, dopo aver chiuso al primo posto tre delle ultime quattro stagioni regolari, dopo tre eliminazioni in semifinale, dopo una finale persa all’ultimo tiro, l’Olympiacos torna sul tetto d'Europa. Il 92-85 al Real Madrid riporta i Reds a vincere l'Eurolega a 13 anni di distanza dall’ultima volta, ancora con coach Bartzokas in panchina.

Ad Atene va in scena una finale fantastica, combattuta fino all'ultimo minuto, che per l'Olympiacos si stava per trasformare in una tragedia (greca): i Reds arrivano a sciupare quasi completamente otto punti di vantaggio a 36 secondi dalla fine. A salvarli è l’errore di Feliz sul tiro che avrebbe mandato la partita in parità.

Ultimo minuto a parte, quella di Oaka è una finale che ha regalato due bellissime storie. Da una parte, l'Olympiacos che si prende ciò che gli era sempre sfuggito, dopo essere stata per anni la squadra che giocava il miglior basket d'Europa. Il premio di MVP a Evan Fournier (20 pts) premia la scelta del club di portarlo al Pireo: al netto di qualche alto e basso, il francese si è rivelato l’uomo capace di dare ai Reds quel qualcosa in più che era sempre mancato per arrivare fino in fondo.

Dall'altra parte, c'è un Real Madrid che tutti o quasi davano per spacciato prima ancora della palla a due, e che invece, senza Tavares, senza Len e senza Garuba, ha sfiorato un’impresa clamorosa.

Milutinov

La partita

La serata dei Reds inizia tutt'altro che nel migliore dei modi facendo sembrare profetiche le parole di Scariolo alla vigilia: “questa sensazione che loro non possono perdere può irrigidirli”. Dopo 4' è 15-3 Real, con un Trey Lyles scatenato (10 dei primi 12 punti Real) e un pazzesco lavoro difensivo di squadra, in particolare su Milutinov. Dunque, tanti meriti spagnoli, ma anche un Olympiacos bloccato dalla tensione. I greci faticano a eseguire i propri giochi e soffrono in difesa. Dopo aver subito 24 punti in tutto il primo tempo della semifinale con il Fenerbahce, i Reds ne concedono 26 nel solo primo quarto al Real, bravissimo a muovere la palla sul perimetro e a trovare sempre un buon tiro dalla lunga distanza.

Con il passare dei minuti, l'Olympiacos si scioglie. Corey Joseph porta ordine in cabina di regia e i greci ricuciono velocemente lo svantaggio, con una serie di giocate da campione di Fournier, che segna 11 punti in un amen. Il Real subisce il colpo e sbaglia due triple con metri di spazio, finendo per la prima volta sotto nella serata. Oaka ora è un catino bollente e l'inerzia sembra essere tutta dalla parte degli uomini di Bartzokas, che chiudono il primo tempo avanti 46-44.

Ma se c'è una squadra che sa gestire questi momenti quella è proprio il Real Madrid. E infatti i Blancos non si scompongono, tornano a lavorare egregiamente in difesa, trovano cinque punti consecutivi da Feliz e rimettono la testa avanti. Dopo 30', la squadra di Scariolo è avanti di quattro lunghezze. 

L'inizio di ultimo quarto è scoppiettante: tripla di Fuornier e tripla di Joseph. Dopo un minuto, l'Olympiacos è di nuovo sopra. Nel finale nessuna delle due squadre riesce davvero a scappare: ogni canestro trova subito una risposta avversaria. Vezenkov firma il nuovo vantaggio Olympiacos, Deck tiene vivo il Real dalla lunetta e Hezonja inventa una tripla impossibile. Jones, fin lì ai margini, entra e lascia subito il segno con punti pesantissimi vicino al ferro.

Negli ultimi minuti i Reds sembrano finalmente avere il controllo: Walkup e Fournier fanno salire il margine fino al +8, mentre il Real fatica a trovare soluzioni. Quando la partita sembra chiusa, però, i greci rischiano di complicarsi la vita tra un rimbalzo offensivo concesso e una sanguinosa palla persa sulla rimessa. Madrid torna improvvisamente a contatto, ma Feliz manca il tiro del possibile pareggio. Dalla lunetta Peters mette al sicuro il successo e consegna all’Olympiacos il trionfo.

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