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Juan Carlos Sanchez: torna al Real senza essersene mai andato veramente...

Il Real Madrid che proprio due settimane fa ha subito la pesantissima eliminazione in gara 3 dei quarti di finale in Liga Endesa per mano di Tenerife è entrato in un tunnel che fa a cazzotti con la leggendaria storia del club.

Che sarebbe il club più importante del mondo ma sta facendo di tutto per allontanare questa prestigiosa etichetta.

Già dopo quella clamorosa eliminazione ci chiedevamo cosa potesse riservare il futuro dei blancos, tuttavia mai e poi mai avremmo pensato all'attuale deriva.

Proviamo a ricostruire questi giorni convulsi che hanno sconvolto l'ambiente madridista e che probabilmente non smetteranno di farlo in quelli a venire.

Tenerife cancella il Real ed apre la crisi: tocca a Florentino…

Sabato 6 giugno 2026, nel tardo pomeriggio La Laguna Tenerife passa alla Movistar Arena e causa le prime scosse di quel terremoto che di lì a pochi giorni scuoterà tutto l'ambiente “blanco”.

E si deve parlare di ambiente “blanco” proprio in generale perchè anche il calcio se la passa malissimo, dopo una stagione  senza titoli e con l'incredibile situazione della nazionale ai Mondiali di calcio senza nemmeno una “merengue”.

Ci sono le lezioni presidenziali, che comunque riconfermeranno Florentino sul trono Real, c'è perfino il Papa a Madrid in quei giorni e proprio il Presidentissimo ha mille cose per la testa. Non può essere il basket la priorità e lo si saprà anche dai giorni seguenti.

Mentre la stampa si affanna a cercare di sapere cosa ne sarà di Scariolo e dei giocatori in realtà sono i giorni di Mourinho, di Dumfries, di Bernardo Silva, di Konatè e di Cucurella: il “baloncesto” può attendere, in fondo da sempre è una medaglia da sfoggiare nei giorni di gloria mentre può passare in secondo piano quando non porta trofei.

Se qualcuno azzarda un perdono di Florentino a Scariolo, nostre fonti vicine a Valdebebas ci confermano una situazione in “stand by”.

Juan Carlos Sanchez, l'uomo mai escluso, inviso ai più ed ora di nuovo al comando 

Dal 2010 Juan Carlos Sanchez è stato il gestore di un'epoca di trionfi a Madrid e tutto ciò è innegabile.

E' stato il grande dirigente nel bene, tanto, e nel male, poco: sua ad esempio la decisione di licenziare Pablo Laso giutificandola con motivi di salute rivelatisi poi non certo così gravi, fortunatamente per il coach vitoriano. D'altra parte era stato sempre lui a voler licenziare lo stesso Laso nell'estate 2014, quando solo la scomparsa di Alfredo Di Stefano fece sì che la faccenda venisse dimenticata e che Fotsis Katsikaris non diventasse il nuovo Coach madrileno. La stagione seguente fu quella dei trionfi di Laso  in tutte le competizioni. Ed è sempre JCS l'uomo che, posto Chus Mateo sul pino al posto del suo ex capo allenatore, non è mai stato convinto della scelta, arrivando ad esonerare l'attuale Coach della nazionale dopo 6 titoli in 12 competizioni ed una valanga di finali.

Va anche ricordato come l'ultima stagione gestita da Sanchez sia corrisposta a movimenti sul mercato che hanno consegnato a Chus Mateo una squadra disfunzionale dopo lo spreco di denaro pazzesco per rinnovare Hezonja, per scongiurare la partenza del croato verso il Barça, l'essersi fatti sospendere da Yabusele diretto in NBA ad agosto inoltrato, l'immobilismo seguente di fronte ai problemi di Garuba e Feliz ed il tanto tardivo quanto inutile arrivo di JR Smith e Bruno Fernando a buoi ampiamente scappati. Insomma, un bel disastro gestionale.

Ma la cosa più interessante è che in realtà non si è mai letto un comunicato sull'uscita di JCS dal Real: è sempre stato al fianco di Florentino, più o meno ufficialmente,  quindi oggi diventa quasi inutile parlare di un suo rientro.

Rientro che lo stesso Sanchez ha confermato alla stampa non facendo esattamente la felicità di Sergio Rodriguez, negli uffici madridisti, nonchè di Sergio Llull, sul campo.

Llull, Felipe, Rudy ed il Chacho: leggende madridiste

Il Chacho si dimette, il solito Real con le proprie leggende…

Il Chacho, appunto. Dopo un ottimo lavoro come GM questa stagione si è ritrovato con l'uomo del quale non ha grossa stima e col quale i problemi sono datati molto indietro, ai tempi della sua partenza verso i Sixers, mai digerita, nella forma come nella sostanza, da Sanchez. Come si poteva pensare che potesse il Chacho accettare di lavorare per quella persona?

Ecco le dimissioni quindi, attese e correttissime. Da allora una ridda di voci a sostenere che anche Felipe Reyes e Rudy Fernandez avrebbero seguito la stessa strada dell'ex compagno. Voci infondate almeno nella forma, poichè sia Felipe che Rudy non erano coinvolti nell'area tecnica come il Chacho, quindi le posizioni vanno separate.

E Llull? Ricordiamo soltanto che in occasione del citato allontanamento di Laso da parte di JCS prese decisamente le parti del suo Coach. Non serve altro, se non sottolineare come il giocatore stia decidendo se fare un altro anno oppure ritirarsi, con la prima che opzione che pareva, ed usiamo l'imperfetto apposta, la più probabile.

Cos'hanno in comune Cristiano Ronaldo, Raul ed Iker Casillas nel calcio con il Chacho e perchè no anche  Causeur e magari Rudy e Felipe? Il Real da sempre, non è in grado di chiudere con le sue leggende nella maniera dovuta. Alcuni costretti a terminare la carriera altrove, altri non onorati come di dovere nel post campo. Non è una novità non basta il fatto che a Madrid puoi essere un fenomeno ma quel che conta di più è sempre il “blanco"che vesti.

Da comprendere, tornando al terremoto attuale, anche le situazioni di Paco Robles, dirigente esecutivo di peso, oltre a quella di Martynas Pocius, dall'estate scorsa assistente GM e capo scouting. Anche per loro si moltiplicano le più disparate voci, ma oggi districarsi in questo ginepraio è roba impossibile.

Rudy e Felipe? Posizioni diverse ma che figura Marca!

Quindi Rudy e Felipe non hanno nulla a che vedere con la posizione del dimissionario Chacho, questo pare ormai chiaro.

Tuttavia arriva Marca che nello scorso fine settimana indica proprio Rudy come il sostituto del Chacho, motivando la decisione di JCS con il fatto che sarebbe collaboratore più malleabile. Pochi secondi ed ecco la secca risposta dello stesso Rudy, che commenta il tweet con un deciso: «Questo è falso».

Qui lo scambio social tra il media ed il campione, a aprire dall'articolo di Marca.

A stretto giro di posta la smentita di Rudy.

La posizione di Scariolo: sì, no, forse… Ed i giocatori? O meglio, un giocatore?

E' abbastanza ovvio che in un posto come Madrid, dove la parola vittoria è l'unica che si vuole e si può sentire, un tracollo come quello contro Tenerife lasciasse il segno. E quando si perde verso chi si punta l'indice se non verso l'allenatore?

Nel famoso weekend della sconfitta, delle elezioni e poi del Pontefice a Madrid si è cominciato disquisire sul tema Scariolo sì o Scariolo no, con parte della stampa, come detto, che ha menzionato una sorta di perdono del Presidente al Coach bresciano.

Detto che ci pare sempre folle pensare che un allenatore sia un fenomeno per come ha portato la squadra ad un passo da un'impresa titanica in Eurolega e poi sia da cacciare perchè perde nei Playoffs della lega più dura d'Europa, è sicuro che anche il grandissimo condottiero italiano non abbia dato il meglio contro gli isolani. Lo sa e lo ha ammesso in un post molto sincero nei giorni seguenti all'eliminazione.

Si discuta quindi di di Scariolo, va sempre così, ma a qualcuno è mai venuto in mente di guardare tra i giocatori e di farlo in direzione di Mario Hezonja, atleta splendido dal talento unico tuttavia sempre il primo a non essere troppo in linea con lo spogliatoio, soprattutto con la gestione tecnica. Non andava bene Chus Mateo, quando disse testualmente «Dobbiamo cambiare perchè la stagione è stata una merda» mentre i compagni  festeggiavano la Liga, il rapporto con Scariolo non ci pare essere memorabile e la realtà dice che uno stipendio come il suo, quello del famoso rinnovo estivo, richiederebbe un protagonismo assoluto ed una leadership costruttiva, non distruttiva. Ma il contratto di cui dispone rende in realtà il Real ostaggio del croato: solo una triangolazione via NBA potrebbe liberarlo.

L'incredibile immobilismo sul mercato

E' mai successo che al 20 di giugno non ci fosse un solo giocatore realmente accostato al Real sul mercato?

No, non è mai successo… fino ad oggi.

Questo è probabilmente il lato più incredibile di quanto sta accadendo a Madrid, anche perchè, visto lo stato di totale confusione, chi dovrebbe o starebbe facendo mercato? 

Con chi si sta confrontando, o si è già confrontato  Scariolo sulle correzioni al roster in vista della prossima stagione? Lyles ha confermato che se ne va, Kramer è fuori, Okeke pure per ragioni di mancato passaporto e tutte le altre big di Eurlega si stanno muovendo sui nomi più interessanti, squadre a cui si aggiungono i nuovi grandi budget come Asvel e Dubai.

In buona sostanza lo spettacolo a cui stiamo assistendo non è per nulla degno del “club più importante del mondo” e conferma quanto chi scrive sostiene ormai da tempo: si licenziano gli allenatori e si cambiano valanghe di giocatori ma i danni che fanno proprietà e dirigenti sono una vera follia, quasi sempre senza pagarne le giuste conseguenze.

 

 

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