Virtus, Hackett:"Stiamo imparando un nuovo sistema di gioco"
A meno di un mese dai primi impegni ufficiali il capitano ha toccato svariati temi
Lunedì 24 agosto è iniziata ufficialmente la stagione della Virtus Bologna. Le V nere hanno cominciato gli allenamenti di squadra senza l'head coach Mumbrù e senza i giocatori impegnati con le rispettive nazionali per le qualificazioni ai prossimi mondiali.
Oggi il capitano dei bianconeri Daniel Hackett ha parlato alla stampa in vista dell'annata alle porte che si preannuncia intrigante.
Sull'essere il capitano e giocatore virtussino con più presenze in Eurolega
Sicuramente mi riempie d'orgoglio. Rappresentare questo club che negli anni ha fatto la storia della pallacanestro italiana ed europea è speciale. Essere qua dopo quasi cinque anni ed essere diventati capitani è una gran gioia, cercherò di fare il mio meglio per continuare a lavorare sodo e cercare di dare l'esempio con la voce e con i fatti a questo gruppo che ne avrà bisogno.
Sul compito di condurre la squadra più giovane dell'Eurolega alla conoscenza della competizione
Sì, questo gruppo si sta conoscendo, abbiamo un'età media intorno ai 25 anni, il tempo per trovare l'intesa in campo è veramente stretto. Dovremo fare del nostro meglio sia fuori dal campo che in campo per offrire la nostra versione migliore, pur consapevoli che la stagione sarà lunga e piena di difficoltà. Vogliamo dire la nostra e crescere giorno per giorno.
Sui primi giorni di allenamento
I primi giorni sono andati bene, si corre tanto. Stiamo cercando di imparare un sistema nuovo che è quello di coach Mumbrù che si basa molto sul correre e cercare di trovare le prime soluzioni buone possibili. Sarà un gioco molto diverso da quello che abbiamo fatto in passato, però speriamo di avere le gambe fresche, che ci possano permettere di metterlo in atto e soprattutto di offrire una qualità di gioco che ci permetta di essere competitivi sia in campionato che in Eurolega.

Sull'età del ritiro
Guardare avanti è molto difficile per me a questo punto della carriera. Preferisco andare giorno per giorno, settimana per settimana e prenderla in modo leggero, non voglio crearmi castelli mentali sul quando arriverà il tramonto o sul quando sarà ora di smettere. Fino a quando riesco a mettere della qualità in campo andrò avanti.
Sul prossimo campionato LBA, con l'arrivo delle due romane
Sarà un campionato difficile, già come abbiamo visto l'anno scorso in cui non siamo stati in grado di arrivare in finale per la prima volta da tanti anni, abbiamo trovato una Venezia molto preparata e tosta. Tortona da anni è in crescita, le due squadre di Roma avranno molti occhi addosso, costruite con giocatori giovani e possono sorprendere, Napoli mi sembra un progetto interessante, poi c'è Milano e ci siamo noi, ma anche quelle di bassa classifica saranno ostiche.
Sui primi consigli che darà ai rookie
Ai rookie cercherò di spiegare subito che l'Eurolega è una lega abbastanza spietata. I movimenti comodi che magari riesci a fare in allenamento e in campionato in Eurolega non lo sono affatto. Dovremo lavorare molto sui punti deboli, sul trovare novità di partita in partita, avere uno spirito di adattamento rapido e una memoria molto corta perchè non possiamo affossarci dopo una o due sconfitte di fila, ma dobbiamo voltare pagina e andare avanti. Spero di trasmettere questo ai giovani oltre al divertimento, facendo capire che siamo fortunati a giocare a basket, che dobbiamo anche portare entusiasmo in campo assieme ai nostri tifosi per vincere partite difficili.

Sul futuro dell'Eurolega e su NBA Europe
Onestamente non ci ho pensato tanto. Ho visto che si sta parlando di possibili collaborazioni tra Eurolega, FIBA e NBA Europe però vedo molto fumo e poco arrosto in questo momento ed è normale che sia così. Il brand NBA e tutto ciò che potrebbe portare in Europa è importante, perchè può aprire a tante opportunità, allo stesso tempo il sistema che l'Eurolega ha instaurato qui nel vecchio continente funziona, attira gli sponsor, dalla stessa America viene visto molto bene. Bisognerà trovare un equilibrio. Per via del grandissimo numero di partite che vi sono tra tutte le competizioni onestamente la vedo molto difficile come cosa, tuttavia da giocatore non mi sento di dare giudizi troppo approfonditi, mi auguro che venga trovata una buona soluzione per il basket europeo.
