Dubai-Virtus 72-80: Le V-nere espugnano la Coca-Cola Arena
I 21 punti di Edwards e un Niang da 17 rimbalzi guidano Bologna al successo. La difesa di Ivanovic disinnesca i tiratori di Dubai e la Virtus si regala una gran vittoria negli Emirati
Nella futuristica cornice della Coca-Cola Arena, la Virtus Bologna firma una delle imprese più significative della sua campagna europea 2025/2026, battendo Dubai per 72-80. In un match che rappresentava molto più di una semplice gara di regular season, con i bolognesi in grande emergenza per le assenze di Vildoza, Smailagic e Diarra ed un Diouf a mezzo servizio, la squadra di Duško Ivanović ha impartito una lezione di solidità e tattica, trascinata da una prova individuale molto efficace soprattutto in difesa.
La notte magica di Saliou Niang
L'avvio è di marca locale: il Dubai BC cerca di imporre un ritmo forsennato con le accelerazioni di Aleksa Avramovic e il talento di Dwayne Bacon portandosi subito sul +7. Bologna però non si scompone e inizia a macinare gioco nel pitturato. È qui che emerge prepotentemente la figura di Saliou Niang: il giovane lungo bianconero domina i tabelloni sin dai primi minuti, garantendo extra-possessi fondamentali che permettono a Carsen Edwards di colpire dall'arco.
Nel secondo quarto, la Virtus opera il sorpasso. La difesa a zona orchestrata da Ivanović manda in tilt le spaziature di Dubai, mentre Niang trasforma ogni pallone vagante in una sentenza. All'intervallo lungo, il tabellone recita 37-41 per gli ospiti, con Niang già in doppia-doppia sfiorata.
Il secondo tempo vede il disperato tentativo di rimonta dei padroni di casa, affidato alla fisicità di Justin Anderson. Tuttavia, la Virtus risponde con la leadership di un Daniel Hackett sempre presente e la sostanza di un Derrick Alston Jr efficace su entrambi i lati del campo. Nell'ultima frazione, quando la stanchezza inizia a farsi sentire, Niang sale nuovamente in cattedra: due rimbalzi offensivi consecutivi convertiti in punti pesantissimi scavano il solco definitivo. Il finale è una gestione intelligente dei possessi da parte di Matt Morgan e dello stesso Hackett, che sigillano il risultato dalla lunetta. Si chiude sul 72-80 e la Virtus scavalca in classifica la stessa Dubai.

Le chiavi
La chiave di volta assoluta è stata la prestazione mostruosa di Saliou Niang. Con 17 punti e 17 rimbalzi (di cui 6 offensivi), il classe 2004 ha letteralmente oscurato il frontcourt avversario. La sua capacità di chiudere le linee di penetrazione e di dominare i board ha permesso alla Virtus di controllare il ritmo della gara, annullando il vantaggio fisico che Dubai solitamente impone ai propri avversari. Una prova di maturità che lo consacra definitivamente, soprattutto in una serata in cui, con le assenza di Smailagic, Diarra ed un Diouf non al 100%, le V nere potevano soffrire terribilmente la fisicità dei lunghi emiratini, Anderson in particolare, che all'andata aveva fatto molto male alla squadra di Ivanovic.
Tenuta difensiva sul perimetro
Il piano partita di Ivanović prevedeva probabilmente di togliere il tiro da tre punti a scorer efficaci come Bertans e Abass. Il lavoro sporco di Alessandro Pajola, unito alla mobilità laterale degli interni nelle rotazioni, ha costretto Dubai a conclusioni forzate a fine dei 24 secondi. Limitare una squadra dal così alto potenziale offensivo a soli 72 punti in casa propria è il termometro della crescita difensiva raggiunta dalle V-nere.
Controllo del ritmo e secondi possessi
Mentre Dubai ha forzato molto e ha chiuso con percentuali molto basse, soprattutto dall'arco, la Virtus è stata magistrale nel rallentare i giri del motore nei momenti critici. Matt Morgan ha gestito i pick-and-roll con estrema lucidità, leggendo sistematicamente i vantaggi creati dai blocchi di Niang e Diouf. La capacità di limitare le palle perse (solo 9 in totale) ha impedito ai padroni di casa di correre in transizione. Bologna ha vinto anche la battaglia nel pitturato (42 punti a 30). Grazie alla "fame" di Niang sotto canestro, la Virtus ha generato ben 14 punti da seconda opportunità, un fattore che ha spezzato il morale della difesa emiratina proprio quando sembrava poter ricucire lo strappo.
Unità di squadra e gioco collettivo
Per quanto riguarda le prestazioni, oltre alla già citata strepitosa di Saliou Niang, vale la pena menzionare anche un Carsen Edwards da 21 punti fondamentali per mantenere alta la pericolosità perimetrale anche se le sue percentuali non sono risultate ottimali. Per Dubai ottima prova di Aleksa Avramovic in uscita dalla panchina. Il serbo ha cercato di caricarsi la squadra sulle spalle con isolamenti e farsi trovare pronto sugli scarichi, ma ha predicato nel deserto nel finale di gara.
Male Kabengele e Petrusev, completamente annullati dalla difesa Virtus e costretti a spendere precocemente molti falli. I lunghi di Dubai dovevano essere un fattore ed invece non sono mai entrati in partita. Nella Virtus ci si aspettava qualcosa in più da Karim Jallow, ancora forse non al 100% dopo l'infortunio di fine anno. Qualche forzatura di troppo per il tedesco e una selezione di tiro rivedibile, fortunatamente compensata.
